BEIRUT — È il “giorno della rabbia”, e Mohammed la sua non la trattiene. «La guerra? Va bene. Così andiamo tutti a combattere per la Palestina. Io sono pronto», si agita mentre cerca di attraversare il serpentone che inonda piazza al Shoura a Heret Hureik, Beirut Sud, il quartier generale di Hezbollah. Le donne stanno da una parte, è una distesa di chador neri. Gli uomini dall’altra, arrampicati …