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Non si passa da Rafah, Gaza ora è allo stremo e Hamas diffonde un video degli ostaggi

(ansa)
Salgono a 1800 i morti israeliani per gli attacchi del 7 ottobre. Il capo dello Shin Bet: “Mia la responsabilità”
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TEL AVIV— Hamas diffonde il primo video con un ostaggio catturato durante le stragi di sabato 7 ottobre. Si tratta di una giovane israeliana con nazionalità anche francese, mostrata su un letto d’ospedale con una ferita vistosa a un braccio, e dice di essere stata operata per tre ore, di essere stata curata e anche di voler andare a casa. Si tratta di una scelta per creare pressione politica fuori dai confini della Striscia e di Israele. Sul fronte di Gaza l’invasione di terra è imminente ma non è ancora partita, i jet israeliani bombardano e il numero delle vittime palestinesi nella Striscia è ormai vicino a tremila. Un missile lanciato da Hamas è arrivato a Gerusalemme e per poco non ha colpito la moschea di al Aqsa, luogo santo per tutti i musulmani, altri sono arrivati sopra Tel Aviv ma sono stati distrutti dai missili intercettori prima che potessero fare danni. Sul fronte Nord la giornata è stata meno intensa di domenica, ma non è stata calma: Hezbollah ha rivendicato il lancio …

TEL AVIV— Hamas diffonde il primo video con un ostaggio catturato durante le stragi di sabato 7 ottobre. Si tratta di una giovane israeliana con nazionalità anche francese, mostrata su un letto d’ospedale con una ferita vistosa a un braccio, e dice di essere stata operata per tre ore, di essere stata curata e anche di voler andare a casa. Si tratta di una scelta per creare pressione politica fuori dai confini della Striscia e di Israele. Sul fronte di Gaza l’invasione di terra è imminente ma non è ancora partita, i jet israeliani bombardano e il numero delle vittime palestinesi nella Striscia è ormai vicino a tremila. Un missile lanciato da Hamas è arrivato a Gerusalemme e per poco non ha colpito la moschea di al Aqsa, luogo santo per tutti i musulmani, altri sono arrivati sopra Tel Aviv ma sono stati distrutti dai missili intercettori prima che potessero fare danni. Sul fronte Nord la giornata è stata meno intensa di domenica, ma non è stata calma: Hezbollah ha rivendicato il lancio di cinque missili anticarro dal Libano contro le posizioni israeliane, Israele ha risposto senza andare verso l’escalation.

Il conto aggiornato delle vittime dei massacri di Hamas nel sud di Israele sale a più di 1.800, perché ci sono 455 cadaveri in più che sono stati recuperati e devono ancora essere identificati. Anche il numero degli ostaggi nelle mani di Hamas sale da 155 a 199. Il capo dello Shin Bet, Ronen Bar, si assume la responsabilità del fallimento nel prevenire l’attacco – lo Shin Bet è l’agenzia di sicurezza interna d’Israele che si occupa di sorvegliare le mosse dei gruppi terroristici palestinesi. Bar ha detto che durante i raid del 7 ottobre anche dieci dei suoi agenti sono stati uccisi.

In mattinata fonti egiziane avevano detto a Reuters che ci sarebbe stata una tregua di cinque ore e che il valico di Rafah al confine tra Egitto e Gaza sarebbe stato aperto – per permettere ai palestinesi con doppio passaporto di fuggire dalla Striscia e per far entrare convogli di camion con aiuti umanitari. Hamas e Israele hanno negato l’esistenza di una tregua e i cancelli del valico non sono stati aperti. Entrambi, per motivi diversi, non vogliono l’apertura del confine. Continua lo spostamento della popolazione di Gaza dal Nord della Striscia verso Sud, come chiesto dall’esercito israeliano, che si prepara ad attaccare da Nord e vuole meno civili possibile sul terreno di scontro.

A Tel Aviv sostenitori del primo ministro Netanyahu hanno aggredito il padre di Liri Albag, una ragazza ostaggio di Hamas, che sta facendo un sit-in in centro per chiedere la priorità assoluta ai negoziati per liberare gli ostaggi.

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