Il “caro estinto” rivive con l’intelligenza artificiale. In Cina il business che fa parlare con i parenti morti
dal nostro corrispondente Gianluca ModoloIl vice ministro cinese della Scienza e della Tecnologia Wu Zhaohui al summit sull'Intelligenza artificiale organizzato dal Regno Unito
(afp)PECHINO - Una chiacchierata col caro estinto. Una “resurrezione digitale” per continuare a parlare, quando ne abbiamo voglia, con chi ha lasciato questo mondo. È la nuova frontiera verso la quale si stanno lanciando varie aziende cinesi, sfruttando i progressi dell’intelligenza artificiale. Un mercato complessivo, quello dell’IA, che in Cina vale 20 miliardi di dollari.
“Qualche tempo fa eravamo al funerale della madre di un nostro collega. Iniziammo a ragionare ad un modo affinché potesse riascoltare i vari messaggi vocali che lei gli aveva lasciato nel corso degli anni su WeChat. Perché non creare invece qualcosa che simulasse una vera conversazione e riportasse ‘in vita’ la madre del nostro amico? Così ci è venuta l’idea”, racconta a Repubblica Sima Huapeng, presidente di Silicon Intelligence, società con sede a Nanchino. “La domanda per questo tipo di servizio sta crescendo. Offriamo prodotti personalizzati per i nostri clienti. Come? Abbiamo bisogno di alcune foto, e di un video …
PECHINO - Una chiacchierata col caro estinto. Una “resurrezione digitale” per continuare a parlare, quando ne abbiamo voglia, con chi ha lasciato questo mondo. È la nuova frontiera verso la quale si stanno lanciando varie aziende cinesi, sfruttando i progressi dell’intelligenza artificiale. Un mercato complessivo, quello dell’IA, che in Cina vale 20 miliardi di dollari.
“Qualche tempo fa eravamo al funerale della madre di un nostro collega. Iniziammo a ragionare ad un modo affinché potesse riascoltare i vari messaggi vocali che lei gli aveva lasciato nel corso degli anni su WeChat. Perché non creare invece qualcosa che simulasse una vera conversazione e riportasse ‘in vita’ la madre del nostro amico? Così ci è venuta l’idea”, racconta a Repubblica Sima Huapeng, presidente di Silicon Intelligence, società con sede a Nanchino. “La domanda per questo tipo di servizio sta crescendo. Offriamo prodotti personalizzati per i nostri clienti. Come? Abbiamo bisogno di alcune foto, e di un video di un paio di minuti, della persona cara che non c’è più in modo da poter creare la sua immagine di avatar. Cloniamo il suono della voce del defunto. Al parente di turno - o all’amico - facciamo delle domande sulla persona che si vuole far rivivere per ricrearne il carattere.
Mentre le fondamenta dell'aspetto e della voce di un avatar vengono costruite utilizzando strumenti di clonazione basati sull'IA, vengono sviluppati poi modelli di IA più specializzati per incorporare ricordi, personalità ed emozioni sulla base di quello che ci raccontano i clienti. Ed ecco che il nostro avatar è pronto a sostenere delle conversazioni”, spiega Sima.
Sul business della “intelligenza artificiale con il morto” si è buttata anche un’altra azienda, la Super Brain, anch'essa con sede nella provincia cinese del Jiangsu. “Abbiamo vari prodotti: da semplici clip audio e video a veri e propri chatbot interattivi”, ci spiega al telefono il fondatore Zhang Zewei. “Avatar digitali che non sono soltanto semplici simulazioni ma vere e proprie riproduzioni iper-realistiche. Abbiamo iniziato a lavorare in questo campo a marzo di quest’anno, c’è molta richiesta: siamo già a 300 clienti. Prezzo: tra i 9mila e 19mila yuan (1.100-2.300 euro, ndr).
Oggi con l’IA generativa è possibile clonare la voce di una persona con un campione audio di soli cinque o dieci secondi, mentre prima ci volevano 10 o addirittura 20 minuti di audio e spesso richiedevano la lettura di copioni specifici. Più informazioni personali ci vengono fornite, più il nostro avatar può raggiungere realismo e profondità. La maggior parte dei clienti ci contatta tramite i social e, data la delicatezza della materia, forniamo anche consulenza psicologica”.
Già, la delicatezza. Se da un lato gli esperti riconoscono che questi avatar digitali offrano un certo conforto, dall'altro presentano una serie di sfide: un eccessivo affidamento a queste entità digitali potrebbe ostacolare il naturale processo di elaborazione del lutto, mentre ci sono preoccupazioni per il potenziale uso improprio e le implicazioni etiche del "resuscitare" i morti in questo modo, come ha spiegato alla rivista Sixth Tone Tang Suqin, docente di psicologia dell'Università di Shenzhen.
“Moralmente è una scelta personale e penso che i lati positivi superino quelli negativi”, taglia corto Sima. Lo studio di Zhang ha invece introdotto un servizio di consulenza che fonde l'IA con un tocco umano. Mentre la replica digitale emula l'aspetto e la voce del defunto, un terapeuta guida la conversazione in tempo reale. “Se il nostro servizio può aiutare le persone a confortarle e a superare la perdita di qualcuno che amavano, ben venga”, spiega Zhang. “In tanti ci scrivono che quello che facciamo li ha aiutati a salvare le loro vite. Dal punto di vista economico, non ci guadagniamo molto. Ma sento che questo ha un valore più grande per le persone e per la società. È questo che mi spinge ad andare avanti. Certo che le conosciamo le preoccupazioni: ci è capitato di dover dire di no ad una signora che si era rivolta a noi. Dopo la morte della figlia aveva tentato varie volte il suicidio. In quel caso abbiamo deciso che per il suo benessere emotivo dovevamo fermarci”.