PARIGI — Spunta una pista russa nelle indagini intorno alle stelle di David apparse la settimana scorsa sulle facciate di case e negozi della capitale e in diversi comuni della regione. Le foto shock del simbolo della religione ebraica e dello Stato di Israele dipinto nella notte in diverse strade di Parigi avevano fatto il giro del mondo. L’indagine ora si collega all’arresto di due moldavi avvenuto qualche giorno prima. La coppia era stata fermata il 27 ottobre dopo essere stata avvistata da un abitante del decimo arrondissement mentre disegnava stelle di David con degli stencil. I due moldavi, un uomo di 33 anni e una donna di 29, entrati in Francia illegalmente e senza precedenti penali, sono stati mandati in un centro di detenzione amministrativa in vista dell’espulsione.
Ma quello che interessa ora gli investigatori è la versione che hanno dato i due fermati. La coppia ha infatti spiegato di essere stata pagata da qualcuno per andare a imbrattare case e negozi con le stel…
PARIGI — Spunta una pista russa nelle indagini intorno alle stelle di David apparse la settimana scorsa sulle facciate di case e negozi della capitale e in diversi comuni della regione. Le foto shock del simbolo della religione ebraica e dello Stato di Israele dipinto nella notte in diverse strade di Parigi avevano fatto il giro del mondo. L’indagine ora si collega all’arresto di due moldavi avvenuto qualche giorno prima. La coppia era stata fermata il 27 ottobre dopo essere stata avvistata da un abitante del decimo arrondissement mentre disegnava stelle di David con degli stencil. I due moldavi, un uomo di 33 anni e una donna di 29, entrati in Francia illegalmente e senza precedenti penali, sono stati mandati in un centro di detenzione amministrativa in vista dell’espulsione.
Ma quello che interessa ora gli investigatori è la versione che hanno dato i due fermati. La coppia ha infatti spiegato di essere stata pagata da qualcuno per andare a imbrattare case e negozi con le stelle di David. Secondo alcuni media francesi, la coppia avrebbe anche citato come mandante un «uomo residente in Russia». Al momento non c’è conferma della nazionalità di questo presunto mandante. Un’altra coppia di moldavi è ricercata dalla polizia. Sin dall’inizio gli investigatori sono rimasti colpiti dalla somiglianza del grafismo dello stencil e dal colore blu usato per decine di tag apparsi in diversi momenti e luoghi: in 4 arrondissement della capitale, ma anche in comuni di periferia come Saint-Ouen e Aubervilliers. Un dettaglio che potrebbe far pensare a una sorta di regia e a un unico gruppo entrato in azione. Le indagini proseguono a tutto campo e la procura ha fatto sapere che, al momento, non è ancora chiaro se le stelle di David apparse sui muri «avessero lo scopo di insultare il popolo ebraico o di affermare di appartenergli, soprattutto perché si trattava della stella blu» e non di quella gialla.
Dopo che una donna ebrea è stata accoltellata nella sua casa di Lione sabato con una svastica disegnata sulla porta, l’allerta antisemitismo rimane alta in Francia. Secondo il ministro dell’Interno Gérald Darmanin, il numero degli attacchi registrati dal 7 ottobre supera i mille casi, e cinquecento persone sono state fermate. Solo nella regione di Parigi ci sono stati trecento casi, mentre la Corsica è finora risparmiata dal fenomeno. Il ministro dell’Interno ha promesso di ritirare i permessi di soggiorno ed espellere gli stranieri coinvolti in qualsiasi atto di antisemitismo. E intanto sui social si diffonde l’hashtag #Jesuisjuif, sulla falsa riga di #JesuisCharlie che si diffuse dopo l’attacco del 2015 contro il giornale satirico. Il nuovo slogan è stato coniato dalla scrittrice Rachel Khan. «La Francia ha un appuntamento con la sua storia, un appuntamento urgente con il suo motto, un appuntamento imperativo con la fraternità», ha scritto Khan nel lanciare l’hashtag.
Nessun membro del governo ha ripreso lo slogan ma il ministro dell’Economia Bruno Le Maire ha fatto un lungo post su X, lamentando “l’eterna ripetizione dell’odio” e la mancanza di “unanimità” delle voci che condannano l’aumento dell’antisemitismo. David Lisnard, sindaco di Cannes e presidente dell’associazione dei sindaci, ha ripreso lo slogan: «Non sono ebreo. Ma chi non è ebreo come me, e però vuole impegnarsi per la giustizia e ha un minimo di consapevolezza della storia, dovrebbe dire: “Io sono ebreo”, così come noi dicevamo: “Io sono Charlie”». Da un sondaggio realizzato dall’Ifop per il Crif (il Consiglio rappresentativo delle istituzioni ebraiche di Francia) e pubblicato il 29 ottobre scorso, emergeva che il 34% dei francesi non esprimeva né simpatia né antipatia per Hamas. Ogni volta che c’è stata un’impennata delle tensioni nel conflitto israelo-palestinese, la Francia ha subito un’impennata di attacchi antisemiti, ma le cifre registrate in queste ultime settimane sono un nuovo, triste record.