Giappone, la famiglia imperiale si è ristretta. Il governo cerca soluzioni per la successione. Ma senza le donne
dal nostro corrispondente Gianluca ModoloL'imperatore emerito Akihito con la moglie Michiko
(afp)PECHINO - L’ennesima commissione governativa sulla successione imperiale. Che scatenerà l’ennesimo dibattito: il Giappone è pronto ad avere una donna sul Trono del Crisantemo?
I conservatori del partito liberal-democratico del premier Fumio Kishida annunciano la creazione di un nuovo gruppo (sotto la direzione dello stesso primo ministro) che servirà a delineare le linee guida per garantire una stabile successione all’interno della monarchia nipponica. Perché? Perché il clan imperiale si sta pericolosamente restringendo, rischiando di far appassire il Crisantemo.
Tranne l’ormai 87enne principe Hitachi, di futuri imperatori, maschi, all’orizzonte ne sono rimasti soltanto altri due: il fratello del sovrano Naruhito, il principe Akishino (primo in linea di successione), e il piccolo Hisahito (figlio di Akishino e nipote dell'imperatore e secondo in linea di successione). Ma se il principino 17enne non riuscirà ad avere un maschietto tra qualche anno non ci saranno più eredi diretti: l’es…
PECHINO - L’ennesima commissione governativa sulla successione imperiale. Che scatenerà l’ennesimo dibattito: il Giappone è pronto ad avere una donna sul Trono del Crisantemo?
I conservatori del partito liberal-democratico del premier Fumio Kishida annunciano la creazione di un nuovo gruppo (sotto la direzione dello stesso primo ministro) che servirà a delineare le linee guida per garantire una stabile successione all’interno della monarchia nipponica. Perché? Perché il clan imperiale si sta pericolosamente restringendo, rischiando di far appassire il Crisantemo.
Tranne l’ormai 87enne principe Hitachi, di futuri imperatori, maschi, all’orizzonte ne sono rimasti soltanto altri due: il fratello del sovrano Naruhito, il principe Akishino (primo in linea di successione), e il piccolo Hisahito (figlio di Akishino e nipote dell'imperatore e secondo in linea di successione). Ma se il principino 17enne non riuscirà ad avere un maschietto tra qualche anno non ci saranno più eredi diretti: l’estinzione per la monarchia più antica del mondo è dietro l’angolo. Per questo, ciclicamente, a qualcuno torna in mente l’idea di aprire la possibilità alle donne della famiglia di ascendere al trono.
Risolvere la questione della successione è diventato ancora più urgente ora dopo che Shigetaka Yamasaki, consigliere speciale incaricato delle questioni reali, si è dimesso un mese e mezzo fa. La nuova commissione governativa sarà chiamata ad esprimere delle raccomandazioni, da sottoporre poi al Parlamento, dominato dai conservatori, contrari da sempre a qualsiasi cambiamento. Sostenitori dell’attuale principio vigente della successione patrilineare. Una legge, approvata nel 1947, che può essere modificata, volendo, dal Parlamento.
Due le opzioni sul tavolo finora, che si concentrano non tanto sulla possibilità che una donna possa ereditare il trono ma più che altro su come impedire che le dimensioni della Casa reale diminuiscano ulteriormente.
La prima riguarda la non esclusione delle donne dalla famiglia imperiale dopo il matrimonio. Tema caldo ritornato agli onori delle cronache due anni fa quando la (ex) principessa Mako sposò il grande amore della sua vita, il “comune mortale” Kei Komuro, nelle cui vene non scorre nemmeno una goccia di sangue blu: le donne della famiglia imperiale che sposano un borghese devono dire addio ai loro titoli regali.
La seconda proposta si concentra sulla “adozione” dei discendenti maschi degli undici rami nobiliari che dal 1947, però, non fanno più parte della famiglia imperiale. Insomma, tutto tranne una donna sul trono a quanto pare. I giapponesi, invece, si dicono pronti ad un cambiamento: oltre l’80% è favorevole ad un’imperatrice, secondo un sondaggio dello scorso anno. Ma nessun referendum chiederà mai loro di esprimersi su tale questione.