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Indonesia: l’Eco-city finanziata dai cinesi sfratta i pescatori, rivolta sull’isola di Rempang

Ai residenti è stato intimato di spostarsi nell’entroterra per far posto a insediamenti turistici e fabbriche sostenibili, tra cui una di pannelli fotovoltaici – nell’ambito della Via della Seta – ma da settimane resistono
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PECHINO - Migliaia di famiglie da sgomberare. Per far posto alla futura “Eco-City”, finanziata in parte dai cinesi, nell’isola di Rempang, in Indonesia, al centro da settimane di una battaglia tra residenti e governo.

“Viviamo qui da generazioni! Non siamo contrari all'investimento, ma avremmo dovuto essere consultati prima”, dice a Le Monde un giovane locale. All'inizio di settembre agli abitanti, in gran parte pescatori, è stato ordinato di trasferirsi entro la fine del mese. Ma la battaglia continua, con scontri tra la popolazione locale e le autorità. Qualche mese prima, a luglio, il presidente indonesiano Joko Widodo, a Pechino per incontrare Xi Jinping, chiuse l’accordo con la Xinyi Glass cinese per 10,9 miliardi di euro di investimenti, parte dei finanziamenti della Via della Seta cinese a cui l’Indonesia aderisce.

“Un successo per Giacarta, che dagli anni '70 cerca di trasformare l'arcipelago di Riau (dove si trova Rempang, ndr) in una versione indonesiana di Singapore. Mentre…

PECHINO - Migliaia di famiglie da sgomberare. Per far posto alla futura “Eco-City”, finanziata in parte dai cinesi, nell’isola di Rempang, in Indonesia, al centro da settimane di una battaglia tra residenti e governo.

“Viviamo qui da generazioni! Non siamo contrari all'investimento, ma avremmo dovuto essere consultati prima”, dice a Le Monde un giovane locale. All'inizio di settembre agli abitanti, in gran parte pescatori, è stato ordinato di trasferirsi entro la fine del mese. Ma la battaglia continua, con scontri tra la popolazione locale e le autorità. Qualche mese prima, a luglio, il presidente indonesiano Joko Widodo, a Pechino per incontrare Xi Jinping, chiuse l’accordo con la Xinyi Glass cinese per 10,9 miliardi di euro di investimenti, parte dei finanziamenti della Via della Seta cinese a cui l’Indonesia aderisce.

“Un successo per Giacarta, che dagli anni '70 cerca di trasformare l'arcipelago di Riau (dove si trova Rempang, ndr) in una versione indonesiana di Singapore. Mentre Batam, l'isola principale collegata a Rempang da un ponte, è ora una zona franca di 1,2 milioni di abitanti, con un mix di fabbriche di componenti elettronici, laboratori tessili e saloni di massaggi per i singaporiani in viaggio, Rempang era rimasta una terra desolata, non toccata dallo sviluppo urbano”, ricorda il quotidiano francese.

Il progetto (designato come “strategico nazionale”, il che conferisce alle autorità poteri più ampi del solito per lo sgombero dei terreni, compreso lo sfratto dei residenti) occuperà 7mila dei 17mila ettari dell’isola. Secondo i funzionari, la città ecologica diventerà un centro economico e turistico, creando 35mila posti di lavoro. La parte più importante del progetto include una fabbrica realizzata dalla cinese Xinyi Glass, il più grande produttore di vetro fotovoltaico e pannelli solari al mondo. “Solo questa sarà grande quasi 3.800 campi da calcio”, ricorda la Bbc. Un’isola, Rempang, che ha commercialmente una posizione strategica grazie all’accesso allo stretto di Malacca.

La tensione è esplosa a settembre quando centinaia di persone sono scese in strada e si sono scontrate con le forze di sicurezza, che hanno risposto con gas lacrimogeni e cannoni ad acqua. Più di 40 persone sono state arrestate, racconta ancora l’emittente britannica. In seguito alle critiche sulla risposta della polizia alle proteste e alle successive violenze, il presidente Widodo ha annullato il termine per lo sgombero, che era stato fissato per la fine di settembre. Il governo ha dichiarato che i residenti non devono lasciare l'isola, ma saranno trasferiti altrove sull'isola "in modo pacifico”. Molti residenti continuano a non essere d’accordo e non vogliono abbandonare le loro case.

I progetti risalgono al dicembre 2022, quando i funzionari della cinese Xinyi incontrarono il governo locale di Rempang e il magnate indonesiano Tomy Winata, che detiene una concessione di 80 anni per l’area. A maggio di quest’anno le parti avevano concordato di trasformare l'isola in un parco industriale ecologico.
“Il caso di Rempang ha acceso i riflettori sugli investimenti cinesi in Indonesia, facendo riemergere alcune denunce di vecchia data, dagli interessi delle comunità locali messi da parte a questioni industriali come le cattive condizioni di lavoro e la disparità di trattamento dei lavoratori indonesiani, affermano i gruppi per i diritti dei lavoratori”, come racconta lo Straits Times, quotidiano di Singapore.

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