Russia, tutte le bugie della propaganda su Israele e Hamas
dalla nostra inviata Rosalba CastellettiMOSCA – Teorie del complotto, dichiarazioni distorte, bugie belle e buone. Mescola tutto. Ed ecco, il cocktail della disinformazione è servito. Nel mondo della televisione russa, che tutto rovescia e capovolge, il conflitto tra Israele e Hamas non fa eccezione.
Gli attacchi contro Israele
La dichiarazione del ministro della Difesa israeliano Yoav Gallant secondo cui il suo Paese sta combattendo contro “animali umanoidi” ha dato ai propagandisti russi il destro per condannare non solo Hamas, ma anche lo Stato ebraico. “Come possono i leader della nazione ebraica, Israele, dire che in Palestina sono tutti responsabili e chiamarli tutti animali che somigliano a esseri umani?”, si è chiesta ad esempio Margarita Simonjan, direttrice di Rt, ex Russia Today.
“Questo è fascismo”, ha detto, accusando Israele di “orribile crudeltà” e sostenendo che in Russia, invece, “non c’è odio, né rifiuto di una nazione”. Per poi scagliarsi contro i russi contrari all’offensiva contro Kiev che sono esil…
MOSCA – Teorie del complotto, dichiarazioni distorte, bugie belle e buone. Mescola tutto. Ed ecco, il cocktail della disinformazione è servito. Nel mondo della televisione russa, che tutto rovescia e capovolge, il conflitto tra Israele e Hamas non fa eccezione.
Gli attacchi contro Israele
La dichiarazione del ministro della Difesa israeliano Yoav Gallant secondo cui il suo Paese sta combattendo contro “animali umanoidi” ha dato ai propagandisti russi il destro per condannare non solo Hamas, ma anche lo Stato ebraico. “Come possono i leader della nazione ebraica, Israele, dire che in Palestina sono tutti responsabili e chiamarli tutti animali che somigliano a esseri umani?”, si è chiesta ad esempio Margarita Simonjan, direttrice di Rt, ex Russia Today.
“Questo è fascismo”, ha detto, accusando Israele di “orribile crudeltà” e sostenendo che in Russia, invece, “non c’è odio, né rifiuto di una nazione”. Per poi scagliarsi contro i russi contrari all’offensiva contro Kiev che sono esiliati in Israele nell’ultimo anno e mezzo, a partire da Andrej Makarevich, fondatore della band rock “Mashina Vremeni”.
“Hanno cercato di convincerci che il loro principale problema con la Russia fosse Putin… perché loro sono per la pace. Ma non appena le cose sono esplose in Israele, il loro pacifismo è improvvisamente scomparso”.
Persino Vladimir Soloviov, che non fa che ricordare la sua identità ebraica per sostenere le argomentazioni del presidente russo Vladimir Putin sulla “denazificazione” dell’Ucraina, ha chiesto che Israele venga sanzionato per aver chiesto ai palestinesi della Striscia di Gaza di evacuare.
“Noi non abbiamo mai agito come coloro che credono che un’intera nazione vada distrutta. Bisogna sanzionare Israele. Israele ha armi nucleari? Pare di sì! È sotto sanzioni per questo come la Corea del Nord? No! Perché no?”.
Ancora più estremo il corrispondente militare Dmitrij Steshin sul suo canale Telegram “Russkij Tarantas”. Per lui “non dovrebbe esserci una goccia di pietà o simpatia per gli israeliani, compresi gli ex cittadini russi” che ha definito in modo canzonatorio “traslocatori”.
E quando si è iniziata a diffondere la notizia dei bambini decapitati di Hamas nei kibbutzim, i propagandisti hanno accusato i media occidentali e israeliani di “raccontare storie” proprio come – a loro dire – avrebbero fatto su Bucha, la città ucraina teatro nel 2022 di un massacro che l’esercito russo nega.
La tesi delle armi ucraine vendute ad Hamas
C’è poi la tesi del complotto, cavalcata anche da Dmitrij Medvedev e Sergej Lavrov, delle armi occidentali donate a Kiev e rivendute ad Hamas sul mercato nero. Per corrobarla Andrej Norkin, conduttore del talk show “Mesto Vstrechi” (Punto d’incontro) sul canale Ntv, ha citato un tweet della deputata statunitense di estrema destra Marjorie Taylor Greene che sosteneva che Hamas avesse ottenuto le sue armi dall’Afghanistan o dall’Ucraina. Peccato che Greene sia una nota cospirazionista e che la Casa Bianca non abbia mai sposato le sue teorie.
Come ulteriore prova, Norkin ha poi ricordato il presunto ritrovamento di lanciagranate con simboli ucraini nella città israeliana di Ashkelon. “Ne ha parlato la Bbc”. La tv britannica ha smentito, ma poco importa. Tutto fa brodo.
Le teorie anti-Lgbt
Nella fiera del complottismo russo, non poteva infine mancare il riferimento alle questioni di genere. “Ciò che sta accadendo oggi in diversi angoli del mondo mostra che il mondo è arrivato a un punto pericoloso, oltre il quale si trova il nuovo mondo. L’attraversamento sarà preceduto da vittime orrende, a causa di un sentimento di totale ingiustizia, follia, totale mancanza di comprensione di ciò che sta accadendo, con tutti questi generi, con tutti questi strani fenomeni!”, ha detto Boris Jakemenko, conduttore del programma “Mattina Z” sul canale Soloviov Live.
La retorica contro gli Stati Uniti
Se Vladimir Putin non fa che presentare la guerra tra Israele e Hamas come “un fallimento degli Stati Uniti”, la tv di Stato rincara la dose. “Questo è certamente il collasso dell'attuale ordine mondiale unipolare”, ha commentato lo scienziato politico Ruslan Kurbanov, ospite fisso dei talk show.
Qualcuno si è persino spinto a dire che il conflitto in Medio Oriente sia vantaggioso per la Gran Bretagna o sia stato sobillato dagli Stati Uniti. “Non essendo riusciti a ottenere risultati rapidi fomentando il conflitto in Ucraina, gli Stati Uniti hanno acceso il conflitto anche in Medio Oriente”, ha detto Ruslan Ostashko su Pervyj Kanal. Prove? Nessuna.