I jet israeliani bombardano le postazioni di Hezbollah in Libano
dal nostro inviato Daniele RaineriL'esplosione dei colpi lanciati dagli israeliani sul villaggio di Dhayra
TEL AVIV – Nella notte i jet israeliani hanno bombardato postazioni di Hezbollah nel Sud del Libano in risposta a una sequenza di attacchi che il gruppo armato libanese aveva lanciato ieri contro i soldati israeliani. Da quando le squadre di Hamas hanno massacrato quasi duemila civili nei kibbutz e nelle città del Sud di Israele sabato 7 ottobre, Hezbollah – che in arabo vuol dire il Partito di Dio – ha cominciato una campagna aggressiva fatta di tante operazioni contro le truppe israeliane a ridosso del confine fra Libano e Israele. Spari di cecchini, lanci di missili anticarro e razzi, a volte incursioni di guerriglieri a piedi.
Quasi ogni giorni ci sono morti e feriti, ma non è ancora la guerra vera: quella si riconoscerà subito perché Hezbollah lancerà su Israele migliaia di razzi e missili, come si prepara a fare da anni con l’aiuto dell’Iran, che è il suo grande sponsor internazionale. Per ora gli uomini del Partito di Dio e i soldati israeliani combattono e allo stesso tempo re…
TEL AVIV – Nella notte i jet israeliani hanno bombardato postazioni di Hezbollah nel Sud del Libano in risposta a una sequenza di attacchi che il gruppo armato libanese aveva lanciato ieri contro i soldati israeliani. Da quando le squadre di Hamas hanno massacrato quasi duemila civili nei kibbutz e nelle città del Sud di Israele sabato 7 ottobre, Hezbollah – che in arabo vuol dire il Partito di Dio – ha cominciato una campagna aggressiva fatta di tante operazioni contro le truppe israeliane a ridosso del confine fra Libano e Israele. Spari di cecchini, lanci di missili anticarro e razzi, a volte incursioni di guerriglieri a piedi.
Quasi ogni giorni ci sono morti e feriti, ma non è ancora la guerra vera: quella si riconoscerà subito perché Hezbollah lancerà su Israele migliaia di razzi e missili, come si prepara a fare da anni con l’aiuto dell’Iran, che è il suo grande sponsor internazionale. Per ora gli uomini del Partito di Dio e i soldati israeliani combattono e allo stesso tempo restano al di sotto della soglia che farebbe scattare il conflitto, perché a entrambi non conviene.
A volte agli attacchi di Hezbollah sul confine si aggiungono anche quelli dei gruppi palestinesi che vengono dai campi profughi in Libano. In quell’area il Partito di Dio è la fazione in assoluto dominante, quindi si pensa che i gruppi palestinesi agiscano con il suo permesso. Una settimana fa quattro uomini della Jihad islamica sono entrati dal confine e sono stati uccisi in uno scontro a fuoco. Domenica Hamas ha sparato venti razzi dal Libano, come ha dichiarato in un comunicato ufficiale, ed è una cosa rara.
Gli Stati Uniti hanno spostato due portaerei nel Mediterraneo orientale, come misura di deterrenza contro Hezbollah, per scoraggiare l’inizio di un conflitto anche nel nord di Israele. Ieri tuttavia il ministro degli Esteri iraniano Amir Abdollahaian ha citato il leader di Hezbolllah, Hassan Nasrallah, con il quale ha avuto un incontro a Beirut, per dire che se l’operazione israeliana contro la Striscia di Gaza continua allora ci sarà un intervento militare dell’Asse della resistenza (così si chiama l’alleanza tra l’Iran e alcuni gruppi armati del Medio Oriente, come Hezbollah e Hamas).
Ieri il governo israeliano ha ordinato l’evacuazione dei villaggi lungo il confine libanese, in preparazione di una possibile guerra. È una misura simmetrica a quello che sta succedendo nel Sud, dove le città più vicine alla Striscia di Gaza ora sono vuote. Per alcune, come Sderot, è la prima volta che succede nella storia del Paese.