Scholz, primo capo di governo a visitare Israele dopo gli attacchi: “Hezbollah e Iran non intervengano”
dalla nostra inviata Tonia MastrobuoniVARSAVIA – A dieci giorni dalla strage di Hamas, Olaf Scholz sarà il primo capo di governo ad arrivare a Tel Aviv per manifestare la sua solidarietà ad Israele. Oggi incontrerà il premier Benjamin Netanyahu ma anche alcune famiglie degli ostaggi detenuti a Gaza. La Germania ha confermato il suo sostegno incondizionato ad Israele sin dal massacro, e ieri il cancelliere ha fatto sapere da Tirana di voler “segnalare il mio sostegno in modo molto pratico con la mia visita in Israele”.
Prima di partire per il suo viaggio in Medio oriente, dopo un incontro a Berlino con re Abdullah di Giordania, Scholz ha avvertito espressamente Hezbollah e Iran “a non intervenire nel conflitto”. Domani dovrebbe arrivare in Medio Oriente anche il presidente americano Joe Biden. Lo scopo di Washington e Berlino è evitare che il confitto di Gaza infiammi l’intera regione.
Da Tel Aviv, Scholz si sposterà al Cairo per incontrare il presidente egiziano Abdel Fatah Al-Sisi. L’obiettivo della duplice visita…
VARSAVIA – A dieci giorni dalla strage di Hamas, Olaf Scholz sarà il primo capo di governo ad arrivare a Tel Aviv per manifestare la sua solidarietà ad Israele. Oggi incontrerà il premier Benjamin Netanyahu ma anche alcune famiglie degli ostaggi detenuti a Gaza. La Germania ha confermato il suo sostegno incondizionato ad Israele sin dal massacro, e ieri il cancelliere ha fatto sapere da Tirana di voler “segnalare il mio sostegno in modo molto pratico con la mia visita in Israele”.
Prima di partire per il suo viaggio in Medio oriente, dopo un incontro a Berlino con re Abdullah di Giordania, Scholz ha avvertito espressamente Hezbollah e Iran “a non intervenire nel conflitto”. Domani dovrebbe arrivare in Medio Oriente anche il presidente americano Joe Biden. Lo scopo di Washington e Berlino è evitare che il confitto di Gaza infiammi l’intera regione.
Da Tel Aviv, Scholz si sposterà al Cairo per incontrare il presidente egiziano Abdel Fatah Al-Sisi. L’obiettivo della duplice visita è quella di scongiurare un’offensiva a Gaza da parte israeliana e raffreddare le tensioni nell’area. Ma anche di discutere come liberare i duecento ostaggi - alcuni sono tedeschi - trattenuti da Hamas a Gaza. Secondo i media tedeschi, Berlino offrirà ad Israele assistenza militare e aiuti umanitari per la Striscia di Gaza.
Alla vigilia del suo viaggio in Medio Oriente, il cancelliere ha dichiarato che “l’attacco di Hamas è stato un atto terroristico irresponsabile dalle conseguenze terribili, che è costato la vita a un numero incredibile di persone e che ne ha umiliate un numero incredibile. Perciò Israele ha il diritto di difendersi”. Nei giorni scorsi Scholz ha avuto colloqui con il Qatar, l’Egitto e la Turchia perché aumentino le pressioni su Hamas.
Scholz è stato preceduto venerdì dalla sua ministra degli Esteri Annalena Baerbock, che da Tel Aviv ha espresso la sua angoscia che l’eventuale offensiva di terra possa creare una catastrofe umanitaria nella Striscia, finita già nella morsa dell’assedio israeliano. “2,1 milioni di persone vivono a Gaza, la metà sono bambini”, ha sottolineato la ministra dei verdi, “E sono estremamente bisognosi di acqua, viveri, assistenza sanitaria”.
Quindici anni fa Angela Merkel dichiarò Israele “ragione di Stato”. I suoi rapporti con il falco Netanyahu sono sempre stati difficili, ma il sostegno di Berlino allo stato ebraico è sempre stato incondizionato, anche per ovvie ragioni storiche: è tedesca la responsabilità di aver sterminato sei milioni di ebrei nella Shoah.