Hamas in Libano, Hamdan: “Del futuro di Gaza decideranno solo i palestinesi. Possibile l’unità con Fatah”
dalla nostra inviata Gabriella ColarussoBEIRUT — Il futuro di Gaza “sarà una nostra decisione, non di Hamas ma dei palestinesi, dopo aver ottenuto uno Stato indipendente e sovrano con Gerusalemme capitale”. Osama Hamdan è uno dei più influenti leader di Hamas in Libano, punto di contatto tra le diverse ramificazioni del gruppo nei Paesi arabi e con gli alleati dell’Asse della Resistenza. Parla con tutti, ascolta. Legge. Anche l’intervista che Mohammed Dahlan, ex uomo forte di Fatah a Gaza, esiliato negli Emirati dopo che Hamas ha preso il controllo della Striscia e tra i possibili candidati a un governo post-conflitto, ha rilasciato all’Economist avanzando l’ipotesi di un esecutivo tecnocratico che porti a elezioni, a cui dovrebbe partecipare anche Hamas.
Hamdan, cosa ne pensa? All’interno di Hamas ci sono discussioni sul dopo?
«Credo che ci sia molto di più di quello che Dahlan ha detto. Ci sono state anche delle suggestioni di cacciare Hamas da Gaza, idea degli israeliani. Le dico questo: come palestinesi faremo del …
BEIRUT — Il futuro di Gaza “sarà una nostra decisione, non di Hamas ma dei palestinesi, dopo aver ottenuto uno Stato indipendente e sovrano con Gerusalemme capitale”. Osama Hamdan è uno dei più influenti leader di Hamas in Libano, punto di contatto tra le diverse ramificazioni del gruppo nei Paesi arabi e con gli alleati dell’Asse della Resistenza. Parla con tutti, ascolta. Legge. Anche l’intervista che Mohammed Dahlan, ex uomo forte di Fatah a Gaza, esiliato negli Emirati dopo che Hamas ha preso il controllo della Striscia e tra i possibili candidati a un governo post-conflitto, ha rilasciato all’Economist avanzando l’ipotesi di un esecutivo tecnocratico che porti a elezioni, a cui dovrebbe partecipare anche Hamas.
Hamdan, cosa ne pensa? All’interno di Hamas ci sono discussioni sul dopo?
«Credo che ci sia molto di più di quello che Dahlan ha detto. Ci sono state anche delle suggestioni di cacciare Hamas da Gaza, idea degli israeliani. Le dico questo: come palestinesi faremo del nostro meglio per avere il nostro stato indipendente, il giorno dopo sarà una nostra decisione come governarlo, non di Hamas ma dei palestinesi. Non accetteremo in nessuna circostanza interferenze di altri Paesi. Il punto di partenza è avere uno stato indipendente e sovrano sulla terra palestinese con al Quds (Gerusalemme) capitale”.
Prima della guerra i tentativi di fare un governo di unità nazionale con Fatah sono falliti, crede che sarà possibile dopo il conflitto?
«Ci abbiamo provato per 17 anni a fare un governo di unità nazionale ma quegli sforzi sono stati indeboliti dalla pressione di Israele e degli americani. Hanno messo Abbas in un angolo: se accetti un governo di unità nazionale con Hamas ti tratteremo come Hamas, entrerai nella lista delle organizzazioni terroristiche. Non volevano che i palestinesi si unissero, così potevano dire di non sapere con chi parlare. Dopo la guerra avremo l’unità perché sta già succedendo sul campo».
Hamas chiede ai Paesi arabi di fare di più: cosa vi aspettate?
«Che richiamino gli ambasciatori e taglino le relazioni con un Paese occupante che uccide i palestinesi. Gli israeliani minacciano tutti nella regione. Gli europei piangono i morti in ucraina: in Palestina in 25 giorni sono state uccise da Israele oltre 9mila persone, bambini, donne. L’Europa è silente. Non ho sentito niente dal governo italiano sui massacri di civili palestinesi da parte di Israele».
I Paesi arabi, Egitto, Giordania, sono a favore della soluzione dei due Stati. Perché dovrebbero supportare Hamas che la rifiuta?
«No, non sono a favore di questa soluzione. Gli arabi sanno perfettamente che non è stata Hamas a indebolire la soluzione dei due stati, gli israeliani hanno ucciso il processo di pace e i due Stati con gli insediamenti. In Europa coprite gli israeliani qualunque cosa facciano. E’ il vostro doppio standard con cui continuate a vedere le cose. Posso garantirle che se chiedessimo agli arabi di combattere la maggior parte della popolazione starebbe con noi. Guardate i libanesi, gli iracheni, chiedete ai giordani, agli egiziani la loro posizione sulla resistenza. Tutti riconoscono il diritto dei palestinesi di resistere all’occupazione».
Dopo la guerra sareste disposti a discutere di una soluzione a due Stati?
«Dopo la guerra, inshallah, avremmo un solo stato sulla terra palestinese».
E se questo non succederà?
«Succederà, gliel’assicuro».
Quindi nessun negoziato sui due Stati?
«Gli arabi hanno preso la loro iniziativa nel 2002, chi l’ha indebolita? Tutte le risoluzioni delle Nazioni Unite: chi è che non le rispetta? Lo Stato di Israele in 75 anni ha ucciso i palestinesi, preso la loro terra, ignorato le risoluzioni internazionali. Qui in Libano ci sono 400mila palestinesi che non possono tornare nella loro terra a causa di Israele. Secondo le risoluzioni internazionali dovrebbero essere lì. Non chiedete a noi sotto occupazione se siamo pronti ad accettare Israele, è la domanda sbagliata. Chiedeteci cosa vogliamo come palestinesi: il nostro diritto all’autodeterminazione, uno stato indipendente e sovrano».
Hassan Nasrallah, leader di Hezbollah, ha parlato, ma molti palestinesi sono rimasti delusi. Hamas si aspettava di più dal suo alleato libanese?
«Quando Nasrallah dice che l’obiettivo è far si che finiscano gli attacchi israeliani su Gaza e che Hamas e la resistenza vincano la guerra questo è più che sufficiente. Hezbollah sta agendo per i palestinesi e la causa della Palestina. Forse alcune persone si aspettavano di più: è solo molto positivo perché vuole dire che si fidano. Nasrallah sta facendo e farà quanto è necessario per raggiungere gli obiettivi».
Hamas ha costruito una intera città di tunnel a Gaza, ma nessun rifugi per i civili. Perché?
Ci sono rifugi ma Israele li ha bombardati, come le scuole, come gli ospedali, le chiese. Usa bombe che possono distruggere i rifugi per 20 metri sottoterra.
L’ex capo politico di Hamas, Khaled Meshal, ha detto che i tunnel sono per i combattenti. Che dei palestinesi devono occuparsi le nazioni unite.
Non l’ho sentito, non commento quello che dicono altri. Noi abbiamo le famiglie uccise a Jabalya.
C’è un negoziato ancora aperto sugli ostaggi?
"Non ci sono ostaggi, ci sono prigionieri di guerra. Poi ci sono alcune persone che sono state prese non da Hamas ma da altri e per noi quelle persone non sono ostaggi né prigionieri di guerra. Sono civili, li rispettiamo, vogliamo rimandarli indietro ma vogliamo garantire che gli israeliani non li uccidano mentre sono sulla strada del ritorno, insieme alle persone che li vengono a prendere. Ne avevamo contati 50, alcuni stranieri, altri israeliani. Israele non ha voluto.
Quali sono le vostre condizioni?
Dei soldati prigionieri parleremo solo dopo aver fermato gli attacchi e la guerra.