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Indagini sul fondo del mare: un mercantile cinese sospettato per la distruzione del gasdotto del Baltico

Le autorità finlandesi indicano nella portacontainer Newnew Polar Bear la probabile responsabile dei danni alla conduttura avvenuti l’8 ottobre
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C’è un colpo di scena nell’inchiesta sulla distruzione del gasdotto che unisce la Finlandia ai Paesi Baltici. La polizia di Helsinki ha comunicato che l’istruttoria si concentra su una portacontainer cinese, la Newnew Polar Bear. “Gli investigatori – recita il comunicato ufficiale - hanno stabilito che i movimenti della nave che batte bandiera di Hong Kong coincidono con il momento e la posizione del danneggiamento della condotta. Per questa ragione, le indagini adesso sono focalizzate sul ruolo di questo mercantile. Collaboreremo con le autorità cinesi per ricostruirlo”.

Il gasdotto è stato colpito lo scorso otto ottobre. In quel momento la portacontainer si stava dirigendo dal porto russo di Baltysk, a pochi chilometri da Kaliningrad, a quello di San Pietroburgo. Poi è tornata a Kaliningrad da dove è salpata una settimana fa: la destinazione dichiarata è Tianjin Xingang, in Cina, e l’ultima posizione nota appare nel Mare del Nord, in prossimità del confine settentrionale tra Finland…

C’è un colpo di scena nell’inchiesta sulla distruzione del gasdotto che unisce la Finlandia ai Paesi Baltici. La polizia di Helsinki ha comunicato che l’istruttoria si concentra su una portacontainer cinese, la Newnew Polar Bear. “Gli investigatori – recita il comunicato ufficiale - hanno stabilito che i movimenti della nave che batte bandiera di Hong Kong coincidono con il momento e la posizione del danneggiamento della condotta. Per questa ragione, le indagini adesso sono focalizzate sul ruolo di questo mercantile. Collaboreremo con le autorità cinesi per ricostruirlo”.

Il gasdotto è stato colpito lo scorso otto ottobre. In quel momento la portacontainer si stava dirigendo dal porto russo di Baltysk, a pochi chilometri da Kaliningrad, a quello di San Pietroburgo. Poi è tornata a Kaliningrad da dove è salpata una settimana fa: la destinazione dichiarata è Tianjin Xingang, in Cina, e l’ultima posizione nota appare nel Mare del Nord, in prossimità del confine settentrionale tra Finlandia e Russia.

La nave, lunga 169 metri e con un dislocamento di 23 mila tonnellate, è stata acquistata pochi mesi fa dalla Hainan Xin Xin Yang Shipping. Ha compiuto il primo viaggio collegando San Pietroburgo alla Cina. Poi all’inizio di luglio si è messa in viaggio per una traversata senza precedenti durata sei settimane: ha raggiunto il Baltico lungo la rotta del Nord, quella che passa sotto l’Artico. Si tratta del primo mercantile a scegliere questo percorso: la Newnew Polar Bear dispone infatti di uno scafo progettato per affrontare i ghiacci. Proprio dopo avere completato questa missione record, sarebbe passata sopra il gasdotto Balticonnector nel momento esatto della distruzione.

Ma non è l’unico giallo che emerge dall’inchiesta finlandese. Le indagini hanno confermato che il condotto è stato danneggiato da “una forza meccanica esterna e sulle attuali conoscenze non c’è ragione per credere che si sia tratto di un’esplosione”. Non solo. Nei fondali è stato trovato “un gigantesco accumulo di suolo che probabilmente contiene un oggetto estremamente pesante”. Gli investigatori non sanno di cosa si tratti, né se sia legato alla falla nel gasdotto: “Quando le condizioni del mare lo permetteranno, si cercherà di portarlo in superficie”, conclude la nota ufficiale.

La strada blu

Si è trattato di qualcosa di simile alla pesca a strascico, con un draga metallica immersa nel fondale per colpire le condotte? I detective non hanno formulato ipotesi.

Tre giorni fa, la polizia finlandese aveva messo nel mirino due mercantili. Oltre alla “Newnew Polar Bear”, stava venendo valutato il comportamento della “Sevmorput” russa. Si tratta di una nave molto speciale: un rompighiaccio a propulsione nucleare, che è stato spesso utilizzato dalle forze armate di Mosca per trasferire rifornimenti e mezzi nelle basi militari artiche. Entrambe adesso stanno navigando lunga la rotta del Nord.

Ora però l’inchiesta si concentra soltanto sulla portacontainer cinese. Che negli scorsi giorni è stata seguita da un pattugliatore della Marina di Oslo mentre si muoveva nella zona dove si trovano le piattaforme che estraggono gas dai fondali norvegesi.

L’allarme per il Baltic Connector che unisce Finlandia ed Estonia è scattato lo scorso 8 ottobre quando le autorità di Helsinki hanno registrato un calo di pressione nella tubatura. Le verifiche hanno accertato l’esistenza di una falla, provocata da “fattori esterni”. Anche il cavo di comunicazione in fibra ottica poco distante è risultato tranciato. E, ad infittire il mistero, solo alcuni giorni fa è stato reso noto che un secondo cavo sottomarino tra Svezia ed Estonia è stato danneggiato nelle stesse ore.

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