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Biden verso il vertice con Xi: obiettivo “allentare le tensioni”

L’incontro domani l vertice Apec di San Francisco. “Quella tra Usa e Cina è una relazione competitiva, che può facilmente virare verso il conflitto se non viene gestita bene”, così il consigliere americano per la Sicurezza nazionale Sullivan
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SAN FRANCISCO – «Quella tra Usa e Cina è una relazione competitiva, che può facilmente virare verso il conflitto se non viene gestita bene. È la prima responsabilità che abbiamo, e sarà in cima all’agenda dell’incontro tra i presidenti Biden e Xi». Così il consigliere per la Sicurezza nazionale Sullivan ha inquadrato il bilaterale di domani, a margine del vertice Apec di San Francisco. Vale per l’Ucraina e il Medio Oriente, dove il capo della Casa Bianca solleciterà il collega di Pechino a svolgere un ruolo responsabile, ma riguarda anche gli Usa, dove venerdì lo shutdwon potrebbe paralizzare le attività dello Stato, se la maggioranza repubblicana alla Camera non sbloccherà le misure necessarie a finanziare il governo: «Sarebbe devastante. Per i nostri militari e per Kiev, perché la finestra per continuare ad assisterla si sta chiudendo».

SAN FRANCISCO – «Quella tra Usa e Cina è una relazione competitiva, che può facilmente virare verso il conflitto se non viene gestita bene. È la prima responsabilità che abbiamo, e sarà in cima all’agenda dell’incontro tra i presidenti Biden e Xi». Così il consigliere per la Sicurezza nazionale Sullivan ha inquadrato il bilaterale di domani, a margine del vertice Apec di San Francisco. Vale per l’Ucraina e il Medio Oriente, dove il capo della Casa Bianca solleciterà il collega di Pechino a svolgere un ruolo responsabile, ma riguarda anche gli Usa, dove venerdì lo shutdwon potrebbe paralizzare le attività dello Stato, se la maggioranza repubblicana alla Camera non sbloccherà le misure necessarie a finanziare il governo: «Sarebbe devastante. Per i nostri militari e per Kiev, perché la finestra per continuare ad assisterla si sta chiudendo».

Parlando coi giornalisti, Sullivan ha detto che «i leader discuteranno gli elementi fondamentali delle relazioni bilaterali, e come tenere aperte le linee di comunicazione, per gestire la competizione con la diplomazia intensa. Ci aspettiamo anche risultati su interessi comuni, come il blocco dei traffici di Fentanyl; ristabilire i contatti tra militari, fondamentali per evitare errori o escalation; la guerra russa in Ucraina e la crisi in Medio Oriente». Quanto a Taiwan, «il presidente esporrà la sua visione per la pace a la stabilità dello Stretto». Sullivan ha detto che «il sostegno militare alla Russia sullo sfondo della guerra in Ucraina» sarà tema di pressione, anche se Washington ancora non ha notizia che Pechino abbia fornito armi a Mosca. Non ha confermato invece che i due leader si accorderanno per il bando dell’uso dell’intelligenza artificiale nelle armi autonome.

Sul Medio Oriente, Biden dirà a Xi che «se l’Iran destabilizza la regione, ciò non è nell’interesse della Cina e di tutti i Paesi responsabili. Pechino ha la capacità di richiamare Teheran su questo punto». I bombardamenti in Siria sono una risposta agli attacchi delle milizie filo iraniane contro i soldati americani, e continueranno. A Gaza gli Usa «lavorano per liberare gli ostaggi. È la priorità e proseguono i negoziati col Qatar. Ma bisogna aumentare l’assistenza umanitaria, decretare pause tattiche di più di 4 ore, per favorire il rilascio dei prigionieri, lo spostamento degli sfollati e la consegna degli aiuti».

Biden ieri ha chiesto “azioni meno invasive” contro l’ospedale di al-Shifa, e Sullivan ha ribadito che è una priorità: «Gli ospedali vanno protetti». Però ha ribadito che «Israele ha il diritto di difendersi dai terroristi, anche perché Hamas ha avvertito che vuole ripetere attacchi come il 7 ottobre fino a quando non esisterà più. Punta a uno stato permanente di guerra, che nessuno accetterebbe».

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