Esteri

Cina, le purghe di Xi Jinping: rimosso il ministro della Difesa Li Shangfu

Cina, le purghe di Xi Jinping: rimosso il ministro della Difesa Li Shangfu
(afp)

A luglio la stessa sorte era toccata al titolare degli Esteri Qin Gang. Papabile sostituto il veterano Liu Zhenli. Sostituiti anche i titolari delle Finanze e della Scienza e Tecnologia

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PECHINO - Ora è arrivato anche il sigillo ufficiale. Dopo quasi due mesi di assenza dalla scena pubblica, il generale Li Shangfu è stato rimosso dal suo incarico di ministro della Difesa cinese. Di più: è stato privato anche del suo titolo di consigliere di Stato (carica ben più importante nella gerarchia comunista di quella di ministro). Li, secondo alcuni funzionari statunitensi, era finito sotto inchiesta per “sospetta corruzione” legata all'acquisto e allo sviluppo di attrezzature militari. I media ufficiali cinesi non hanno fornito invece nemmeno oggi alcuna spiegazione. È il secondo ministro di peso ad aver fatto questa fine in appena tre mesi.

Stessa sorte era toccata all’ex responsabile degli Esteri, Qin Gang, rimosso a luglio, senza spiegazioni: anche a lui, come riferisce la decisione odierna del Comitato permanente dell'Assemblea nazionale del popolo, è stata tolta oggi la carica di Consigliere. Non è ancora stato nominato un sostituto di Li, ma la sua rimozione era nell’aria da settimane: il 29 ottobre a Pechino si apre il Xiangshan Forum sulla sicurezza (a cui sono stati invitati gli Stati Uniti) e presentarsi senza un ministro della Difesa in carica non sarebbe una gran figura: il successore verrà presumibilmente nominato in queste ore.

Un nome circola con più insistenza di altri per prendere la poltrona di Li. Quello di Liu Zhenli, membro della Commissione militare centrale, veterano della guerra sino-vietnamita, uno dei pochissimi generali dell’esercito con una vera esperienza di combattimento sul campo. Liu non è sottoposto a sanzioni da parte degli Stati Uniti (come invece lo era Li), quindi gli americani potrebbero incontrarlo.

I “purgati” sono tutti uomini di fiducia del presidente Xi che lo stesso leader aveva promosso recentemente. Qin Gang (assente dalle scene per un mese e poi rimosso dall’incarico il 25 luglio), i comandanti della Forza missilistica - l’unità dell’esercito che supervisiona l’arsenale nucleare e convenzionale della Cina - fatti fuori per corruzione. Ora il ministro della Difesa.

Li Shangfu è stato visto l’ultima volta il 29 agosto, al Forum sulla pace e la sicurezza Cina-Africa a Pechino. I guai per Li potrebbero essere legati al suo periodo da direttore del Dipartimento per lo sviluppo delle attrezzature dell’esercito, responsabile dell'acquisto di armi. Quest’estate lo stesso Dipartimento aveva annunciato un’indagine su presunte violazioni (fuga di segreti, gare d’appalto manipolate) commesse nel periodo che coincide con la direzione di Li.

Sotto sanzioni americane dal 2018 per l’acquisto di aerei Su-35 e attrezzature per sistemi missilistici S-400 comprati dalla Russia quando era direttore dell’agenzia incaricata di procurare armamenti all’esercito cinese, Li venne promosso ministro a marzo di quest’anno: un segnale di forza di Pechino a Washington. Il ruolo di ministro della Difesa è abbastanza cerimoniale e simbolico nel sistema cinese - è Xi che comanda le forze armate all’interno della Commissione militare centrale che presiede - ma il ministro è la “faccia pubblica” della modernizzazione dell’esercito che sempre chiede Xi ai suoi militari.

Dopo essersi laureato all'Università nazionale di tecnologia della difesa, Li ha ricoperto incarichi presso il Centro di lancio satellitare di Xichang, dove ha supervisionato il lancio della prima sonda lunare cinese. È stato in passato anche vicecomandante della Forza di supporto strategico, unità nata nel 2015 dopo le riforme militari volute da Xi che si occupa di sorveglianza elettronica, cyberspazio, guerra spaziale e informatica. Anche le sue connessioni familiari hanno sicuramente favorito la sua promozione. Ha lavorato a lungo con Zhang Youxia, oggi vicepresidente della Commissione militare e amico di famiglia del presidente Xi. Il padre di Li, Li Shaozhu, era un comandante dell’esercito durante la rivoluzione cinese di Mao che apparteneva alla stessa fazione del padre del presidente Xi e del padre di Zhang Youxia. Legami che non lo hanno salvato dal finire nel buco nero dei rinnegati da Xi.

Nel rimpasto di oggi deciso dal Comitato centrale dell’Assemblea nazionale del popolo, sono stati rimossi dall’incarico anche il ministro della Scienza e della Tecnologia, Wang Zhigang, e quello delle Finanze, Liu Kun. Sostituiti rispettivamente da Yin Hejun e Lan Fo'an.

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