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Secondo emendamento, cultura delle armi e salute mentale: perché gli Usa sono i leader degli omicidi di massa

Secondo i dati del Gun Violence Archive, finora nel 2023 sono avvenute 565 sparatorie con più di 4 vittime, e 33 omicidi di massa. Con con 54 mass shooting dall’inizio dell’anno, il Texas è lo stato più colpito
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NEW YORK – Siccome gli Stati Uniti non hanno il monopolio mondiale dei disturbi psichici, deve esserci un altro motivo per cui sono invece i leader globali degli omicidi di massa. La risposta più logica è la facilità con cui si possono mettere le mani sulle armi, e le deboli leggi che regolano i controlli su questo mercato. Poi ovviamente le cause scatenanti delle stragi, come i problemi mentali, la cultura violenta, l’alienazione, la solitudine, l’abuso di sostanze varie, vanno comprese e affrontate. Ma se nel frattempo togliessimo pistole e fucili dall’equazione, migliaia di vite innocenti verrebbero salvate.

Secondo i dati del Gun Violence Archive, finora nel 2023 sono avvenuti 565 mass shooting, ossia sparatorie co…

NEW YORK – Siccome gli Stati Uniti non hanno il monopolio mondiale dei disturbi psichici, deve esserci un altro motivo per cui sono invece i leader globali degli omicidi di massa. La risposta più logica è la facilità con cui si possono mettere le mani sulle armi, e le deboli leggi che regolano i controlli su questo mercato. Poi ovviamente le cause scatenanti delle stragi, come i problemi mentali, la cultura violenta, l’alienazione, la solitudine, l’abuso di sostanze varie, vanno comprese e affrontate. Ma se nel frattempo togliessimo pistole e fucili dall’equazione, migliaia di vite innocenti verrebbero salvate.

Secondo i dati del Gun Violence Archive, finora nel 2023 sono avvenuti 565 mass shooting, ossia sparatorie con più di 4 vittime, e 33 mass murder, ossia omicidi di massa. Le morti causate dalle armi sono state 35.279, di cui 15.545 omicidi intenzionali e non, e 19.734 suicidi. I bambini uccisi sono stati 246 e 546 feriti, gli adolescenti 1.157 e 3.273. I feriti sono stati in tutto 30.631. Un vero e proprio bollettino di guerra.

Le statistiche dell’Organizzazione mondiale della sanità dimostrano che gli Stati Uniti sono al ventinovesimo posto nella graduatoria dei Paesi più colpiti dalla depressione, con circa 15 milioni di casi, che rappresentano il 5% della popolazione totale. Il discorso non è molto diverso per le altre patologie psichiche. È certamente un problema serio, ma non così differente dalle altre nazioni, o almeno non sufficiente a spiegare l’enorme differenza che invece c’è nei numeri delle stragi.

Il Texas in testa

Se uno va a guardare la lista degli stati dove è avvenuta la maggior parte delle sparatorie, scopre che in cima c’è il Texas, con 54 mass shooting dall’inizio del 2023. Non a caso, oltre alla sua storia di frontiera del Far West, è uno degli stati con le leggi più blande in termini di possesso delle armi. Quando uno va a comprare una pistola o un fucile, non è necessario avere un permesso, passare attraverso un "background check" per verificare se ha precedenti penali, atti violenti alle spalle, dipendenza da droghe o patologie psichiche.

Il Texas è seguito dall’Illinois con 46 sparatorie, uno stato del Midwest con regole intermedie in termini di severità. Poi c’è la California con 41 sparatorie. È uno stato liberal, con leggi più stringenti, ma è anche il più popolato con quasi 40 milioni di abitanti, e ciò lo fa salire nelle statistiche. Quindi seguono la Pennsylvania con 32 sparatorie, la Louisiana con 29, Florida e North Carolina con 27, Ohio con 26, Mississippi con 22, Georgia con 20, in larga parte stati del Midwest o del Sud, dove comprare armi è in genere più facile. New York, nonostante la fama criminale della città più popolata degli Usa, arriva dietro con 15 sparatorie.

Maine, lo stato con le leggi più blande

Il Maine non era fino ad oggi uno stato al centro delle cronache per questo genere di violenze, ma ha la caratteristica di avere leggi tra le più blande del paese. Per portarsi a casa un fucile AR-15, come quello usato dal killer di Lewiston Robert Card, non serve un permesso, non ci sono controlli di background, nessuno verifica se sei appena stato ricoverato in un ospedale psichiatrico o hai precedenti penali, e puoi portare in giro il tuo mitragliatore come vuoi. Poi ci si chiede come mai uno come Card possa ammazzare una ventina di persone in una sera.

Il Secondo emendamento e il diritto di avere armi

All’origine di questa follia c’è una malintesa interpretazione del Secondo emendamento della Costituzione, che garantisce ai cittadini il diritto di aver armi. Il motivo per cui i padri fondatori lo avevano voluto era garantirsi la possibilità di difendere la democrazia appena nata dalla rivoluzione contro l’impero di Londra, se gli inglesi o qualcun altro fossero tornati ad aggredirla. Dunque era un provvedimento illuminato e progressista, a dire la verità.

Gli Usa infatti erano stati creati dalla vittoria di un esercito di popolo, in un’era in cui invece le forze armate erano in genere al servizio diretto di re, imperatori, tiranni e despoti vari. Quindi il principio di poter tornare ad armare il popolo per difendere la democrazia era una novità storica sensazionale e liberal. Oggi però non ha più alcun senso. Come prima cosa, perché sappiamo con buona certezza che re Carlo non sta pianificando la riconquista dell’ex colonia con la forza, ma poi perché se anche fosse, gli Stati Uniti hanno già un potente esercito di popolo, reclutato su base volontaria e soggetto al potere dei leader politici civili.

La cultura delle armi

La cultura delle armi però è ormai troppo radicata, e soprattutto viene sfruttata vergognosamente da politici demagogici e dai produttori, per ottenere consenso facile e profitti. Tornare indietro è impossibile, perché ormai negli Usa ci sono più fucili e pistole che abitanti, e andarle a prendere nelle loro case scatenerebbe davvero la guerra civile. Sarebbe possibile però, e certamente ragionevole, stabilire regole in grado di limitare i danni, come ad esempio il divieto di vendere armi da guerra, caricatori di grande capacità, attrezzi per modificare i fucili rendendoli automatici come i mitra.

E poi rendere obbligatori i controlli, quanto meno per appurare se chi sta cercando di comprare un’arma ha precedenti penali, atti violenti nel suo passato, dipendenza da droghe o disturbi psichici. Questo non risolverebbe il problema, ma salverebbe la vita a centinaia di innocenti. I politici che dovrebbero approvare simili leggi, però, sono nelle tasche della lobby dei produttori Nra, e mettono i voti ottenuti attraverso la retorica demagogica delle armi davanti alla sopravvivenza di vittime come quelle ammazzate in Maine da Robert Card.

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