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Regno Unito, critiche per il nuovo affondo di “Cruella” Braverman: “Dormire in strada è una scelta di vita”

Ennesima polemica per le dichiarazioni della ministra dell’Interno che ha parlato dell’esigenza di rimuovere le tende dei clochard dalle città britanniche
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LONDRA - “Chi ha bisogno dei fuochi d’artificio quando hai Suella Braverman?”, scrive sarcastico Politico. E dunque rieccola “Cruella”, ossia come i critici chiamano la ministra falco dell’Interno britannica, che in queste ore ha scatenato l’ennesima polemica. Stavolta “Crudelia”, versione italiana del suo soprannome ispirato al film “La carica dei 101”, si è scagliata contro le tende dei senzatetto, che secondo lei "devono essere rimosse” dalla città britanniche perché sarebbero utilizzate da “persone, molte di queste straniere, che vivono in strada come scelta di vita”.

Oltre alla proposta controversa di Braverman e del governo Sunak, sono proprio queste parole a in…

LONDRA - “Chi ha bisogno dei fuochi d’artificio quando hai Suella Braverman?”, scrive sarcastico Politico. E dunque rieccola “Cruella”, ossia come i critici chiamano la ministra falco dell’Interno britannica, che in queste ore ha scatenato l’ennesima polemica. Stavolta “Crudelia”, versione italiana del suo soprannome ispirato al film “La carica dei 101”, si è scagliata contro le tende dei senzatetto, che secondo lei "devono essere rimosse” dalla città britanniche perché sarebbero utilizzate da “persone, molte di queste straniere, che vivono in strada come scelta di vita”.

Oltre alla proposta controversa di Braverman e del governo Sunak, sono proprio queste parole a innescare le proteste delle ong ma anche di esponenti dello stesso partito conservatore di Braverman. Come il presidente della Commissione Salute a Westminster, Steve Brine, che ha detto alla Bbc: “Non ce la faccio a usare le parole “scelta di vita” per chi vive per strada. È un lessico inadeguato e volgare”. Ancora più esplicito lo scrittore inglese Philip Pullman: “Questa donna”, riferendosi a Braverman, "è disgustosa”.

Ma la ministra, il cui sogno rimane quello di vedere “un aereo pieno di migranti espulsi" nonostante lei stessa sia di famiglia indiana-africana, non si ferma. Dopo le rivelazioni del Financial Times sabato scorso, Braverman ha rincarato la dose su X: “I britannici sono generosi. Sosterremo sempre coloro che sono davvero senzatetto. Ma non possiamo permettere che le nostre strade vengano occupate da persone, molte di queste straniere, come scelta di vita”. E ancora: “Se non agiamo subito, le nostre comunità faranno la stessa fine di città negli Stati Uniti come San Francisco e Los Angeles, dove politiche permissive hanno provocato un’esplosione di crimine, abuso di droga e squallore”.

Al di là del linguaggio più che discutibile in un’epoca in cui comprare o affittare casa è sempre più complicato, il punto di Braverman è proprio questo. In America, nella sempre più drammatica piaga dell’emergenza abitativa e dei senzatetto, stati come la California hanno speso miliardi di dollari negli ultimi anni per accogliere in strutture convenzionate coloro senza fissa dimora. Ma una parte di essi comunque preferisce rimanere in strada. Si tratta ovviamente di una minoranza, ma da molti mesi in metropoli come Los Angeles e San Francisco anche per questo si è registrata una vera e propria fuga dal centro città, sempre più afflitti da delinquenza, criminalità, spaccio di droga, furti e sporcizia.

Braverman spesso cita gli Stati Uniti come esempio negativo di convivenza sociale, per esempio per quanto riguarda i crescenti furti di massa. Tuttavia, in Inghilterra le cose non stanno andando molto meglio da questo punto di vista: a causa della crisi economica e dell’inflazione, tra luglio 2022 e giugno 2023 ci sono state infatti 365.164 denunce per furto in Inghilterra e Galles, ossia circa mille al giorno, per un aumento del 24,4% rispetto al precedente periodo di 12 mesi. Oramai solo il 18% dei furti viene scoperto (dal 46% del 2016) e solo il 14% dei ladri viene denunciato (era il 29,7%). In più, la Gran Bretagna è nel pieno di un’emergenza di carceri stracolme.

Per non parlare della grave crisi abitativa, con i costi degli affitti alle stelle a Londra e nel resto del Paese. La settimana scorsa Edimburgo è stata la prima città scozzese a decretare ufficialmente emergenza: sono 5mila le famiglie senza tetto fisso e continuamente accolte in sistemazioni temporanee, il numero più alto della nazione. E, altro record negativo, gli affitti sono alle stelle: dall’anno scorso a Edimburgo sono saliti del 16,3% secondo gli esperti di Zoopla. Persino nella carissima Londra, sono cresciuti di meno: 11,5%.

Dati dello stesso governo parlando di 298.430 famiglie nel Regno Unito che nell’ultimo anno hanno chiesto aiuto alle autorità locali perché a rischio di essere sfrattati e rimanere in mezzo alla strada, e non certo per scelta: sono il 7% in più rispetto all’anno precedente. Mentre sono 270mila in Inghilterra le persone che almeno per una notte nel 2022 sono rimaste senza fissa dimora.

Ciononostante, Braverman, la “mente” del sinora inefficiente programma di espulsione in Ruanda dei migranti irregolari, non vuole fermarsi. E domani, nel tradizionale “Discorso del Re” di inizio anno parlamentare che pronuncerà Carlo III a Westminster con il programma di governo dei prossimi 12 mesi, l’esecutivo Sunak dovrebbe annunciare anche queste misure “contro chi dorme per scelta per strada”. Secondo i nuovi provvedimenti, le tende dei clochard saranno rimosse mentre le ong saranno addirittura multate e segnalate se verranno beccate a fornire simili sistemazioni di fortuna. Le associazioni umanitarie protestano: “Così le persone rischiano di morire in strada, soprattutto ora con l’arrivo dell’inverno"

Gli annunci draconiani e controversi di Braverman hanno anche una ragione politica. Il partito conservatore è circa 20 punti dietro il Labour di Sir Keir Starmer, secondo i sondaggi, e a destra la lista “Reform UK” - l’erede del partito di estrema destra Ukip e con Nigel Farage come “padrino” - ha un consenso di circa il 10%. Questo anche per il flop sinora dei tories sull’arrivo di migranti, i cui numeri hanno fatto segnare due record consecutivi negli ultimi due anni. Per questo Braverman e i conservatori stanno cercando di recuperare terreno sempre più a destra. Ma una strategia del genere può davvero pagare alle urne?

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