✕

Le famiglie dei 32 bambini israeliani rapiti cercano l’aiuto del Qatar

(afp)

Ascolta l'audio

Le storie dei minori ancora nelle mani di Hamas. E la speranza dei genitori che, da Londra, provano a coinvolgere l’emirato
3 minuti di lettura

GERUSALEMME – Una madre portata via da uomini armati mentre stringe al cuore due bimbi dalle testine rosso fuoco avvolti in una coperta. Il video che ritrae Shiri Bibas e i suoi piccoli, Ariel, quattro anni e Kfir, nove mesi, è stato uno dei primi a circolare dopo la carneficina di Hamas del 7 ottobre. Quella mattina la famiglia Bibas si trovava nella loro casa nel Kibbutz Nahal Oz. Alle 9:45 l’ultimo messaggio del padre Yarden alla sorella “Sono entrati”. Poi il nulla, se non il video di Shiri, Ariel e Kfir ripreso dai terroristi.

I piccoli sono tra i 32 bambini e ragazzi da un mese in ostaggio a Gaza. Della loro sorte, non si sa nulla. Questa settimana tre madri di minori prigionieri del gruppo terrorista sono in visita in Inghilterra, per mantenere viva l’attenzione dell’opinione pubblica internazionale sul dramma di tante famiglie israeliane. Ma anche per incontrare i diplomatici del Qatar, e spingere per la creazione di un binario ad hoc con un focus sulla liberazione dei ba…

GERUSALEMME – Una madre portata via da uomini armati mentre stringe al cuore due bimbi dalle testine rosso fuoco avvolti in una coperta. Il video che ritrae Shiri Bibas e i suoi piccoli, Ariel, quattro anni e Kfir, nove mesi, è stato uno dei primi a circolare dopo la carneficina di Hamas del 7 ottobre. Quella mattina la famiglia Bibas si trovava nella loro casa nel Kibbutz Nahal Oz. Alle 9:45 l’ultimo messaggio del padre Yarden alla sorella “Sono entrati”. Poi il nulla, se non il video di Shiri, Ariel e Kfir ripreso dai terroristi.

I piccoli sono tra i 32 bambini e ragazzi da un mese in ostaggio a Gaza. Della loro sorte, non si sa nulla. Questa settimana tre madri di minori prigionieri del gruppo terrorista sono in visita in Inghilterra, per mantenere viva l’attenzione dell’opinione pubblica internazionale sul dramma di tante famiglie israeliane. Ma anche per incontrare i diplomatici del Qatar, e spingere per la creazione di un binario ad hoc con un focus sulla liberazione dei bambini.

(reuters)

“L'ultima cosa che ho sentito dire a mio figlio più piccolo un mese fa è stata una supplica che non lo portassero via: 'Sono troppo giovane. Per favore, non prendermi. Sono troppo giovane, diceva”, ha raccontato alla Bbc Renana Jacob, madre di Yagel e Or, 12 e 16 anni. Renana non era in casa in quello che in Israele è ormai noto come il sabato nero, ma è rimasta con i ragazzi al telefono finché la comunicazione non si è interrotta: “Erano terrorizzati”.


Jacob ha detto che l'ambasciatore del Qatar – stato del Golfo che mantiene stretti legami con Hamas e rappresenta uno dei canali di mediazione per il rilascio degli ostaggi – “ha dato l'impressione che il Qatar stia facendo tutto il possibile per aiutare, e io gli credo”.

(afp)

Erez, 12 anni

Anche Hadas Calderon è volata a Londra. Tra gli ostaggi ci sono anche i suoi figli Erez e Shahar. Erez ha compiuto 12 anni il 26 ottobre, nelle mani di Hamas. È stato portato via insieme alla sorella sedicenne, mentre erano in visita al padre Ofer al Kibbutz Nir Oz.

(afp)

“Non sappiamo nulla di loro”, è la testimonianza della madre alla Bbc. “Li tengono in un tunnel, nelle profondità sotterranee. Non possono vedere il cielo e il sole, e sono sicura che sono terrorizzati”. Nell’attacco, Calderon ha perso la madre Carmela, 80 anni, e una nipotina dodicenne, Noya, figlia della sorella Galit Dan. “Non sono nemmeno andata al funerale perché devo lottare per loro che sono ancora vivi", ha detto.

La famiglia Yahalomi

Quel 7 ottobre, il destino ha diviso anche la famiglia Yahalomi. La madre Batsheva è riuscita a fuggire con le figlie di dieci anni e dieci mesi. Anche lei si trova in Gran Bretagna, per raccontare quello che è successo al marito Ohad, ferito, e il figlio di 12 anni Eitan, entrambi caricati dai terroristi su una motocicletta. "Quella è stata l'ultima volta che ho visto mio figlio...”, ha detto.

(afp)

Dietro ciascuno dei 32 minori delle mani di Hamas, c’è una storia di lutto e di terrore. Nella famiglia Goldstein di Kfar Azza, il padre Nadav e la figlia maggiore Yam sono stati uccisi. La madre Chen e i tre figli Agam, 17 anni, Gal, 11 anni e Tal, nove anni, sono stati portati via.

Emily, 8 anni

Emily Hand, otto anni, doppia cittadinanza israeliana e irlandese, era andata a dormire da un’amichetta quel venerdì sera. La famiglia, residente al Kibbutz Be’eri, era stata informata dalle autorità israeliane che la bambina era stata uccisa. In un’intervista alla Cnn, il 12 ottobre, il padre Thomas aveva confessato di aver provato sollievo. “Poteva essere solo morta o a Gaza, e se sapete qualcosa di quello che fanno alla gente a Gaza, sarebbe stato peggio della morte... La notizia è stata una benedizione”.


Il 31 ottobre però le autorità si sono messe nuovamente in contatto con la famiglia Hand, per rivelare loro che molto probabilmente la piccola si trova proprio nella Striscia.

Le tante altre storie

Anche Abigail Edan, tre anni, è stata portata via da sola. Dopo che i genitori sono stati assassinati nel Kibbutz Kfar Azza, Abigail, nonostante la giovanissima età, ha avuto la presenza di spirito di correre dai vicini di casa, la famiglia Brodutch.

Il padre Avihai Brodutch è andato a cercare aiuto, lasciando la bimba con la moglie Hagar e i tre figli Ofri, Yuval, e Uriah, di dieci, otto e quattro anni. A un certo punto, Hagar non ha più risposto ai suoi messaggi. Anche loro sono portati via da Hamas. Ofir Engel ha compiuto 18 anni a Gaza, dopo essere stato preso prigioniero nel Kibbutz Be’eri dove era andato a fare visita alla sua ragazza. Hila Rotem, 12 anni è stata presa con la madre Raya che è riuscita a inviare un SMS mentre i terroristi le portavano via dalla loro casa nel Kibbutz Be’eri.

Tra i bambini rapiti ci sono anche le gemelle Yuli e Emma Cunio, tre anni, e la cuginetta Emilia, cinque, che con la mamma Danielle Alony stava visitando la sorella Sharon e il marito David Cunio a Nir Oz. Raz e Aviv Asher, tre e cinque anni, sono state portate via con la loro mamma Doron. La famiglia era a far visita alla nonna a Nir Oz. Un breve video postato su TikTok le mostra in una macchinetta circondate dai terroristi.


Le sorelle Dafna ed Ella Elyakim, di quindici e otto anni, erano a Nahal Oz dal padre, che è stato ritrovato assassinato, insieme alla nuova compagna e al figlio di lei. “Faccio appello al presidente americano Joe Biden e al primo ministro di Israele Benjamin Netanyahu”, la madre Maayan Zin ha detto in un video postato su X (in precedenza Twitter). “Se non potete riportarle da me subito, fatemi andare a Gaza da loro. Sarò l’ostaggio numero 243”.


Tra ragazzi e bambini rapiti ci sono anche Gali Tarshansky, 13 anni, Amit Shani, 16 anni, Ohad Munder, nove anni, Aisha Alziadna, 16 anni, Yuval Engel, 11 anni, Yahel Gani Shoham, tre anni, Nave Shoham, otto anni, Noam Avigdori, 12 anni, e Maya Leimberg, 17 anni. Un’altra diciassettenne, Natalie Raanan, è stata rilasciata da Hamas insieme alla madre il 20 ottobre.

Leggi i commenti