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I delfini russi, l’ultima arma di Putin contro gli incursori di Kiev

I mammiferi, dotati di un “sonar naturale” che permette loro di individuare le incursioni dei sommozzatori ucraini, vengono addestrati per fermare gli attacchi nei porti
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Delfini russi contro sommozzatori ucraini. L’ultima arma schierata da Putin per fermare le frequenti incursioni dei commandos di Kiev contro la Crimea sono gli stessi mammiferi che spesso intrattengono con le loro evoluzioni il pubblico degli acquari e i passeggeri delle crociere. Sin dall’epoca dell’Urss, la flotta di Mosca invece ne ha fatto uno strumento bellico: assieme ai beluga e alle orche, sono stati addestrati per individuare i sabotatori che penetrano in immersione nei porti. Hanno infatti un “sonar naturale” che gli permette di scoprire gli intrusi e nuotano a velocità superiori a qualsiasi essere umano, ma anche più rapidamente dei piccoli sottomarini e di molti battelli d’assalto subacquei.

La loro missione non si limiterebbe a segnalare alle motovedette la presenza di minacce sotto le onde: sarebbero istruiti anche ad affrontare i sommozzatori con aggressioni letali. Nell’estate 2022 i delfini-sentinella sono stati notati a Sebastopoli, la principale installazione…

Delfini russi contro sommozzatori ucraini. L’ultima arma schierata da Putin per fermare le frequenti incursioni dei commandos di Kiev contro la Crimea sono gli stessi mammiferi che spesso intrattengono con le loro evoluzioni il pubblico degli acquari e i passeggeri delle crociere. Sin dall’epoca dell’Urss, la flotta di Mosca invece ne ha fatto uno strumento bellico: assieme ai beluga e alle orche, sono stati addestrati per individuare i sabotatori che penetrano in immersione nei porti. Hanno infatti un “sonar naturale” che gli permette di scoprire gli intrusi e nuotano a velocità superiori a qualsiasi essere umano, ma anche più rapidamente dei piccoli sottomarini e di molti battelli d’assalto subacquei.

La loro missione non si limiterebbe a segnalare alle motovedette la presenza di minacce sotto le onde: sarebbero istruiti anche ad affrontare i sommozzatori con aggressioni letali. Nell’estate 2022 i delfini-sentinella sono stati notati a Sebastopoli, la principale installazione della flotta del Mar Nero. Ora l’esame delle foto satellitari realizzata dall’analista H. I. Sutton - una delle figure più autorevoli del settore - ha evidenziato la presenza di recinti galleggianti nella base di Novoozerne, novanta chilometri a nord-ovest di Sebastopoli. È la struttura militare più esposta agli attacchi dei sabotatori del servizio segreto militare protagonista di raid contro quel settore della costa.

Le recinzioni usate per custodire i mammiferi sono apparse per la prima volta ad agosto, proprio quando gli ucraini hanno messo a segno i primi sbarchi di sommozzatori sulla costa tra le città di Olenivka e Mayak. A settembre le “gabbie” sono state portate in prossimità degli accessi al porto, non lontano da un allevamento di ostriche per le tavole degli oligarchi. A cinque chilometri c’è il parco acquatico Stepnaya Gavan, con show di delfini e orche che si tuffano tra i turisti.

Ma in Crimea non è più tempo di divertimenti. Il governo Zelensky vuole dimostrare la volontà di riconquistare la Penisola occupata da Mosca nel 2014. L’offensiva terrestre lanciata lo scorso giugno finora non è riuscita a superare le linee difensive russe a sud di Zaporizhzhia, così sono stati intensificati gli attacchi con missili a lungo raggio Storm Shadow contro la Marina, devastando il quartiere generale della flotta del Mar Nero. Sempre più numerosi anche gli assalti dei droni marittimi, che avrebbero bersagliato navi militari russe persino a largo delle coste turche, e gli sbarchi di commandos sul litorale occidentale della Crimea, con immagini delle azioni poi diffuse dalla propaganda di Kiev.

Dopo avere incassato brutti colpi - ad esempio la distruzione di un sottomarino e di una nave anfibia nel cantiere di Sebastopoli - gli ammiragli di Putin stanno cercando di aumentare la protezione della Crimea. Hanno creato squadre navali di pattugliamento con elicotteri dotati di nuovi sensori e corvette che salpano proprio da Novoozerne, la base adesso vigilata dai delfini.

Nel libro degli orrori di questa guerra avevamo già visto robot guerrieri e droni killer di ogni dimensione, adesso i russi aggiungono un nuovo capitolo con i mammiferi trasformati in combattenti. In passato però alcuni si sono ribellati, fuggendo dalle gabbie russe per nuotare liberi verso il Bosforo. Il caso più celebre è quello di “Palla di Neve”, il beluga bianco che trent’anni fa scappò in un porticciolo turco e venne adottato dai bambini della comunità locale.


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