Ue, via libera ai negoziati per l’adesione: “L’Ucraina ha fatto grandi progressi”
dal nostro corrispondente Claudio TitoBRUXELLES – La Commissione europea accenderà oggi la luce verde per l’ingresso dell’Ucraina nell’Ue. Stamani, infatti, la riunione collegiale dell’Esecutivo comunitario presenterà il suo report sull’allargamento dell’Unione e i fari saranno orientati quasi esclusivamente sul Paese in guerra con la Russia.
Secondo il documento di Palazzo Berlaymont, quindi, Kiev ha raggiunto circa il 90 per cento degli obiettivi fissati al momento in cui era stato concesso lo status di “Paese candidato”. Lo sforzo, soprattutto in considerazione della situazione di belligeranza, viene definito considerevole. Restano ancora dei punti irrisolti. In primo luogo l’alto livello di corruzione, il funzionamento della Giustizia e il ruolo degli oligarchi. Ma nel complesso la Commissione raccomanderà al consiglio di aprire formalmente i negoziati per l’adesione dell’Ucraina.
Il percorso per arrivare a entrare formal…
BRUXELLES – La Commissione europea accenderà oggi la luce verde per l’ingresso dell’Ucraina nell’Ue. Stamani, infatti, la riunione collegiale dell’Esecutivo comunitario presenterà il suo report sull’allargamento dell’Unione e i fari saranno orientati quasi esclusivamente sul Paese in guerra con la Russia.
Secondo il documento di Palazzo Berlaymont, quindi, Kiev ha raggiunto circa il 90 per cento degli obiettivi fissati al momento in cui era stato concesso lo status di “Paese candidato”. Lo sforzo, soprattutto in considerazione della situazione di belligeranza, viene definito considerevole. Restano ancora dei punti irrisolti. In primo luogo l’alto livello di corruzione, il funzionamento della Giustizia e il ruolo degli oligarchi. Ma nel complesso la Commissione raccomanderà al consiglio di aprire formalmente i negoziati per l’adesione dell’Ucraina.
Il percorso per arrivare a entrare formalmente nell’Unione non è però semplice nè rapido. L’invito dell’esecutivo europeo dovrà essere approvato all’unanimità dal Consiglio europeo convocato per il prossimo dicembre. Non è escluso però che la decisione dei leader venga rinviata al vertice successivo di marzo. A quel punto si aprirebbero i negoziati e anche il confronto con la Conferenza intergovernativa che viene convocata per modificare i Trattati.
Naturalmente nella scelta europea non manca una valutazione politica determinata dall’aggressione di Mosca. Un giudizio negativo avrebbe avuto infatti un impatto pesantemente negativo anche dal punto di vista comunicativo.
Nel rapporto ci sono anche i “voti” su altri Paesi “candidati”. Anche la Moldavia, allora, dovrebbe ricevere l’avallo di Palazzo Berlaymont. A giugno la presidente della Commissione, Ursula von der Leyen, aveva spiegato che Chisinau aveva raggiunto tre dei nove obiettivi. Non tanti, in realtà. Anche per la Moldavia, però, le tensioni con la Russia e la vicinanza all’area del conflitto avranno comunque un peso.
Discorso diverso per la Georgia che non ha ancora ottenuto lo status di Paese candidato. Il report suggerisce di concedere questo primo passo ma non mancano a questo proposito i dubbi dell’ultima ora in considerazione dei rapporti tra il vertice georgiano e il Cremlino. Anche la Bosnia è a un passo da ottenere il via libera ai negoziati. Mentre Albania e Montenegro sembrano un po’ indietro. E a Bruxelles non si nasconde che l’accordo siglato da Tirana con Roma sui migranti non rappresenta un buon viatico. Per non parlare della Turchia che da tempo ha ottenuto lo status di “Paese candidato” ma è ormai lontano da una vera adesione.