Germania, il vicecancelliere verde Habeck alla sinistra: “Non tollereremo in alcun modo l’antisemitismo”
dalla nostra corrispondente Tonia MastrobuoniBERLINO – Un discorso di rara limpidezza. Durissimo verso le responsabilità di Hamas ma anche verso una parte della comunità musulmana e una certa sinistra in Germania che tendono a giustificarne la violenza. Una dichiarazione di incondizionata fedeltà al precetto della difesa di Israele. E un rifiuto assoluto verso ogni forma di antisemitismo. Molti considerano l’impressionante video di dieci minuti del vicecancelliere, ministro dell’Economia ed esponente dei verdi Robert Habeck postato ieri su X come un discorso ‘da cancelliere’. Sicuramente è il discorso di un uomo di sinistra che ha scelto di rinunciare ad ogni ambiguità sugli sviluppi drammatici in Europa e in Germania dopo il “Sabato nero” e la strage di Hamas.
Habeck ricorda anzitutto che in Germania “la sicurezza di Israele come ragione di Stato non è una formula vuota”. Vuol dire “che è per noi necessaria”. Discende da una responsabilità storica, quella “della generazione dei miei nonni che voleva cancellare gli ebrei da…
BERLINO – Un discorso di rara limpidezza. Durissimo verso le responsabilità di Hamas ma anche verso una parte della comunità musulmana e una certa sinistra in Germania che tendono a giustificarne la violenza. Una dichiarazione di incondizionata fedeltà al precetto della difesa di Israele. E un rifiuto assoluto verso ogni forma di antisemitismo. Molti considerano l’impressionante video di dieci minuti del vicecancelliere, ministro dell’Economia ed esponente dei verdi Robert Habeck postato ieri su X come un discorso ‘da cancelliere’. Sicuramente è il discorso di un uomo di sinistra che ha scelto di rinunciare ad ogni ambiguità sugli sviluppi drammatici in Europa e in Germania dopo il “Sabato nero” e la strage di Hamas.
Habeck ricorda anzitutto che in Germania “la sicurezza di Israele come ragione di Stato non è una formula vuota”. Vuol dire “che è per noi necessaria”. Discende da una responsabilità storica, quella “della generazione dei miei nonni che voleva cancellare gli ebrei dalla Germania e dall’Europa”. Ed è un fondamento “storico” della Repubblica federale. Significa anzitutto che gli ebrei devono vivere liberamente in Germania “senza avere mai più paura di mostrare apertamente il loro credo”. Ma questa paura, sottolinea il leader verde, “è tornata”.
Il vicecancelliere ha incontrato di recente alcuni esponenti della comunità ebraica di Francoforte: “I loro figli hanno paura di andare a scuola, non vanno più nelle associazioni sportive, su consiglio dei genitori lasciano a casa le loro catenine con la stella di David. Oggi, qui in Germania, quasi 80 anni dopo l’Olocausto”. Gli ebrei che ha incontrato, racconta, hanno paura di prendere un taxi, ed evitano di “scrivere lettere con il loro mittente per proteggere i destinatari”. Un suo amico ebreo gli ha comunicato “la sua disperata solitudine”. La comunità ebraica è stata costretta “a consigliare di evitare certi posti per questioni di sicurezza”.
L’antisemitismo si manifesta "nelle proteste, negli attacchi a negozi di ebrei, nelle minacce”, precisa Habeck. A fronte di tradizionali grandi manifestazioni di solidarietà quando ci sono episodi di razzismo, la solidarietà verso Israele “è fragile”, sostiene il vicecancelliere. Dire che “il contesto è difficile” non può mai diventare “una relativizzazione”. E sull’antisemitismo, aggiunge, “non possiamo essere abbastanza indignati”.
“L’antisemitismo non è tollerabile, in alcuna forma. La dimensione delle manifestazioni islamistiche a Berlino e in altre città tedesche è inaccettabile. E necessita di una risposta politica dura. Anche da parte delle associazioni musulmane”. Alcune l’hanno fatto, ma per Habeck sono ancora “troppo poche”
“I musulmani che vivono in Germania hanno diritto alla protezione dalla violenza di estrema destra. E’ giusto”. Ma Habeck si aspetta che facciano la stessa cosa quando vengono attaccati gli ebrei. “Devono prendere le distanze in modo chiaro dall’antisemitismo”. Per l’intolleranza religiosa “non c’è spazio, in Germania. Chi vive qui deve sapere che vive in base alle regole di questo Paese”. La costituzione “concede diritti ma anche impone anche doveri”.
La tolleranza non consente intolleranza, chiarisce il ministro. “Bruciare bandiere di Israele è un reato, così come lo è elogiare Hamas”. Chi ha il passaporto tedesco rischia il processo, chi non lo è “mette a rischio il suo permesso di soggiorno”. Chi non ce l’ha “rischia il rimpatrio”.
La Seconda guerra mondiale, ricorda il leader verde, è stata una guerra di annientamento degli ebrei. E “a chi ammira Putin: Putin si lascia fotografare con esponenti di Hamas e del governo iraniano e si lamenta delle vittime civili nella Striscia di gaza mentre lui ne produce in Ucraina. I suoi amici in Germania non sono certo amici di Israele”.
Ma Habeck è anche preoccupato per l’antisemitismo “in certe parti della sinistra, purtroppo anche tra i giovani attivisti. L’anticolonialismo non può diventare antisemitismo”. Hamas è una organizzazione terroristica che uccide e punta alla cancellazione di Israele. Il vicecancelliere esprime “rispetto”, perciò, per la presa di distanza del ramo tedesco di Fridays for Future verso le posizioni di Greta Thunberg.
In Turchia Habeck è stato rimproverato perché la Germania non dimostrerebbe abbastanza empatia per i civili palestinesi e vieterebbe manifestazioni filopalestinesi. Habeck replica che è ovvio che si possa manifestare solidarietà verso i palestinesi e il loro diritto ad avere uno Stato. “Ma incitare alla violenza, festeggiare la violenza verso Israele, sì, è vietato. E a ragione”.
Anche Habeck si sta impegnando per i civili palestinesi, “insieme ai nostri amici americani continuiamo a ripetere ad Israele che la tutela dei civili è essenziale”. La morte e la sofferenza del popolo palestinese “sono orribili”. Ma non possono giustificare l’antisemitismo, ripete.
“Ovvio, Israele si deve attenere alle leggi internazionali, ma la domanda è: chi formulerebbe mai queste richieste ad Hamas?”. Un’organizzazione, ricorda il vicecancelliere, che il 7 ottobre ha ucciso “in modo bestiale” degli esseri umani, che “ha orribilmente mutilato i loro corpi, che li ha rapiti e li ha esposti tra le risate all’umiliazione pubblica. Sono racconti dell’orrore, eppure Hamas viene festeggiata come movimento di liberazione. E’ un rovesciamento dei fatti che non possiamo permettere”.
Ultimo punto: l’attacco a Israele è avvenuto dopo gli accordi di Abramo e un avvicinamento di Israele ai Paesi arabi e una prospettiva di normalizzazione con i sauditi. “Hamas non lo vuole”. L’organizzazione terroristica “non vuole la pace con Israele, vuole la cancellazione di Israele”. La cui esistenza la Germania difenderà invece a tutti i costi, conclude il vicecancelliere.