Il team di Navalny all'Italia: “Lo ‘yacht di Putin’ non lasci il porto di Massa Carrara”
dalla nostra inviata Rosalba CastellettiReuters
MOSCA – Le autorità italiane tranquillizzano. Resta in stato di “congelamento” lo yacht Sheherazade ormeggiato nel porto di Massa Carrara che, stando a un’approfondita inchiesta del Fondo anti-corruzione (Fbk) di Aleksej Navalny, farebbe capo al presidente russo Vladimir Putin.
L’allarme del team di Navalny
Maria Pevchikh, a capo di Fbk, aveva lanciato l’allarme su X, l’ex Twitter. Aveva pubblicato due immagini satellitari a confronto: una foto scattata in estate dove si vedeva lo yacht ormeggiato in un bacino di carenaggio del porto toscano e uno scatto di qualche giorno fa dello stesso luogo, ma vuoto. E infine una terza foto dove si vedeva lo Sheherazade in mare.
“Se il governo italiano, per qualsiasi ragione, lasciasse scappare lo Sheherazade, sarebbe la più grande vergogna immaginabile. Il più significativo colpo alla politica di sanzioni Ue. Non può accadere. Non può ridare lo yacht a Putin. È da folli”, aveva scritto temendo che il superyacht fosse pronto a riprend…
MOSCA – Le autorità italiane tranquillizzano. Resta in stato di “congelamento” lo yacht Sheherazade ormeggiato nel porto di Massa Carrara che, stando a un’approfondita inchiesta del Fondo anti-corruzione (Fbk) di Aleksej Navalny, farebbe capo al presidente russo Vladimir Putin.
L’allarme del team di Navalny
Maria Pevchikh, a capo di Fbk, aveva lanciato l’allarme su X, l’ex Twitter. Aveva pubblicato due immagini satellitari a confronto: una foto scattata in estate dove si vedeva lo yacht ormeggiato in un bacino di carenaggio del porto toscano e uno scatto di qualche giorno fa dello stesso luogo, ma vuoto. E infine una terza foto dove si vedeva lo Sheherazade in mare.
“Se il governo italiano, per qualsiasi ragione, lasciasse scappare lo Sheherazade, sarebbe la più grande vergogna immaginabile. Il più significativo colpo alla politica di sanzioni Ue. Non può accadere. Non può ridare lo yacht a Putin. È da folli”, aveva scritto temendo che il superyacht fosse pronto a riprendere il largo, sfuggendo così alle sanzioni europee contro Mosca.
Non era stata la sola. “Se gli italiani lasciano andare lo Sheherazade - aveva scritto ad esempio Kira Jarmish, portavoce di Navalny - sarà una vittoria colossale per Putin e un enorme colpo alla politica sanzionatoria della Ue”.
“Soltanto manutenzione”
In realtà, hanno spiegato le autorità italiane, l’imbarcazione è ancora in stato di “congelamento”, come decretato nel maggio 2022 dall’allora ministro delle Economie e delle Finanze Daniele Franco al termine di un’indagine della Guardia di Finanza. Si trova in mare per periodica manutenzione, ma tornerà presto nel bacino di carenaggio.
In questi mesi lo yacht da 700 milioni di dollari, uno dei soli 14 al mondo ad essere lungo almeno 140 metri, ha subito per altro diversi lavori di ristrutturazione e di estensione della poppa.
Sulla carta la nave ormeggiata nel porto toscano apparterrebbe a una compagnia offshore, Bielor Asset Ltd, con sede alle Isole Marshall, ma “la regola principale di Putin è rubare, ma non registrare nulla a proprio di nome”, osservavano un anno fa Pevchikh e Georgij Alburov in un’inchiesta che dimostrava che quasi la metà dei membri dell’equipaggio dello Sheherazade appartenevano all’Fso, il Servizio federale di protezione che garantisce la sicurezza del leader del Cremlino.