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Ucraina, parla il rabbino capo: “In Israele come qui a Kiev. Ora anche loro sanno davvero chi è Putin”

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Moshe Reuven Azman, vicino a Netanyahu, aveva avvertito che la Russia sarebbe diventata una minaccia anche per lo Stato ebraico: “E questa guerra lo dimostra, Mosca ha aiutato Hamas e Hezbollah”. Poi spiega che l’antisemitismo non è un problema in Ucraina, ma crescerà tra i russi: “Il capo del Cremlino e i jihadisti palestinesi sono i veri fascisti”
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KIEV – “Lo avevo detto più volte a Netanyahu. State attenti anche voi alla Russia. Non nutrite il coccodrillo che poi vi mangerà”. Moshe Reuven Azman, il rabbino capo d’Ucraina, siede nel suo ufficio nel centro di Kiev, in quella sinagoga Brodsky che i nazisti devastarono e i sovietici trasformarono in un teatro delle marionette.

Il suo cuore è diviso, tra la guerra nella sua Israele, dove è stato fino a giovedì, e quella nella sua Ucraina, il Paese in cui si è trasferito nel 1995 e dove, da “uomo tranquillo”, è diventato poi una specie di eroe – con tanto di medaglia – per gli aiuti distribuiti sotto le bombe dopo l’invasione russa e le 40mila persone che ha contribuito a far evacuare. In mezzo, la Russia, dove è nato nel 1966 e da dove è fuggito in Israele nel 1987 come refusenik. Su Twitter, dove è molto seguito e posta anche i video delle sue canzoni, nei giorni scorsi ha pubblicato le foto dei suoi nipotini, prima in un rifugio vicino Kiev, l’anno scorso, e ora in un bunker …

KIEV – “Lo avevo detto più volte a Netanyahu. State attenti anche voi alla Russia. Non nutrite il coccodrillo che poi vi mangerà”. Moshe Reuven Azman, il rabbino capo d’Ucraina, siede nel suo ufficio nel centro di Kiev, in quella sinagoga Brodsky che i nazisti devastarono e i sovietici trasformarono in un teatro delle marionette.

Il suo cuore è diviso, tra la guerra nella sua Israele, dove è stato fino a giovedì, e quella nella sua Ucraina, il Paese in cui si è trasferito nel 1995 e dove, da “uomo tranquillo”, è diventato poi una specie di eroe – con tanto di medaglia – per gli aiuti distribuiti sotto le bombe dopo l’invasione russa e le 40mila persone che ha contribuito a far evacuare. In mezzo, la Russia, dove è nato nel 1966 e da dove è fuggito in Israele nel 1987 come refusenik. Su Twitter, dove è molto seguito e posta anche i video delle sue canzoni, nei giorni scorsi ha pubblicato le foto dei suoi nipotini, prima in un rifugio vicino Kiev, l’anno scorso, e ora in un bunker israeliano: “Lo stesso dolore, la stessa battaglia”, ha scritto.


Azman è il collegamento principale tra Ucraina e Israele: a lui fanno riferimento il presidente ucraino Volodymyr Zelensky e il premier israeliano Benjamin Netanyahu (che ha sostenuto anche in campagna elettorale) quando si parla di rapporti tra i due Paesi. E in questa intervista spiega che cosa lega i due conflitti.

Rabbino Azman, a luglio lei ha detto: “La Russia pone una minaccia non solo all’Ucraina, ma anche a Israele”. Quanto sta succedendo in Medio Oriente dimostra che aveva ragione?

“Non sono un profeta. Ma era chiaro già da tempo che la Russia sarebbe stata la prima beneficiaria di quanto sta accadendo ora in Israele. Hamas ha massacrato più di 1.400 israeliani. Dietro loro c’è l’Iran. E dietro ancora c’è Mosca. Hezbollah spara contro Israele i missili anti-tank russi Kornet, e l’assalto di Hamas del 7 ottobre era troppo ben pianificato, da professionisti... Putin non ha detto nulla su Israele, mentre giovedì a Mosca è arrivata una delegazione di Hamas. È chiaro chi sta con chi. Da una parte la Russia e Hamas, dall’altra Israele e i leader occidentali che sono corsi nello Stato ebraico, da Biden a Macron a Scholz”.

Lei conosce molto bene Netanyahu, che era considerato un amico di Putin. Cos’è successo? Come hanno fatto i rapporti tra i due Paesi a deteriorarsi così velocemente?
“Netanyahu è un pragmatico, Putin li ricattava con la minaccia siriana e quindi lui cercava di fare gli interessi del suo Paese. Cosa vuole che le dica? Sicuramente gli israeliani non capivano, e ora capiscono meglio chi è Putin. A Netanyahu l’ho detto più volte in passato: la Russia è amica dell’Iran, che vuole cancellarvi, e tra loro c’è un traffico di droni e magari di tecnologia nucleare. Quei droni che usavano contro l’Ucraina potrebbero essere usati contro Israele, dicevo”.


In un video diventato virale un politico vicino a Netanyahu, Amir Weitmann, urla alla tv russa: “Non dimenticheremo cosa state facendo. Verremo anche da voi e faremo in modo che l’Ucraina vinca e che voi paghiate caro”. Israele finora non ha aiutato militarmente Kiev. Qualcosa ora cambierà?
“Sicuramente. In questi giorni sono stato in Israele, dove come a Kherson mi sono ritrovato sotto una pioggia di missili, mentre pregavo sulla tomba di mia madre. Ho parlato con tante persone che prima erano neutrali sulla guerra a Kiev, e ora sono contro Mosca. Adesso ucraini e russi si capiscono molto meglio”.

I suoi nipoti come stanno?
“Hanno paura. Quando i russi invasero, ci chiudemmo nella nostra casa di Anatevka, il villaggio vicino Kiev che ha creato dopo l’invasione russa del 2014 per ospitare i rifugiati ebrei. Poi si sono trasferiti in Israele, in una cittadina a 20 chilometri dal confine con Gaza. Mio figlio non vuole andarsene, dice che quella è loro terra. Almeno, rispetto a qui, hanno dei bunker più professionali”.

Come i suoi nipoti, anche tanti bambini palestinesi soffrono e si nascondono. Stavolta per i raid israeliani. Quali emozioni prova?
“Lo chieda a Hamas, che non ha mai fatto nulla per la sua popolazione. Perché, invece di costruire razzi e tunnel, non ha creato bunker per i civili e, al contrario, li usa come scudi umani? E perché l’Egitto e gli altri Paesi arabi non stanno accogliendo i profughi come l’Ue ha fatto con gli ucraini?”.

Conversando con gli ucraini, si percepisce che sono chiaramente pro-israeliani. Parliamo di un Paese che ha una importante comunità ebraica, 300mila prima della guerra, ma che ha anche sofferto come pochi altri l’Olocausto: 1,5 milioni di ebrei uccisi, 33mila in appena due giorni nell’eccidio di Babi Yar. L’antisemitismo è ancora vivo? Si parla spesso dei neonazisti della brigata Azov e di certa mitizzazione dell’antisemita degli anni Trenta Stepan Bandera.
“Sono due fenomeni senza importanza in questo momento. Temo invece che, soprattutto ora, in Russia crescerà enormemente l’antisemitismo”.

Eppure Putin giustifica l’invasione con la necessità di “denazificare” l’Ucraina.
“E chi gliel’ha chiesto? I veri nazisti, anzi i veri fascisti sono i russi. La tv di Mosca la vedo ed è piena di appelli a “uccidere, uccidere, uccidere”. È importante che ci riappropriamo di certe parole. La Russia e Hamas sono “fascisti”, vogliono ammazzare indiscriminatamente. Ha visto quanti thailandesi sono stati massacrati dai jihadisti? Ieri c’erano Germania, Italia e Giappone, oggi ci sono Russia, Nord Corea, Hezbollah, Siria e Hamas, che vogliono distruggere Ucraina e Israele come nazioni. Conosco bene la mentalità da Kgb perché sono nato a Leningrado, come Putin. Solo che lui del Kgb faceva parte, io invece venivo interrogato. Una volta mi dicevano: “Guarda che Putin ama gli ebrei!”. E io rispondevo: “No, Putin ama solo se stesso””.

È fiero di Zelensky, presidente ebreo?
“In campagna elettorale non tifavo per lui. Temevo che, in caso di crisi economica, avrebbe provocato un ritorno dell’antisemitismo, che gli ebrei avrebbero fatto da capro espiatorio. Invece si è dimostrato un eroe e l’Occidente lo applaude. Sono fiero di lui come ebreo. Ma anche come ucraino”.

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