Ha ospitato più di 5mila detenuti assassinati o fatti scomparire nel nulla, diventando poi il simbolo degli orrori della dittatura argentina e la sede del suo memoriale. Ora Il Museo della Memoria, emblema dei crimini della dittatura militare argentina, sito nella sede della ex Escuela Mecanica de la Armada (Esma), è a rischio chiusura, almeno se a vincere le presidenziali sarà Javier Milei. potrebbe venire chiuso in caso di vittoria del candidato di estrema destra: lo ha affermato la vicepresidente in pectore, Victoria Villaruel, conosciuta per la sua controversa attività come avvocata difensore di ex militari e delle vittime del terrorismo di sinistra e per le sue posizioni ultraconservatrici.
"È uno spreco di spazio, sono 17 ettari di cui gli argentini potrebbero approfittare", ha affermato Villaruel parlando dell'Esma, sito riconosciuto quest'anno dall'Unesco come patrimonio mondiale dell'umanità. "Era un'area destinata alla costruzione di scuole e quello di cui più abbiamo bisogno sono le scuole", ha aggiunto.
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Dal golpe del 1976 l’Esma divenne uno degli oltre 600 luoghi segreti dove furono rinchiusi, torturati, violentati e spesso fatti sparire circa 5 mila prigionieri politici. Giovani, soprattutto: donne e uomini presi per strada, a casa, nei posti di lavoro, all’università e arrestati perché sospettati di simpatie per la sinistra e i gruppi armati attivi in quel periodo.
"Il riferimento della candidata alle scuole è inquietante perché l'Esma era una scuola della Marina militare e gli alunni di quella scuola venivano utilizzati per custodire il centro clandestino di sterminio che funzionava lì dentro", ha commentato Miriam Lewin, ex detenuta dell'Esma e autrice insieme al fotografo italiano Giancarlo Ceraudo dell'inchiesta sui voli della morte, 'Destino Final'. Secondo Lewin ormai non è più corretto parlare di "un discorso negazionista" in relazione a Villaruel e al suo partito. "Si tratta di apologia e rivendicazione della dittatura", ha affermato.