Parigi, Marine Le Pen contestata alla marcia dei centomila contro l’antisemitismo
dalla nostra corrispondente Anais GinoriPARIGI — «Siamo esattamente dove dobbiamo essere» dice Marine Le Pen arrivando alla marcia contro l’antisemitismo. Una prima assoluta per la leader dell’ex Front National fondato suo padre, condannato più volte per antisemitismo. Lei ha chiuso i conti con il passato, escluso il patriarca dal partito, fatto un po’ pulizia su ex dirigenti impresentabili. E dal 7 ottobre è schierata in modo netto con il diritto di Israele a difendersi e contro la barbarie islamista di Hamas. Eccola quindi sfilare nel raduno, un po’ in disparte rispetto alla testa del corteo in cui ci sono la premier Elisabeth Borne, alcuni ministri del governo, gli ex presidenti Nicolas Sarkozy e François Hollande e rappresentanti dei vari partiti, ad eccezione della sinistra di Mélenchon.
Le Pen si è presentata all’appuntamento con una quarantina di deputati, sfilando non lontano da sua nipote Marion Marechal, ormai affiliata al partito rivale Renconquête. Questo 12 novembre 2023, con le immagini di Le Pen dentro a…
PARIGI — «Siamo esattamente dove dobbiamo essere» dice Marine Le Pen arrivando alla marcia contro l’antisemitismo. Una prima assoluta per la leader dell’ex Front National fondato suo padre, condannato più volte per antisemitismo. Lei ha chiuso i conti con il passato, escluso il patriarca dal partito, fatto un po’ pulizia su ex dirigenti impresentabili. E dal 7 ottobre è schierata in modo netto con il diritto di Israele a difendersi e contro la barbarie islamista di Hamas. Eccola quindi sfilare nel raduno, un po’ in disparte rispetto alla testa del corteo in cui ci sono la premier Elisabeth Borne, alcuni ministri del governo, gli ex presidenti Nicolas Sarkozy e François Hollande e rappresentanti dei vari partiti, ad eccezione della sinistra di Mélenchon.
Le Pen si è presentata all’appuntamento con una quarantina di deputati, sfilando non lontano da sua nipote Marion Marechal, ormai affiliata al partito rivale Renconquête. Questo 12 novembre 2023, con le immagini di Le Pen dentro a una marcia sobria, affollata, «repubblicana», sarà forse ricordato come il giorno in cui la leader dell’estrema destra ha compiuto definitivamente la sua normalizzazione. L’arrivo dei lepenisti sulla spianata degli Invalides è accolto da una piccola contestazione organizzata da militanti di Golem, collettivo ebraico di sinistra che ha voluto ricordare la matrice antisemita del Rassemblement National. Ma gli attivisti vengono rapidamente dispersi da un ingente servizio di sicurezza.
Dietro allo striscione di testa, “Pour la République, contre l’antisémitisme”, il corteo è guidato dai presidenti delle due Camere, Gérard Larcher e Yaël Braun-Pivet, promotori della marcia. Emmanuel Macron ha preferito non venire, in nome di un equilibrio istituzionale e forse anche per non ritrovarsi a pochi metri da Le Pen. «Una Francia in cui i nostri concittadini ebrei hanno paura non è la Francia» ha scritto il capo dello Stato in una lettera aperta ai francesi. «Che sia religioso, sociale, identitario o razziale, l’antisemitismo è ancora come lo descriveva Emile Zola: odioso», ha proseguito il capo dello Stato.
Almeno centomila persone, secondo la Prefettura, hanno risposto all’appello in un paese in cui la comunità ebraica vive nella minaccia permanente di attacchi e attentati. Alla marcia – che ha simbolicamente compiuto il percorso dall’Assemblée Nationale al Senato – erano presenti anche famiglie degli ostaggi in mano ad Hamas. Il presidente del Consiglio di rappresentanza delle istituzioni ebraiche ha accolto con favore la forte mobilitazione contro l’antisemitismo, che «minaccia non solo gli ebrei ma l’intera Francia». «Ma la cosa più importante è sapere cosa si farà domani» ha aggiunto Yonathan Arfi, chiedendo azioni concrete alla luce dei più dei mille attacchi contro ebrei avvenuti nell’ultimo mese.
«Non ci lasceremo sfuggire nulla» ha promesso la premier Borne che ha avuto il padre deportato durante l’Occupazione. La manifestazione era un segnale necessario, nonostante le divisioni politiche. Secondo il portavoce del governo Olivier Véran la partecipazione di Le Pen non rappresenta «unità ma indecenza». Assente non pentito Jean-Luc Mélenchon, accusato di ambiguità sull’antisemitismo, che ha boicottato il corteo a causa della presenza dell’estrema destra. «Il popolo francese rimarrà unito nonostante i suoi leader» ha commentato Mélenchon. Yaël Braun-Pivet, presidente dell’Assemblée Nationale, vittima di attacchi antisemiti, ha voluto invece esaltare la risposta popolare: «Le polemiche non devono offuscare quest’inedita iniziativa».