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Grecia, terremoto a sinistra: Syriza si spacca

Lo scissionista Tsakalotos

 
L’ex ministro delle Finanze Tsakalotos accusa di populismo e “pratiche trumpiane” il nuovo leader della sinistra greca Kasselakis e lascia il partito con l’ala sinistra. Syriza perderà due seggi in Parlamento
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BERLINO – Torna anche in Grecia il vecchio vizio della sinistra: la scissione. Dopo un quindicennio in cui è cresciuta da partito radicale marginale a prima forza politica della Grecia, in cui è andata al governo e ha dovuto far ingoiare al Paese tra il 2015 e il 2019 l’ultimo e il più drammatico pacchetto di austerità, Syriza si spacca. Una pattuglia di 45 membri di spicco della sinistra greca si è riunita attorno all’ex ministro delle Finanze Euclid Tsakalotos per annunciare che fonderà una nuova forza politica, “Ombrela” (“ombrello”). La mossa priverà Syriza di due seggi in Parlamento.

"Ci ostiniamo a essere di sinistra e la nostra visione è un socialismo con libertà e democrazia”, recita il comunicato del neonato partito, che accusa anche l’attuale leader di Syriza, Stefanos Kasselakis, di adottare “pratiche trumpiane” e un “populismo di destra”. Tsakalotos si porta via anche alcuni pesi massimi di Syriza come gli ex ministri Theodoros Dritsas, Nikos Filis e Andreas Xanthos.

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BERLINO – Torna anche in Grecia il vecchio vizio della sinistra: la scissione. Dopo un quindicennio in cui è cresciuta da partito radicale marginale a prima forza politica della Grecia, in cui è andata al governo e ha dovuto far ingoiare al Paese tra il 2015 e il 2019 l’ultimo e il più drammatico pacchetto di austerità, Syriza si spacca. Una pattuglia di 45 membri di spicco della sinistra greca si è riunita attorno all’ex ministro delle Finanze Euclid Tsakalotos per annunciare che fonderà una nuova forza politica, “Ombrela” (“ombrello”). La mossa priverà Syriza di due seggi in Parlamento.

"Ci ostiniamo a essere di sinistra e la nostra visione è un socialismo con libertà e democrazia”, recita il comunicato del neonato partito, che accusa anche l’attuale leader di Syriza, Stefanos Kasselakis, di adottare “pratiche trumpiane” e un “populismo di destra”. Tsakalotos si porta via anche alcuni pesi massimi di Syriza come gli ex ministri Theodoros Dritsas, Nikos Filis e Andreas Xanthos.

L’ex ministro Tsakalotos

Tsakalotos, ex professore di economia di Oxford, era stato nominato alla guida delle Finanze della disastrata Grecia nel 2015, dopo sei mesi di drammatico braccio di ferro tra la troika e il suo predecessore, Yannis Varoufakis, che avevano trascinato Atene sull’orlo della bancarotta. A Tsakalotos era toccato l’ingrato compito di infliggere al suo Paese l’ultimo “memorandum” lacrime e sangue sottoscritto dall’allora premier Alexis Tsipras con l’Europa. Il governo successivo del conservatore Kyriakos Mitsotakis ha raccolto dal 2019 i frutti di quegli anni di sacrifici. Ma alla lunga il ritorno all’opposizione ha nuociuto alla sinistra greca.

Il terremoto nel partito è cominciato a giugno, dopo la batosta incassata alle ultime elezioni: Syriza è stata letteralmente doppiata dal partito di governo Nea Dimokratia guidato dal premier Kyriakos Mitsotakis. Di conseguenza il leader della sinistra, il carismatico ex premier Alexis Tsipras che in tutti questi anni era riuscito a tenere insieme le variegate anime del suo partito, ha gettato la spugna. E dalle primarie di settembre è emersa una sorpresa.

Alla contesa per la segreteria si è imposto l’outsider Stefanos Kasselakis, che ha battuto la candidata favorita, l’ex ministra del Lavoro, Effie Achtsioglou. Anche Tsakalotos si era candidato: è arrivato terzo. La vittoria di Kassekalis, figlio di un armatore, ex uomo di Goldman Sachs, gay dichiarato e liberale, ha suscitato molti malumori nell’ala sinistra del partito. Che ha deciso lo strappo. Un epilogo drammatico per una forza politica che dal 5% del 2009 era cresciuto in pochi anni fino a conquistare il 35% dei voti ma che in questi ultimi quattro anni all’opposizione è crollato al 18%.

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