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Natura e terapia, così i sopravvissuti al rave ritrovano se stessi in un resort di lusso a Cipro

Foto Facebook / Secret Forest

 
In tre giorni 1400 ragazzi scampati alla tragedia del 7 ottobre si sono iscritti per partecipare gratuitamente al programma per la riabilitazione dopo il trauma. Presenti anche decine di volontari psicologi, insegnanti di meditazione, yoga e tecniche di rilassamento
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GERUSALEMME – “Se un mese fa qualcuno mi avesse chiesto come vedevo le prossime settimane, non avrei mai immaginato quello che sarebbe successo.” A scriverlo sul suo profilo Facebook, è Yoni Kahana, israeliano residente a Cipro e proprietario di vari alberghi sull’isola, tra cui il resort “Secret Forest,” un piccolo angolo di paradiso tra boschi e torrenti che promette agli ospiti di rigenerarsi.

Alcuni giorni dopo la carneficina del 7 ottobre, Kahana, dopo aver a lungo rimuginato su cosa fare per dare il suo contributo in un momento così difficile per Israele, si è rivolto online ai sopravvissuti del Supernova, il festival di musica trance psichedelica che si stava svolgendo vicino al Kibbutz Re’im nella notte tra il 6 e il 7 ottobre - divenuta obiettivo dei terroristi di Hamas, la festa si è trasformata in tragedia, con i tremila giovani che vi partecipavano falciati da mitra e granate e un bilancio di circa 260 morti.

“Ci siamo mobilitati e abbiamo creato uno spazio di riabili…

GERUSALEMME – “Se un mese fa qualcuno mi avesse chiesto come vedevo le prossime settimane, non avrei mai immaginato quello che sarebbe successo.” A scriverlo sul suo profilo Facebook, è Yoni Kahana, israeliano residente a Cipro e proprietario di vari alberghi sull’isola, tra cui il resort “Secret Forest,” un piccolo angolo di paradiso tra boschi e torrenti che promette agli ospiti di rigenerarsi.

Alcuni giorni dopo la carneficina del 7 ottobre, Kahana, dopo aver a lungo rimuginato su cosa fare per dare il suo contributo in un momento così difficile per Israele, si è rivolto online ai sopravvissuti del Supernova, il festival di musica trance psichedelica che si stava svolgendo vicino al Kibbutz Re’im nella notte tra il 6 e il 7 ottobre - divenuta obiettivo dei terroristi di Hamas, la festa si è trasformata in tragedia, con i tremila giovani che vi partecipavano falciati da mitra e granate e un bilancio di circa 260 morti.

“Ci siamo mobilitati e abbiamo creato uno spazio di riabilitazione al Secret Forest di Cipro, un ambiente professionale solidale e accogliente, guidato da un team di terapisti israeliani qualificati ed esperti in casi di ansia e trauma", ha scritto Kahana. “Invitiamo i sopravvissuti del Nova a venire da noi gratuitamente”. L’albergatore si aspettava qualche decina di adesioni. Nel giro di tre giorni però, si sono iscritte 1400 persone, e decine di psicologi, insegnanti di meditazione, yoga e tecniche di rilassamento si sono offerti come volontari.

Da fine ottobre così i ragazzi partono in gruppi di una cinquantina di persone, e trascorrono a Cipro alcuni giorni, per cercare una via per riprendersi dal trauma di quei momenti, fatti di pallottole che volavano sopra le loro teste, di amici falciati per non rialzarsi più, e della paura di non sopravvivere.

“Ero indeciso se venire”, Idan Itzhaki, 26 anni, ha raccontato in un’intervista al canale israeliano Channel 12. “Sono arrivato confuso, non sapevo davvero dove stessi andando. La verità è che per venire qui sono uscito di casa per la prima volta dopo quel giorno”.

Al Secret Forest i partecipanti ricevono assistenza psicologica individuale e di gruppo, fanno passeggiate nella natura, ascoltano musica, si rilassano in piscina. Ma soprattutto si ritrovano tra coetanei che hanno vissuto la stessa esperienza, un fattore importantissimo.

“Qui non abbiamo bisogno di spiegare cos’è successo", Kesem Kertis, 24 anni, ha detto a Channel 12. “Eravamo lì tutti insieme e alla fine stare con persone che capiscono davvero quello che abbiamo passato è quello che vogliamo tutti”. “A casa mi sembra che la famiglia e gli amici mi guardino in modo diverso da quel giorno”, le ha fatto eco Shahar Grufer, 25 anni. “Qui invece è tutto così naturale. Mi sembra di essere tornata me stessa”.

Quello di portare i ragazzi fuori da Israele, che dal 7 ottobre si trova in stato di guerra e dove è difficile lasciarsi alle spalle l’ansia e le cattive notizie, è uno degli elementi chiave del percorso terapeutico offerto alla Secret Forest. “La nostra missione è quella di offrire un programma unico in cui ospitare 50 giovani adulti miracolosamente sopravvissuti al massacro di Nova e fornire loro gli strumenti per la riabilitazione, la guarigione fisica e mentale, per ritrovare la passione per la vita e riprendersi da traumi e ansia”, ha spiegato lo psicologo Maor Arieli, che organizza l’iniziativa insieme a Kahana.

Se Kahana ha coperto il costo dei primi ragazzi, con una lista d’attesa di oltre mille persone ora si è rivolto al pubblico per cercare donatori che sponsorizzino i partecipanti (180 euro per un giorno, 600 per l’intero periodo). Per molti l’esperienza sembra davvero aiutare.

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“Prima di venire qui, ogni notte mi svegliavo in preda agli incubi e avevo paura di andare a dormire”, ha raccontato Kertis. “La prima notte qui è stato difficile ma poi sono riuscita a dormire senza prendere pillole e senza incubi. Qui per la prima volta ho provato di nuovo una sensazione di tranquillità”. La ragazza ha sottolineato che si è chiesta se partire fosse una scelta etica. “Mi sono domandata se fosse giusto venire qui, quando ci sono tante persone che soffrono. Loro soffrono e io mi trovo a ridere mentre bevo un bicchiere di vino? Ma ho capito che questo è un momento per concentrarmi su me stessa e tornare a vivere.”

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