L’esercito israeliano: “La Jihad islamica dietro alla strage dell’ospedale di Gaza”
dalla nostra inviata Francesca CaferriTEL AVIV – “Non siamo stati noi”. In questi giorni Daniel Hagari ha affrontato il fuoco continuo dei giornalisti internazionali nei suoi briefing quotidiani. Mai il suo volto è apparso teso come oggi, quando ha parlato a centinaia di reporter per spiegare il punto di vista di Israele sull’attacco che ieri sera ha colpito l’ospedale Al Ahli di Gaza, uccidendo centinaia di persone.
Hagari ha mostrato fotografie, mappe e fornito registrazioni: "L'analisi delle nostre riprese aeree conferma che non c'è stato alcun colpo diretto all'ospedale stesso", ha detto. Secondo il militare una bomba aerea lanciata da Israele avrebbe causato crateri e danni strutturali agli edifici vicini, che "in questo caso non esistono". L’esplosione, ha spiegato, è stata invece causata da un razzo difettoso lanciato da un cimitero non lontano, che sarebbe atterrato sul parcheggio dell’ospedale provocando l’incendio di dozzine di auto. Israele, ha c…
TEL AVIV – “Non siamo stati noi”. In questi giorni Daniel Hagari ha affrontato il fuoco continuo dei giornalisti internazionali nei suoi briefing quotidiani. Mai il suo volto è apparso teso come oggi, quando ha parlato a centinaia di reporter per spiegare il punto di vista di Israele sull’attacco che ieri sera ha colpito l’ospedale Al Ahli di Gaza, uccidendo centinaia di persone.
Hagari ha mostrato fotografie, mappe e fornito registrazioni: "L'analisi delle nostre riprese aeree conferma che non c'è stato alcun colpo diretto all'ospedale stesso", ha detto. Secondo il militare una bomba aerea lanciata da Israele avrebbe causato crateri e danni strutturali agli edifici vicini, che "in questo caso non esistono". L’esplosione, ha spiegato, è stata invece causata da un razzo difettoso lanciato da un cimitero non lontano, che sarebbe atterrato sul parcheggio dell’ospedale provocando l’incendio di dozzine di auto. Israele, ha concluso Hagari, ha anche la registrazione di una conversazione fra miliziani palestinesi che confermerebbe il lancio di un razzo difettoso. Dall'inizio del conflitto, ha precisato, 450 razzi palestinesi difettosi sono esplosi all'interno della Striscia. "L'entità del danno che vediamo qui è dovuta alla testata del razzo della Jihad islamica", ha spiegato il portavoce mostrando delle immagini.
E ancora: “Secondo la nostra intelligence, Hamas ha controllato le notizie e capito immediatamente che si è trattato di un errore di lancio da parte della Jihad islamica e hanno dato il via a una campagna di comunicazione che ha già provocato un certo numero di vittime. Hanno capito con assoluta certezza che si è trattato di un missile lanciato dalla Jihad islamica”. Al termine dell’incontro non ci sono state domande, ma ai giornalisti è state fornita in tempo reale la documentazione mostrata dal portavoce, incluse le registrazioni: il segno della volontà di Israele di chiarire nel modo più trasparente e rapido possibile quello che è accaduto secondo il suo punto di vista. Ma è difficile pensare che qualunque spiegazione possa a questo punto fermare la rabbia che è esplosa contro lo Stato ebraico da ieri sera in tutta la regione quando le prime immagini hanno cominciato a rimbalzare sulle tv.
Hagari ha parlato poco prima dell’arrivo a Tel Aviv del presidente Usa Joe Biden. Un presidente arrivato per mostrare solidarietà allo Stato ebraico, colpito dal brutale attacco del 7 ottobre, ma che allo stesso modo sa di dover disinnescare l’incendio che è stato acceso ieri sera dall’esplosione all’ospedale. Biden avrebbe dovuto incontrare ad Amman il re di Giordania Abdallah, il presidente egiziano Abdel Fatah al Sisi e il presidente palestinese Abu Mazen, ma il vertice è stato annullato dopo la strage dell’ospedale e la rabbia che si è scatenata a Ramallah, in Cisgiordania, ma anche a Beirut e nella stessa Amman.