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Spagna, un agguato scuote Madrid: spari al co-fondatore di Vox, Alejo Vidal-Quadras

© Gleamlight 
Agguato in pieno centro, all’ora di pranzo. L’ex vicepresidente del Parlamento europeo per i Popolari, 78 anni, non è in pericolo di vita. Si segue una pista iraniana
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Un agguato in pieno centro, all’ora di pranzo, nel quartiere della buona borghesia madrilena, Salamanca. Alejo Vidal-Quadras, politico fuori dalla scena ormai da anni, ma un passato da presidente del Pp in Catalogna, poi vicepresidente del Parlamento europeo, in seguito uno dei fondatori di Vox, ferito da un colpo di pistola al volto, è grave ma non in pericolo di vita. Appena si diffonde la notizia, subito dopo l’annuncio dell’accordo sulla legge di amnistia per gli indipendentisti catalani (che lo stesso Vidal-Quadras aveva criticato duramente poco prima in un post sui social) si comincia a speculare sulle ragioni dell’attentato, che avviene in un momento di grandi tensioni politiche in vista dell’imminente investitura di Pedro Sánchez alla presidenza del governo.

Ma sarà lo stesso politico 78enne, una volta operato alla mandibola trapassata da una pallottola di piccolo calibro, a indicare alla polizia una pista completamente diversa. Dice che l’attacco potrebbe avere a che fare co…

Un agguato in pieno centro, all’ora di pranzo, nel quartiere della buona borghesia madrilena, Salamanca. Alejo Vidal-Quadras, politico fuori dalla scena ormai da anni, ma un passato da presidente del Pp in Catalogna, poi vicepresidente del Parlamento europeo, in seguito uno dei fondatori di Vox, ferito da un colpo di pistola al volto, è grave ma non in pericolo di vita. Appena si diffonde la notizia, subito dopo l’annuncio dell’accordo sulla legge di amnistia per gli indipendentisti catalani (che lo stesso Vidal-Quadras aveva criticato duramente poco prima in un post sui social) si comincia a speculare sulle ragioni dell’attentato, che avviene in un momento di grandi tensioni politiche in vista dell’imminente investitura di Pedro Sánchez alla presidenza del governo.

Ma sarà lo stesso politico 78enne, una volta operato alla mandibola trapassata da una pallottola di piccolo calibro, a indicare alla polizia una pista completamente diversa. Dice che l’attacco potrebbe avere a che fare con i rapporti che ha avuto con esponenti dell’opposizione iraniana in esilio. Una relazione che risale al periodo in cui Vidal-Quadras era vicepresidente dell’Europarlamento e diede il suo appoggio al movimento della resistenza chiedendo che che gli Stati Uniti lo togliessero dalla lista delle organizzazioni terroristiche. Per riconoscenza, quando nacque Vox, il Consiglio nazionale di resistenza dell’Iran (Cnri) finanziò il nuovo partito con un milione di euro. E ieri sera, nel condannare l’attentato, dirigenti del Cnri hanno puntato direttamente il dito contro il regime degli ayatollah.

Così, dopo che in un primo momento la polizia aveva deciso di aprire un’indagine per “criminalità comune”, l’inchiesta è stata poi allargata a una possibile matrice terroristica. Gli inquirenti non hanno dubbi sul fatto che il modus operandi degli aggressori sia quello proprio di sicari professionisti.

Il politico è stato avvicinato da un giovane che lo aspettava nei pressi della sua casa e che gli ha sparato un solo colpo da una distanza di due metri. Poi ha raggiunto un complice che lo aspettava su una moto di grossa cilindrata, una Yamaha Tmax, con il quale è ripartito a grande velocità percorrendo contromano una strada del quartiere fino a far perdere le tracce nel traffico di Madrid.

Tra i primi a reagire alla notizia dell’attentato, il leader di Vox Santiago Abascal, che lo ha definito «un amico» e «difensore della nazione e delle istituzioni in Catalogna e della libertà di fronte ai regimi fondamentalisti». In realtà i rapporti tra i due erano gelidi da tempo, e all’interno di Vox molti consideravano Vidal-Quadras come “un traditore” da quando, nel 2015, lasciò il partito di cui era stato presidente provvisorio criticando aspramente Abascal.

Solidarietà per il politico catalano anche dal presidente del Pp, Alberto Núñez Feijóo e dal premier Pedro Sánchez. La presidente del Parlamento europeo, Roberta Metsola, si è detta «sconvolta» dalla notizia dell’agguato. Ma per tutto il giorno, sui social, si sono rincorse speculazioni di ogni tipo sulla responsabilità dell’attentato. «È colpa di Sánchez», arriva a dire qualche politico di destra. Parole in libertà per infiammare ancora di più gli animi in un momento delicato della politica spagnola.

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