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Francia spaccata sulla marcia contro l’antisemitismo: aderiscono anche Marine Le Pen e l’estrema destra

(afp)
La manifestazione prevista per domenica a Parigi vedrà sfilare il Rassemblement National, più volte condannato in passato per aver attaccato gli ebrei. L’opposizione esprime riserve sulla partecipazione del partito: “Non è il suo posto”
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PARIGI - Anziché riunire la classe politica, provoca divisioni e polemiche la "grande marcia civile" contro l'antisemitismo prevista domenica nella capitale. Fa discutere l'adesione di Marine Le Pen e del suo delfino, Jordan Bardella, attuale leader del Rassemblement National. L'ex Front National, fondato da Le Pen senior più volte condannato per antisemitismo, si è posizionato dal 7 ottobre in una strenua difesa di Israele. Già in un primo corteo avvenuto subito dopo i progrom di Hamas, alcuni dirigenti del partito lepenista avevano per la prima volta sfilato a un raduno della comunità ebraica.

Ora è invece Le Pen in persona a voler marciare contro l'antisemitismo che esplode in Francia: più di mille attacchi registrati in appena un mese. L'idea di una grande manifestazione unitaria e bipartisan è stata lanciata dal presidente del Senato, Gérard Larcher, appartenente alla destra dei Républicains, e dalla presidente dell'Assemblée Nationale, Yaël Braun-Pivet, esponente macronista…

PARIGI - Anziché riunire la classe politica, provoca divisioni e polemiche la "grande marcia civile" contro l'antisemitismo prevista domenica nella capitale. Fa discutere l'adesione di Marine Le Pen e del suo delfino, Jordan Bardella, attuale leader del Rassemblement National. L'ex Front National, fondato da Le Pen senior più volte condannato per antisemitismo, si è posizionato dal 7 ottobre in una strenua difesa di Israele. Già in un primo corteo avvenuto subito dopo i progrom di Hamas, alcuni dirigenti del partito lepenista avevano per la prima volta sfilato a un raduno della comunità ebraica.

Ora è invece Le Pen in persona a voler marciare contro l'antisemitismo che esplode in Francia: più di mille attacchi registrati in appena un mese. L'idea di una grande manifestazione unitaria e bipartisan è stata lanciata dal presidente del Senato, Gérard Larcher, appartenente alla destra dei Républicains, e dalla presidente dell'Assemblée Nationale, Yaël Braun-Pivet, esponente macronista, già vittima di attacchi antisemiti. Ma forse i promotori del raduno non si aspettavano un'adesione così immediata dell'estrema destra. Oltre al Rassemblement National, sarà rappresentata anche l'ultradestra di Eric Zemmour e Marion Maréchal.

"Parteciperò e faccio appello a tutti i nostri membri ed elettori affinché vengano a partecipare a questa marcia", ha detto la leader di estrema destra. "Più persone ci sono, meglio sarà", ha aggiunto, assicurando di essere pronta a marciare "in fondo al corteo" se ce ne fosse bisogno. Nel governo già si teme una sorta di trappola politica: il raduno di domenica, con le immagini di Le Pen in paladina degli ebrei minacciati, potrebbe segnare la definitiva normalizzazione dell'estrema destra. "A mio parere, il Rassemblement National non ha posto in questa manifestazione", ha sottolineato il portavoce del governo Olivier Véran. Alcuni senatori della sinistra chiedono a Larcher di chiarire il fatto che "l'estrema destra non ha posto in questa marcia". Anche Stéphane Séjourné, segretario generale di Renaissance, il partito della maggioranza, ha espresso forti riserve sulla presenza di Le Pen: "Chiedo solennemente agli organizzatori e ai partiti politici partecipanti di non essere complici della banalizzazione di un partito fondato da antisemiti".

Il leader dei comunisti Fabien Roussel ha dichiarato che non sfilerà a fianco dell'erede del Front National fondato da Jean-Marie Le Pen "più volte condannato per commenti antisemiti" e da "uomini che hanno collaborato" con la Germania nazista. Jean-Luc Mélenchon, leader del partito France Insoumise, aveva già comunicato che non avrebbe partecipato alla marcia di domenica mentre ha partecipato a uno dei grandi raduni organizzati a Parigi in sostegno al popolo palestinese. Alla marcia sarà presente la premier Élisabeth Borne, il cui padre ebreo è stato deportato durante l'Occupazione.

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