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“007 ucraini addestrati dalla Cia dietro l’omicidio di Dugina. La bomba entrò in Russia nella gabbietta per gatti di una bambina”

(Reuters)

 
Il “Washington Post”, citando funzionari di Kiev e Usa, rivela che la figlia del nazionalista fu uccisa dallo Sbu, che sarebbe dietro anche all’assassinio del blogger Tatarsky e al bombardamento del ponte di Crimea. E racconta come l’intelligence americana – estranea alle operazioni – ha negli anni trasformato i servizi del Paese di Zelensky
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KIEV – In una gabbietta per gatti. Così è entrata in Russia la bomba che ha poi ucciso Daria Dugina, la figlia del nazionalista russo Aleksandr Dugin, morta in un attentato nella sua auto il 20 agosto del 2022. A rivelarlo è un lungo articolo del Washington Post, secondo cui i componenti dell’ordigno erano nascosti in uno scomparto segreto di una gabbietta per gatti che una madre e una bambina di 12 anni portarono in Russia, eludendo i controlli alla frontiera. Quattro settimane dopo, la bomba esplodeva poco fuori da Mosca all’interno del Suv guidato da Dugina, che fu uccisa al posto del padre, il vero obiettivo.

Ma questo è solo l’aspetto più singolare di un’operazione clamorosa che ha portato la guerra nei confini russi. Ciò che più conta, stando alla ricostruzione del quotidiano americano, è che tutto fu organizzato dal servizio di sicurezza interno ucraino, lo Sbu. Sempre le spie di Kiev, sostiene il Washington Post, sarebbero dietro ad altre missioni come il doppio bombardam…

KIEV – In una gabbietta per gatti. Così è entrata in Russia la bomba che ha poi ucciso Daria Dugina, la figlia del nazionalista russo Aleksandr Dugin, morta in un attentato nella sua auto il 20 agosto del 2022. A rivelarlo è un lungo articolo del Washington Post, secondo cui i componenti dell’ordigno erano nascosti in uno scomparto segreto di una gabbietta per gatti che una madre e una bambina di 12 anni portarono in Russia, eludendo i controlli alla frontiera. Quattro settimane dopo, la bomba esplodeva poco fuori da Mosca all’interno del Suv guidato da Dugina, che fu uccisa al posto del padre, il vero obiettivo.

Ma questo è solo l’aspetto più singolare di un’operazione clamorosa che ha portato la guerra nei confini russi. Ciò che più conta, stando alla ricostruzione del quotidiano americano, è che tutto fu organizzato dal servizio di sicurezza interno ucraino, lo Sbu. Sempre le spie di Kiev, sostiene il Washington Post, sarebbero dietro ad altre missioni come il doppio bombardamento del ponte di Kerch, che unisce la Crimea alla Russia, e poi i droni sul tetto del Cremlino e gli attacchi alla flotta nel Mar Nero.

Il legame tra Cia e servizi ucraini

E le capacità per portare a termine queste missioni non sarebbero maturate dopo l’invasione russa del 24 febbraio 2022, ma sarebbero frutto di quasi un decennio di stretti rapporti con la Cia, iniziati dopo la svolta dell’annessione illegale russa della Crimea. Funzionari ucraini e americani hanno rivelato al Post che le operazioni hanno coinvolto squadre d’élite di agenti ucraini provenienti da strutture formate, addestrate ed equipaggiate in stretta collaborazione con la Cia. Dal 2015 l’agenzia segreta americana, che avrebbe una “presenza significativa a Kiev”, avrebbe speso decine di milioni di dollari per trasformare i servizi ucraini di origine sovietica in potenti alleati contro Mosca: fornendo sistemi di sorveglianza avanzati, addestrando reclute in Ucraina e negli Usa, costruendo nuovi quartier generali e condividendo informazioni su vasta scala.


Finora non era mai stato rivelato questo strettissimo collegamento tra i servizi di Kiev e la Cia, che comunque non avrebbe preso parte alle operazioni citate all’inizio come l’uccisione di Dugina, rivelano le stesse fonti al Washington Post. Gli 007 americani avrebbero solo aiutato i colleghi ucraini a raggiungere quelle capacità che hanno permesso loro anche di compiere altre missioni, come l’uccisione dell’ex comandante di sottomarino russo Stanislav Rzhitsky mentre faceva jogging in patria, a Krasnodar, e quella di un blogger nazionalista, Vladlen Tatarsky, in un caffè di San Pietroburgo il 2 aprile scorso.

Modello Mossad

Il nuovo corso degli 007 ucraini fa storcere il naso alla stessa Cia, che teme la loro trasformazione in un servizio di intelligence come era il Mossad, che negli anni ’70 commetteva omicidi mirati all’estero. Kiev rischia così di inimicarsi l’Ue e la Nato e di non avvicinare la fine della guerra con la Russia. Ma le operazioni servono probabilmente soprattutto ad uso interno, per dare una forma di rivalsa e di vendetta a una popolazione ucraina umiliata dai russi.

Davanti alle rivelazioni del Post, lo Sbu ha replicato di non volere commentare. E che tutti i dettagli delle operazioni speciali di alto profilo saranno discussi dopo la vittoria.

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