Il sottomarino nucleare a Suez: ecco il messaggio Usa all’Iran per evitare la guerra regionale
di Gianluca Di FeoUna volta c’erano le corazzate, che con i loro enormi cannoni servivano a intimidire gli avversari e imporre la volontà delle grandi potenze. L’evoluzione bellica le ha cancellate, affidando la stessa missione soprattutto alle portaerei con i loro stormi pronti a colpire ovunque. Ma nel mondo incerto delle guerre locali esplose dopo il crollo del Muro di Berlino, il Pentagono ha sentito bisogno di un battello che, alla pari delle vecchie navi da battaglia, fosse in grado di decidere da solo le sorti di un conflitto. Così ha trasformato quattro sottomarini a propulsione nucleare in fortezze missilistiche naviganti, ciascuna dotata di 154 cruise a lungo raggio, tutti con testate convenzionali. E mentre la forza dei sottomarini è quella di rimanere invisibili nelle profondità, la presenza di queste unità molto speciali viene sbandierata: sono il deterrente per condizionare le mosse dei potenziali nemici.
È quello che è accaduto con l’Uss Florida, esibito dal comando statunitense m…
Una volta c’erano le corazzate, che con i loro enormi cannoni servivano a intimidire gli avversari e imporre la volontà delle grandi potenze. L’evoluzione bellica le ha cancellate, affidando la stessa missione soprattutto alle portaerei con i loro stormi pronti a colpire ovunque. Ma nel mondo incerto delle guerre locali esplose dopo il crollo del Muro di Berlino, il Pentagono ha sentito bisogno di un battello che, alla pari delle vecchie navi da battaglia, fosse in grado di decidere da solo le sorti di un conflitto. Così ha trasformato quattro sottomarini a propulsione nucleare in fortezze missilistiche naviganti, ciascuna dotata di 154 cruise a lungo raggio, tutti con testate convenzionali. E mentre la forza dei sottomarini è quella di rimanere invisibili nelle profondità, la presenza di queste unità molto speciali viene sbandierata: sono il deterrente per condizionare le mosse dei potenziali nemici.
È quello che è accaduto con l’Uss Florida, esibito dal comando statunitense mentre attraversa il canale di Suez verso sud: le foto servono a lanciare un messaggio all’Iran e convincerlo a non intervenire direttamente nella crisi di Gaza. All’inizio sul sito del Dipartimento della Difesa era stata pubblicata una didascalia molto esplicita, poi censurata cancellando pure il nome del sottomarino. Il testo originario recitava: “Il Florida è pronto a rispondere a una serie di possibili scenari in sostegno delle priorità delle sicurezza nazionale. Raggiungerà l’area di operazioni della V Flotta (che ha base in Bahrein, ndr) per salvaguardare la stabilità della regione”.
Gli ultimi movimenti dell’Us Navy testimoniano infatti come la preoccupazione della Casa Bianca per l’allargamento della guerra continui a essere altissima. Nel giro di poche ore la portaerei Eisenhower, il sottomarino Florida e un caccia sono entrati nel Mar Rosso, dove si uniranno alle due portaelicotteri che imbarcano 2200 marines e ad altri due caccia. Presto li seguirà un incrociatore, per formare uno Strike Group con circa 60 velivoli da combattimento e oltre 250 cruise. Non è ancora chiaro quale sarà la rotta finale. Un’ipotesi è che prenda posizione a largo dell’Oman, da dove può scagliare aerei e missili contro la Repubblica islamica. Ma non viene escluso che questa armada possa fermarsi in prossimità dello Yemen, da dove gli Houthi lanciano senza sosta droni e missili contro Israele.
Contemporaneamente, un secondo Strike Group guidato dalla portaerei Ford con due incrociatori e quattro caccia si muove a largo di Cipro: il suo compito è fare pressione sugli Hezbollah libanesi, un’esigenza tornata a essere imperativa dopo l’annuncio del nuovo discorso che il leader Nasrallah terrà sabato prossimo. Nonostante questa massa di navi agguerrite, le milizie sciite dell’Asse della resistenza proseguono nelle incursioni contro le basi americane sparse tra Siria e Iraq: avamposti costruiti per fermare la rinascita dell’Isis e circondati da guerriglieri ostili. Dal 7 ottobre ci sono stati già 54 assalti, sparando droni, razzi e mortai con una frequenza che aumenta ogni giorno.