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Jihad islamica, parla Ataya, il responsabile in Libano:“L’obiettivo della nostra lotta è smantellare Israele”

Ex insegnante, è entrato nel movimento negli anni ‘80. “Con Hezbollah siamo alleati. Guerra in Libano? Può essere, dipende da cosa succede a Gaza. Abbiamo più di 30 ostaggi. Non era compito di Hamas controllare chi ha commesso omicidi. Rifiutiamo gli accordi di Oslo”
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BEIRUT — La jihad islamica palestinese (Jip) non tratta, nemmeno con gli altri palestinesi. Fatah, l’Olp, un governo di unità: non sono interessati. «La politica la lasciamo ad Hamas. Il nostro lavoro ora è solo la resistenza per liberare la Palestina». Ihsan Ataya è nato a Sidone nel 1964. Faceva l’insegnante. Negli anni 80 è entrato nel gruppo armato e oggi è il rappresentante della Jip in Libano. Per Israele, Usa, Ue, è un’organizzazione terroristica, più radicale di Hamas. Il governo israeliano ha accusato la Jip di essere responsabile dell’attacco all’ospedale al-Ahli di Gaza.

Gli israeliani sembrano pronti a una operazione di terra a Gaza. Ci sarà guerra anche in Libano?

«Dipende da cosa succede a Gaza, se c’è un’escalation di Israele sul terreno tutto può succedere».

Che rapporto avete con Hezbollah?

«Siamo alleati. Facciamo operazioni per entrare nei territori occupati, come qualche giorno fa, ma non combattiamo nel Sud Libano, rispettiamo la loro sovranità».

La jihad è f…

BEIRUT — La jihad islamica palestinese (Jip) non tratta, nemmeno con gli altri palestinesi. Fatah, l’Olp, un governo di unità: non sono interessati. «La politica la lasciamo ad Hamas. Il nostro lavoro ora è solo la resistenza per liberare la Palestina». Ihsan Ataya è nato a Sidone nel 1964. Faceva l’insegnante. Negli anni 80 è entrato nel gruppo armato e oggi è il rappresentante della Jip in Libano. Per Israele, Usa, Ue, è un’organizzazione terroristica, più radicale di Hamas. Il governo israeliano ha accusato la Jip di essere responsabile dell’attacco all’ospedale al-Ahli di Gaza.

Gli israeliani sembrano pronti a una operazione di terra a Gaza. Ci sarà guerra anche in Libano?

«Dipende da cosa succede a Gaza, se c’è un’escalation di Israele sul terreno tutto può succedere».

Che rapporto avete con Hezbollah?

«Siamo alleati. Facciamo operazioni per entrare nei territori occupati, come qualche giorno fa, ma non combattiamo nel Sud Libano, rispettiamo la loro sovranità».

La jihad è finanziata dall’Iran?

«L’Iran sostiene tutte le parti palestinesi, E ha guadagnato influenza da quando i Paesi arabi hanno dimenticato la causa palestinese per fare accordi con gli americani»

Dice che non condividete tutto quello che fa Hamas. Siete in competizione?

«Siamo alleati ma non siamo interessati a tutti gli obiettivi di Hamas, che fa politica, vuole essere leader dei palestinesi e parte dell’Olp nel guidarli. Hanno negoziati con Fatah, cercano di fare accordi. Noi non abbiamo questo obiettivo. Non ora. Il nostro obiettivo è che Israele, che nel 1948 ha rubato la nostra terra, compie massacri e non rispetta le leggi internazionali, venga smantellato come Stato. Non abbiamo problemi con gli ebrei, vogliamo uno Stato palestinese e gli ebrei possono viverci, se vogliono».

Gli accordi di Oslo per voi non valgono nulla?

«Li rifiutiamo. Un accordo criminale».

Israele afferma che è stato un missile della Jihad a colpire l’ospedale di Gaza. Non sarebbe la prima volta che un razzo diretto su Israele cade nella Striscia.

«Falso. Sono stati gli israeliani, con una bomba termobarica, per questo non c’è il cratere nel parcheggio dell’ospedale.. Quando esplodono i missili della Resistenza trovi molte parti della bomba. Non c’erano. È stato un attacco verticale».

Che prove avete?

«Nessuno dei gruppi palestinesi ha questo tipo di armi. L’esercito israeliano ha detto su Telegram e su X che avevano dato l’ordine di evacuazione all’ospedale. È una ammissione di responsabilità. Poi hanno cancellato i post».

C’è una conversazione registrata tra militanti di Hamas e della Jip in cui si parla di lanci falliti.

«È una conversazione del 2022. Avevamo iniziato un’operazione su cui Hamas non era d’accordo».

Sappiamo che la Jip tiene missili e piattaforme di lancio dove vivono civili. Come li proteggete?

«Gaza è molto piccola. Non ci sono spazi vuoti. Noi lanciamo i missili da posti all’aperto, non chiusi, ma può essere che ci siano dei civili intorno. I depositi sono nei tunnel, non abbiamo bisogno di tenere missili e munizioni nei palazzi».

I tunnel sono anche sotto l’ospedale di al-Shifa?

«Sotto tutta Gaza c’è una città sotterranea con tunnel e depositi».

Avete partecipato alla pianificazione dell’attacco contro Israele?

«L’operazione è stata pianificata e portata avanti solo da Hamas. Quando è stato chiaro che il piano era andare nelle basi israeliane e catturare i soldati e che era più facile di quanto pensassero, siamo entrati in gioco anche noi per catturare i soldati e liberare i nostri prigionieri, e quanta più terra possibile».

Quanti ostaggi detenete?

«Più di 30».

Siete disposti a rilasciarli?

«Quando ci sarà un cessate il fuoco, lo stop ai combattimenti e alle bombe sui civili».

Lei dice che è una guerra per “liberare la Palestina”, ma i canali del vostro movimento sono pieni di chiamate contro gli “infedeli”. È una guerra di religione?

«La sua è propaganda, la guerra è per liberare la nostra terra, non sono le crociate. La nostra religione non accetta che i civili vengano uccisi ».

Centinaia di civili israeliani sono stati massacrati il 7 ottobre.

«Molti civili da Gaza che hanno perso figli, padri, famiglie intere, sono entrati nei territori occupati con le forze della resistenza. Forse qualcuno ha commesso omicidi. Non era compito di Hamas controllarli».

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