Otto condanne a morte per i “marò” indiani al centro di una spy story tra Italia, Qatar e Israele
di Carlo PizzatiPurnendu Tiwari, uno degli otto condannati
PARAMANKENI (India) – Spy story con intrigo internazionale tra Italia, Qatar, Israele e India che, per ora, non ha per niente un lieto fine. Infatti, dopo più di un anno in carcere, otto ex ufficiali della marina militare indiana sono stati condannati a morte dal Tribunale di prima istanza del Qatar con l'accusa di spionaggio per Israele, sentenza che ha sconcertato il governo e la marina indiani. “Siamo profondamente scioccati dalla notizia,” ha annunciato il portavoce del Ministero degli Esteri indiano Arindam Bagchi, “continueremo a fornire assistenza legale e consolare e faremo appello alle autorità qatariote”.
Gli otto militari in pensione furono arrestati a Doha il 30 agosto del 2022 mentre erano alle dipendenze della Al Dahra Global Technologies, società dell’Oman che fornisce servizi d’addestramento e consulenze alle Forze armate qatariote. Il gruppo avrebbe avuto accesso a un progetto italiano per la produzione di mini-sottomarini con capacità Stealth, ovvero con tecnologie…
PARAMANKENI (India) – Spy story con intrigo internazionale tra Italia, Qatar, Israele e India che, per ora, non ha per niente un lieto fine. Infatti, dopo più di un anno in carcere, otto ex ufficiali della marina militare indiana sono stati condannati a morte dal Tribunale di prima istanza del Qatar con l'accusa di spionaggio per Israele, sentenza che ha sconcertato il governo e la marina indiani. “Siamo profondamente scioccati dalla notizia,” ha annunciato il portavoce del Ministero degli Esteri indiano Arindam Bagchi, “continueremo a fornire assistenza legale e consolare e faremo appello alle autorità qatariote”.
Gli otto militari in pensione furono arrestati a Doha il 30 agosto del 2022 mentre erano alle dipendenze della Al Dahra Global Technologies, società dell’Oman che fornisce servizi d’addestramento e consulenze alle Forze armate qatariote. Il gruppo avrebbe avuto accesso a un progetto italiano per la produzione di mini-sottomarini con capacità Stealth, ovvero con tecnologie che lo rendono impercettibile ai radar.
Secondo la condanna, gli ex ufficiali di marina indiani avrebbero rubato i segreti militari del progetto sui sottomarini per fornirli agli agenti segreti israeliani. Tutto ciò accade proprio nel momento in cui il Qatar sta mediando per il rilascio degli ostaggi israeliani catturati da Hamas e trascinati nel labirinto di tunnel sotterranei a Gaza.
Pur non avendo resi pubblici i capi d’imputazione che sono invece trapelati nelle indiscrezioni, il pubblico ministero qatariota ha dichiarato di avere presentato “prove elettroniche” dello spionaggio degli indiani a favore di Israele. Ciò che non è chiaro è perché ci sia stato l’episodio di spionaggio, considerato che le tecnologie in questione non dovrebbero essere di interesse industriale per Israele, visto che la marina israeliana sarebbe in possesso di tecnologie più avanzate di quelle dei mini-sottomarini commissionati dal Qatar.
C'è chi sospetta che l'annunciato sostegno del premier indiano Narendra Modi a Israele dopo l’attacco sanguinario di Hamas, dichiarazione poi corretta dagli organi del governo di Delhi con l'annuncio della posizione ufficiale dell'India a favore di uno Stato palestinese, possa aver influito sulla sentenza nel Qatar. È importante considerare la possibilità di tensioni nel Paese del Golfo, dove vivono appena 313 mila qatarioti, e ben 800 mila indiani, su una popolazione di 2,6 milioni di abitanti, prevalentemente espatriati.
Uno degli ufficiali arrestati, il comandante Purnendu Tiwari, nel 2019 fu addirittura decorato con la medaglia Pravasi Bharatiya Samman dal governo indiano per aver aiutato a migliorare i legami tra Delhi e Doha nell’addestramento delle Forze della marina militare del Qatar. Dalla primavera scorsa, la Al Dahra che dava lavoro a 70 ex ufficiali indiani per addestramento e operazioni di formazioni in Qatar, ha chiuso i battenti. E i suoi dipendenti sono rimpatriati in India dove ora, tra lo scompiglio che la notizia ha generato negli ambienti militari e governativi e tra i familiari e amici dei condannati, si parla della possibilità che una mediazione possa convincere il governo qatariota a un indulto, strategia a cui lavora alacremente il ministro degli Esteri indiano per salvare "i marò" indiani finiti sotto processo e a un passo dal plotone d’esecuzione in Qatar.
Ed è una stessa fonte del Ministero degli Esteri di Delhi a cogliere il paragone con il caso della petroliera Enrica Lexie che coinvolse due marò italiani, che però non arrivò a una sentenza. “Proprio come il governo indiano non può liberare uno straniero sotto processo in India, così altri Paesi hanno il diritto di chiedere rispetto per i propri procedimenti giudiziari.”