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Sulle stelle di David a Parigi spunta una pista russa. Resta alta l’allerta antisemitismo

(fotogramma)
Fermati due cittadini moldavi che, secondo i media, dicono di essere stati pagati da una persona residente in Russia per tracciare i simboli. Il ministro dell’Interno parla di oltre mille casi di violenza contro gli ebrei dal 7 ottobre. Sui social l’hashtag di solidarietà #jesuisjuif
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PARIGI – Spunta una pista russa nelle indagini intorno alle stelle di David apparse la settimana scorsa sulle facciate di case e negozi della capitale e in diversi comuni della regione. Le foto shock del simbolo della religione ebraica e dello Stato di Israele dipinto nella notte in diverse strade di Parigi avevano fatto il giro del mondo. L’indagine ora si collega all’arresto di due moldavi avvenuto qualche giorno prima. I due erano stati fermati il 27 ottobre mentre disegnavano 15 stelle con degli stencil nel decimo arrondissement di Parigi. Si trovavano in Francia illegalmente e non avevano precedenti penali,sono stati mandati in un centro di detenzione amministrativa in vista dell'espulsione.

Ma quello che interessa ora gli investigatori è la versione che hanno dato i due fermati. La coppia ha infatti spiegato di essere stata pagata per andare a imbrattare case e negozi con le stelle di David. Secondo alcuni media francesi, la coppia avrebbe anche citato come mandante un «uom…

PARIGI – Spunta una pista russa nelle indagini intorno alle stelle di David apparse la settimana scorsa sulle facciate di case e negozi della capitale e in diversi comuni della regione. Le foto shock del simbolo della religione ebraica e dello Stato di Israele dipinto nella notte in diverse strade di Parigi avevano fatto il giro del mondo. L’indagine ora si collega all’arresto di due moldavi avvenuto qualche giorno prima. I due erano stati fermati il 27 ottobre mentre disegnavano 15 stelle con degli stencil nel decimo arrondissement di Parigi. Si trovavano in Francia illegalmente e non avevano precedenti penali,sono stati mandati in un centro di detenzione amministrativa in vista dell'espulsione.

Ma quello che interessa ora gli investigatori è la versione che hanno dato i due fermati. La coppia ha infatti spiegato di essere stata pagata per andare a imbrattare case e negozi con le stelle di David. Secondo alcuni media francesi, la coppia avrebbe anche citato come mandante un «uomo residente in Russia». Al momento non c’è conferma di questo mandante e della sua nazionalità. Un'altra coppia di moldavi è ricercata dalla polizia. Sin dall'inizio gli investigatori sono rimasti colpiti dalla somiglianza del grafismo dello stencil e dal colore blu usato per i tag sui muri apparsi in diversi momenti e luoghi: in ben quattro arrondissement della capitale, ma anche in comuni di periferia come Saint-Ouen e Aubervilliers. Un dettaglio che potrebbe far pensare a un unico gruppo entrato in azione.

Dopo che una donna ebrea è stata accoltellata nella sua casa di Lione sabato, l'allerta antisemitismo rimane alta in Francia. Secondo il ministro dell'Interno Gérald Darmanin, il numero degli attacchi registrati dal 7 ottobre supera i mille casi, di cui quasi trecento nella regione di Parigi. Il ministro dell’Interno vuole togliere i permessi di soggiorno ed espellere gli stranieri coinvolti in atti di antisemitismo. E intanto sui social si diffonde l’hashtag #Jesuisjuif, sulla falsa riga di #JesuisCharlie che ci fu dopo l’attacco del 2015 contro il giornale satirico. Il nuovo slogan è stato coniato da Rachel Khan, scrittrice di origine ebraica. "La Francia ha un appuntamento con la sua storia, un appuntamento urgente con il suo motto, un appuntamento imperativo con la fraternità" scrive Khan nel lanciare il suo hashtag. Nessun membro del governo ha ripreso lo slogan ma il ministro dell'Economia Bruno Le Maire ha fatto un lungo post su X, lamentando "l'eterna ripetizione dell'odio" e la mancanza di « unanimità » delle voci che condannano l'aumento dell'antisemitismo.

David Lisnard, sindaco di Cannes e presidente dell'associazione dei sindaci, ha ripreso lo slogan : "Non sono ebreo. Ma chi non è ebreo, come me, e però vuole impegnarsi per la giustizia e ha un minimo di consapevolezza della storia, dovrebbe dire: 'Io sono ebreo', così come noi dicevamo: 'Io sono Charlie'", ha dichiarato a Le Point David Lisnard, capo dell'Associazione dei sindaci francesi.

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