Kiev lancia gli Atacms Usa “Coi missili svolta alla guerra”
di Paolo BreraI missili americani a lungo raggio “Atacms”, l’arma attesa come manna da Kiev per provare a imprimere una svolta nella controffensiva mai decollata, hanno esordito ieri a sorpresa colpendo in profondità le retrovie russe nei territori occupati: un attacco notturno in cui le forze speciali ucraine hanno centrato i due aeroporti di Lugansk e Berdyansk, nel fronte Est e nel fronte Sud, infliggendo in un solo attacco la più grave debacle aerea a Mosca dall’inizio dell’invasione. Nove elicotteri da combattimento distrutti insieme ad attrezzature speciali stoccate negli aeroporti, un sistema di lancio della contraerea e un magazzino di munizioni. Sono state danneggiate anche le piste di decollo e atterraggio da cui i russi attaccano la prima linea ucraina. Le vittime, i soldati che si trovavano nelle basi, sono decine.
I missili americani a lungo raggio “Atacms”, l’arma attesa come manna da Kiev per provare a imprimere una svolta nella controffensiva mai decollata, hanno esordito ieri a sorpresa colpendo in profondità le retrovie russe nei territori occupati: un attacco notturno in cui le forze speciali ucraine hanno centrato i due aeroporti di Lugansk e Berdyansk, nel fronte Est e nel fronte Sud, infliggendo in un solo attacco la più grave debacle aerea a Mosca dall’inizio dell’invasione. Nove elicotteri da combattimento distrutti insieme ad attrezzature speciali stoccate negli aeroporti, un sistema di lancio della contraerea e un magazzino di munizioni. Sono state danneggiate anche le piste di decollo e atterraggio da cui i russi attaccano la prima linea ucraina. Le vittime, i soldati che si trovavano nelle basi, sono decine.
«Oggi siamo particolarmente grati agli Stati Uniti. I nostri accordi con il presidente Biden vengono attuati in modo molto preciso», ha detto il presidente Zelensky confermando l’uso dei micidiali Atacms. «È iniziato un nuovo capitolo di questa guerra — twitta il consigliere presidenziale ucraino Mikhailo Podolyak — . Non vi sono più luoghi sicuri per le truppe russe all’interno dei confini dell’Ucraina. A medio termine non potranno più tenere il Sud, la Crimea e la flotta del Mar Nero. Il conto alla rovescia è iniziato».
La promessa a cui fa riferimento Zelensky è quella rivelata l’8 settembre da Abc News e attribuita a «fonti governative ufficiali Usa», secondo cui l’amministrazione Biden aveva deciso di alzare ulteriormente il livello delle forniture militari a Kiev violando un nuovo tabù, quello delle armi a lungo raggio tecnicamente in grado di allargare il conflitto in territorio russo. Gli Atacms, appunto, che dovevano servire a Kiev a potenziare la controffensiva. L’opzione era «sul tavolo», diceva la fonte, ma la decisione finale non era ancora stata presa. Da allora era calato il silenzio, ma in quel silenzio gli Atacms erano evidentemente entrati in Ucraina aggiungendosi all’arsenale disponibile.
La novità restituisce ottimismo alle truppe di Kiev, alle prese con «una situazione particolarmente difficile» per la pressione offensiva russa nel Donbass; ma glissa sulla enorme cautela adottata in realtà dagli Usa, che per ora avrebbero fornito solo una piccola quantità di Atacms e del modello più vecchio e meno potente: si tratta degli MGM-140A, la prima versione degli anni Novanta con gittata di 160 chilometri contro gli oltre 300 dei modelli recenti. A differenza degli Storm Shadow britannici non servono aerei per lanciarli: basta una piattaforma mobile come per gli Himars. Quanto bastava per questa clamorosa “Operazione Dragonfly”: uno smacco — non casuale — prima dell’incontro tra Putin e Xi.