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Un campo profughi a Rafah: l’offerta dell’Egitto per creare zone protette nella Striscia

(afp)

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Il governo del Cairo rifiuta di accogliere gli sfollati nel Nord del Sinai ma rilancia con il progetto nel territorio palestinese con supervisione egiziana
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TEL AVIV – Il governo dell’Egitto rifiuta di accogliere i civili sfollati dalla Striscia di Gaza nel Nord del Sinai, quindi in territorio egiziano, come vorrebbe il governo israeliano e fa una controproposta: allestire un campo nella città palestinese di Rafah, a tre chilometri dal confine con l’Egitto, in modo che il Cairo li possa supervisionare e possa fornire servizi di soccorso urgente agli sfollati dal Nord di Gaza”, secondo un funzionario del governo del presidente Al Sisi sentito dal giornale al Arabi al Jadid.

La fonte sottolinea che “una delle funzioni importanti di questi campi sarà quella di smistare e rivedere i casi di feriti e di persone con malattie croniche che necessitano di un intervento urgente, per trasferirli negli ospedali da campo egiziani che saranno istituiti sul lato egiziano, oltre ai casi difficili che invece saranno trasferiti negli ospedali egiziani specializzati”.

TEL AVIV – Il governo dell’Egitto rifiuta di accogliere i civili sfollati dalla Striscia di Gaza nel Nord del Sinai, quindi in territorio egiziano, come vorrebbe il governo israeliano e fa una controproposta: allestire un campo nella città palestinese di Rafah, a tre chilometri dal confine con l’Egitto, in modo che il Cairo li possa supervisionare e possa fornire servizi di soccorso urgente agli sfollati dal Nord di Gaza”, secondo un funzionario del governo del presidente Al Sisi sentito dal giornale al Arabi al Jadid.

La fonte sottolinea che “una delle funzioni importanti di questi campi sarà quella di smistare e rivedere i casi di feriti e di persone con malattie croniche che necessitano di un intervento urgente, per trasferirli negli ospedali da campo egiziani che saranno istituiti sul lato egiziano, oltre ai casi difficili che invece saranno trasferiti negli ospedali egiziani specializzati”.

La dichiarazione, che per ora è anonima, sottintende due novità importanti: che l’Egitto intende piazzare ospedali da campo sul lato egiziano del confine con la Striscia di Gaza e soprattutto che l’Egitto vuole creare delle zone sicure dentro alla Striscia, che Israele – previo accordo con il Cairo – non bombarderà.

Sabato una fonte militare israeliana ha dichiarato che i campi di assistenza nella Striscia dove viene distribuito l’aiuto umanitario non saranno attaccati “a meno che Hamas non li usi per lanciare razzi contro le città israeliane”.

In pratica si va verso l’istituzione di zone protette dentro Gaza, soprattutto nel Sud, e di ospedali e campi gestiti dall’Egitto mentre nel Nord ci si aspetta un’invasione di terra. Ma tutto questo è ancora oggetto di negoziati intensi fra Israele, l’Amministrazione Biden, l’Egitto e altri governi dell’area.

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