NEW YORK - La guerra civile tra i repubblicani si combatte ormai in pubblico, col deputato trumpista Matt Gaetz che ieri ha usato un discorso alla Camera per minacciare una mozione finalizzata a rimuovere lo Speaker del suo stesso partito Kevin McCarthy. E gli aiuti all’Ucraina sono al centro della disputa, perché Gaetz ha accusato MaCarthy di aver fatto un accordo segreto col presidente Biden per continuare a finanziare Kiev. Ora resta da vedere se Gaetz prenderà davvero l’iniziativa, e se ha i voti per vincere, perché se i democratici si schierassero in difesa dello Speaker, basterebbe un pugno di repubblicani per salvarlo.
Una lotta fratricida nel Gop, che dimostra come Trump e il trumpismo abbiano fratturato il partito, con gravi ripercussioni sulla stabilità dell’America e la capacità di esercitare la sua leadership.
Sabato sera, a poche ora dalla scadenza della legge per il finanziamento dello Stato, i deputati hanno approvato un provvedimento provvisorio che garantisce i f…
NEW YORK - La guerra civile tra i repubblicani si combatte ormai in pubblico, col deputato trumpista Matt Gaetz che ieri ha usato un discorso alla Camera per minacciare una mozione finalizzata a rimuovere lo Speaker del suo stesso partito Kevin McCarthy. E gli aiuti all’Ucraina sono al centro della disputa, perché Gaetz ha accusato MaCarthy di aver fatto un accordo segreto col presidente Biden per continuare a finanziare Kiev. Ora resta da vedere se Gaetz prenderà davvero l’iniziativa, e se ha i voti per vincere, perché se i democratici si schierassero in difesa dello Speaker, basterebbe un pugno di repubblicani per salvarlo.
Una lotta fratricida nel Gop, che dimostra come Trump e il trumpismo abbiano fratturato il partito, con gravi ripercussioni sulla stabilità dell’America e la capacità di esercitare la sua leadership.
Sabato sera, a poche ora dalla scadenza della legge per il finanziamento dello Stato, i deputati hanno approvato un provvedimento provvisorio che garantisce i fondi necessari per 45 giorni, evitando il blocco delle attività dell’amministrazione chiamato shutdown. Il testo non comprende i 6 miliardi di dollari di aiuti destinati all’Ucraina, ma il capo della Casa Bianca si aspetta di vederli nella legge definitiva da approvare entro il 17 novembre.
La svolta a sorpresa è avvenuta perché lo Speaker repubblicano della Camera ha deciso che garantire la solvibilità dello Stato era più importante di soddisfare le pretese dell’ala più estremista del suo partito, che chiedeva enormi tagli alla spesa per votare la “finanziaria”. Così però sarebbe stata bocciata al Senato, dove i democratici hanno la maggioranza. Quindi ha presentato un testo di compromesso ai membri del partito di Biden, che hanno accettato di votarlo. La legge dunque è passata con l’apporto determinante dei deputati democratici, scavalcando così l’ala estremista del Gop.
Il suo leader, Matt Gaetz, ha però annunciato che presenterà una mozione per cacciare McCarthy, e ieri ha parlato alla Camera per porre una domanda allo Speaker: «Qual è l’accordo segreto che hai fatto con Biden per finanziare l’Ucraina?». Così ha deciso di usare come grimaldello gli aiuti a Kiev, perché pensa che ormai la maggioranza dei deputati repubblicani sia contraria, e ha ammesso di averne parlato con Trump. Non ha chiarito, però, se presenterà la mozione e quando.
McCarthy ha risposto accettando la sfida: «Faccia pure, io sopravviverò. Mi sono comportato così perché serve un adulto nella stanza». Se Gaetz ottenesse con la sua mozione il sì della maggioranza dei deputati repubblicani, lo Speaker per sopravvivere dovrebbe affidarsi ai voti dei democratici. Una situazione imbarazzante.