Israele, un documento ufficiale ipotizza il trasferimento della popolazione da Gaza all’Egitto
di Rossella TercatinGERUSALEMME – Un documento ufficiale pubblicato dal Ministero dell’Intelligence israeliano ha ipotizzato la possibilità di trasferire la popolazione civile palestinese da Gaza all’Egitto e creare una zona cuscinetto per proteggere il confine israeliano.
Datato 13 ottobre, l’atto è stato portato alla luce ieri da alcune testate locali, inclusa l’emittente pubblica Kan 11, e presenta vari scenari per la Striscia una volta messo fine al regime di Hamas – obiettivo dichiarato dalle autorità israeliane dopo l’attacco senza precedenti perpetrato dall’organizzazione terroristica nel Sud di Israele lo scorso 7 ottobre, che ha provocato oltre 1400 morti.
Le tre ipotesi considerate nel documento del ministero comprendono la possibilità di affidare il governo di Gaza all’Autorità Palestinese, quella di trovare un leader arabo locale e infine il trasferimento della popolazione – specificando che in un primo momento sarebbe possibile erigere delle tendopoli nel nord del Sinai e in un secondo m…
GERUSALEMME – Un documento ufficiale pubblicato dal Ministero dell’Intelligence israeliano ha ipotizzato la possibilità di trasferire la popolazione civile palestinese da Gaza all’Egitto e creare una zona cuscinetto per proteggere il confine israeliano.
Datato 13 ottobre, l’atto è stato portato alla luce ieri da alcune testate locali, inclusa l’emittente pubblica Kan 11, e presenta vari scenari per la Striscia una volta messo fine al regime di Hamas – obiettivo dichiarato dalle autorità israeliane dopo l’attacco senza precedenti perpetrato dall’organizzazione terroristica nel Sud di Israele lo scorso 7 ottobre, che ha provocato oltre 1400 morti.
Le tre ipotesi considerate nel documento del ministero comprendono la possibilità di affidare il governo di Gaza all’Autorità Palestinese, quella di trovare un leader arabo locale e infine il trasferimento della popolazione – specificando che in un primo momento sarebbe possibile erigere delle tendopoli nel nord del Sinai e in un secondo momento costruire addirittura delle città, potenzialmente coinvolgendo altri paesi, in primo luogo arabi, nel finanziare il progetto o nell’accogliere parte dei profughi.
Sebbene il Ministero dell’Intelligence sia un dicastero minore senza portafoglio, tra le cui competenze vi è quella di produrre studi, ma non di prendere simili decisioni, il documento ha causato comunque indignazione e allarme. Lo scenario del trasferimento forzato incarna uno dei peggiori incubi della popolazione palestinese, quello di essere costretti a lasciare la propria terra, riecheggiando quanto accadde nel 1948 in seguito alla guerra tra il neonato stato di Israele e i paesi arabi della regione, quando in centinaia di migliaia abbandonarono le proprie case e città, in molti casi per fuggire, spesso costretti.
“Siamo contrari al trasferimento in qualsiasi luogo, in qualsiasi forma, e lo consideriamo una linea rossa che non permetteremo che venga oltrepassata”, ha commentato Nabil Abu Rudeineh, portavoce del presidente palestinese Mahmoud Abbas, come riportato dal Washington Post. “Non permetteremo che ciò che accadde nel 1948 accada di nuovo”.
Un avvenimento del genere equivarrebbe “a dichiarare una nuova guerra,” ha aggiunto. Raggiunto da Kan per un commento, l’Ufficio del primo ministro Benjamin Netanyahu ha descritto il documento come “concettuale”, uno delle decine prodotti da tutti i livelli di governo sul tema di cosa accadrà dopo la fine della guerra, aggiungendo che l’argomento non è stato discusso in nessuna riunione ufficiale del gabinetto di sicurezza e del governo che al momento sono concentrati sulla guerra.
L’atto rischia anche di creare ulteriori tensioni anche nei rapporti tra Israele e l’Egitto. Nelle scorse settimane il Cairo ha respinto ripetutamente e con forza l’ipotesi di accogliere rifugiati da Gaza, anche solo in modo temporaneo per consentire loro di trovare riparo dalla guerra, nonostante gli sforzi diplomatici israeliani per fare pressione sul presidente egiziano Abdel Fattah al-Sisi attraverso leader europei e americani.
"Netanyahu ha insistito molto affinché la soluzione fosse che gli egiziani prendessero gli abitanti di Gaza almeno durante il conflitto", un diplomatico occidentale ha rivelato al Financial Times dopo il forum europeo sul conflitto della scorsa settimana. “Ma non l’abbiamo presa molto sul serio perché la posizione egiziana è ed è sempre stata molto chiara. Semplicemente non lo faranno”.
Dall’attacco di Hamas del 7 ottobre, Israele ha condotto incessanti raid aerei colpendo migliaia di obiettivi nella Striscia, e provocando, secondo i dati forniti dal Ministero della Sanità (controllato da Hamas) oltre ottomila morti. Oltre un milione di cittadini di Gaza sono sfollati dal nord al sud di Gaza. Una situazione drammatica.