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Roma, Parigi e Berlino alla Ue: “L’Anp governi anche Gaza”

(ansa)
Per i tre Paesi europei la Striscia dovrà diventare parte di uno Stato palestinese
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BRUXELLES - L’Italia è pronta a mandare i Carabinieri in Israele. Per fare da mediazione tra le polizie israeliana e palestinese. Lo ha annunciato ieri il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, durante il consiglio dei ministri Ue degli Esteri che si è svolto a Bruxelles. Al centro del summit il conflitto in Medio Oriente per il quale l’Unione europea chiede immediate «pause umanitarie». Anche se tra i 27 si è confermata l’assenza di una vera linea unitaria. Alcuni Paesi, infatti, come Spagna e Belgio, chiedono un vero e proprio cessate il fuoco.

Il ruolo europeo, insomma, appare davvero molto debole anche nella prospettiva di una fase postbellica. Sulla quale insiste un documento presentato congiuntamente da Italia, Francia e Germania. Ulteriore segno delle divisioni all’interno dell’Unione.

«Gaza – ha insistito Tajani - dev’essere parte di un futuro Stato palestinese. Noi riteniamo che l’unica organizzazione legittimata a governarlo sia l’Anp che deve naturalmente modificarsi, …

BRUXELLES - L’Italia è pronta a mandare i Carabinieri in Israele. Per fare da mediazione tra le polizie israeliana e palestinese. Lo ha annunciato ieri il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, durante il consiglio dei ministri Ue degli Esteri che si è svolto a Bruxelles. Al centro del summit il conflitto in Medio Oriente per il quale l’Unione europea chiede immediate «pause umanitarie». Anche se tra i 27 si è confermata l’assenza di una vera linea unitaria. Alcuni Paesi, infatti, come Spagna e Belgio, chiedono un vero e proprio cessate il fuoco.

Il ruolo europeo, insomma, appare davvero molto debole anche nella prospettiva di una fase postbellica. Sulla quale insiste un documento presentato congiuntamente da Italia, Francia e Germania. Ulteriore segno delle divisioni all’interno dell’Unione.

«Gaza – ha insistito Tajani - dev’essere parte di un futuro Stato palestinese. Noi riteniamo che l’unica organizzazione legittimata a governarlo sia l’Anp che deve naturalmente modificarsi, modernizzarsi. In una fase di transizione potrebbe esserci una presenza delle Nazioni unite tipo Unifil, come c’è al confine» tra Israele e Libano. In questo quadro l’Italia, «lo ha detto anche il ministro Crosetto, invierà i Carabinieri per poter svolgere un ruolo di ponte tra le polizie palestinese e israeliana». Con «l’obiettivo finale di creare due Stati». Il documento congiunto tra Roma, Parigi e Berlino, allora, punta a «isolare Hamas, impedirgli di nuocere, ridurre i suoi finanziamenti ed evitare che ci sia un’impennata di antisemitismo in Europa e nel mondo».

«Il quadro – è la sintesi della riunione fatta dall’Alto Rappresentante Ue, Josep Borrell - può essere riassunto in tre sì e tre no. I tre no sono: no allo sfollamento forzato della popolazione fuori da Gaza. Secondo no è il territorio di Gaza che non va ridotto, non possiamo accettare un’occupazione di Gaza da parte di Israele e nemmeno un ritorno di Hamas. Il terzo no: Gaza non va slegata dal resto del territorio palestinese».

I tre “sì” invece riguardano il ruolo di una autorità palestinese nella Striscia di Gaza: «Non l’Autorità palestinese ma un’autorità che abbia legittimità definita e sancita dal Consiglio di sicurezza dell’Onu». Poi un «maggiore coinvolgimento dei Paesi arabi nella ricerca di una soluzione». Infine, «un impegno dell’Ue. Siamo stati assenti e abbiamo delegato la soluzione agli Stati Uniti. L’Europa deve impegnarsi di più. Se non lo facciamo la violenza si perpetuerà per generazioni». Borrell da oggi inizierà un giro nell’area visitando Israele, Palestina, Bahrein, Arabia Saudita, Qatar e Giordania. Lo scopo restano adesso gli aiuti umanitari. Anche per questo sono allo studio, su proposta di Cipro, «porti galleggianti” per aprire «corridoi marittimi» verso Gaza.

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