✕

Portaerei e incrociatori, il record di navi da guerra nel Mediterraneo

Foto @Osinttechnical

 
Alla flotta Usa schierata per la crisi di Gaza si aggiungono le esercitazioni Nato: oltre cinquanta unità da combattimento in mare tra la Sardegna e Cipro
2 minuti di lettura

Lo straordinario affollamento di navi da guerra nel Mediterraneo ha preso forma nelle foto di due formazioni. La prima è stata scattata a largo di Cipro e mostra le due portaerei statunitensi Eisenhower e Ford accompagnate da una dozzina di unità di scorta. Nella seconda invece tra Sardegna e Sicilia si vedono le due portaerei italiane Cavour e Garibaldi assieme alla spagnola Juan Carlos con una coda di caccia e fregate. Lo schieramento delle flotte è senza precedenti: alla mobilitazione per il conflitto di Gaza si aggiungono le manovre decise dalla Nato dopo l’invasione dell’Ucraina, mettendo in piena operatività oltre cinquanta navi da combattimento di tutte le dimensioni.

Il Pentagono venerdì ha radunato davanti alle coste siriane un’armada come mai si era vista nel Mediterraneo: al doppio “strike group” statunitense con due portaerei, due incrociatori e sei caccia lanciamissili si è aggiunta una task force dell’Alleanza atlantica, con anche due fregate della nostra Marina. Si…

Lo straordinario affollamento di navi da guerra nel Mediterraneo ha preso forma nelle foto di due formazioni. La prima è stata scattata a largo di Cipro e mostra le due portaerei statunitensi Eisenhower e Ford accompagnate da una dozzina di unità di scorta. Nella seconda invece tra Sardegna e Sicilia si vedono le due portaerei italiane Cavour e Garibaldi assieme alla spagnola Juan Carlos con una coda di caccia e fregate. Lo schieramento delle flotte è senza precedenti: alla mobilitazione per il conflitto di Gaza si aggiungono le manovre decise dalla Nato dopo l’invasione dell’Ucraina, mettendo in piena operatività oltre cinquanta navi da combattimento di tutte le dimensioni.

Il Pentagono venerdì ha radunato davanti alle coste siriane un’armada come mai si era vista nel Mediterraneo: al doppio “strike group” statunitense con due portaerei, due incrociatori e sei caccia lanciamissili si è aggiunta una task force dell’Alleanza atlantica, con anche due fregate della nostra Marina. Si tratta di forze sufficienti a gestire un conflitto, con cento aerei da combattimento e quasi centocinquanta cruise, oltre a un contingente di 2500 marines. La loro presenza è un messaggio rivolto al movimento libanese Hezbollah, al regime siriano e all’Iran per spingerli a non intervenire contro Israele.

In maniera autonoma, nella stessa zona oggi si trovano almeno quattro portaelicotteri per operazioni anfibie francesi, inglesi e la San Giusto italiana: sono pronte a trasferire aiuti umanitari nella Striscia o a sostenere l’evacuazione di connazionali dal Libano nel caso di allargamento delle ostilità. Al traffico di squadre navali si è aggiunta l’esercitazione Nato “Dynamic Mariner” con unità di quattordici nazioni: proseguirà fino a domani e sarà seguita dalla “Mare aperto” della nostra Marina.

La Casa Bianca però ritiene che la crisi di Gaza avrà tempi lunghi e vuole rendere ancora più esplicita la deterrenza nei confronti dell’Iran. Per questo la portaerei Eisenhower sta attraversando il Canale di Suez e si dirigerà nel Golfo Persico. Nel Mar Rosso la attendono un raggruppamento da sbarco, con oltre duemila marines e tutti i loro mezzi d’assalto, e due caccia: tra loro il Uss Carney che la scorsa settimana ha distrutto uno sciame di droni e missili scagliato dagli Houthi yemeniti contro Israele.

Invece Mosca sembra essere stata colta di sorpresa dagli avvenimenti. La sua flotta nel Mediterraneo infatti è al minimo assoluto e conta su una sola fregata, la “Merkury”, e sul battello da spionaggio elettronico “Kildin” che nei giorni scorsi si sono mossi sulla scia della portaerei Ford. Dal Baltico però è salpata la fregata “Ammiraglio Grigorovich” che si ritiene stia facendo rotta verso Gibilterra: nell’estate 2022 è stata protagonista di spedizioni nell’Adriatico e nel canale di Sicilia. Una serie di operazioni condotte da elicotteri e aerei della VI Flotta a largo delle coste libiche ha fatto ipotizzare la presenza di un sottomarino nucleare russo, ma la notizia non ha trovato riscontri. Molti analisti però ritengono che il Cremlino sposterà altre navi militari verso il Medio Oriente, forse attingendo alle risorse della flotta del Pacifico meno coinvolta nel braccio di ferro con l’Occidente legato alla guerra in Ucraina.

Leggi i commenti