Esteri

Il video della ricercatrice russo-israeliana rapita a marzo in Iraq: “Sono una spia di Cia e Mossad”

È la prima prova di vita di Elizabeth Tsurkov negli ultimi otto mesi. La donna, forse ostaggio della formazione Kataib Hezbollah, parla nel filmato della guerra di Gaza

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Un canale televisivo iracheno ha trasmesso un video di Elizabeth Tsurkov, la ricercatrice 37enne russo-israeliana rapita a fine marzo a Bagdad. È la prima prova di vita della donna dal rapimento, che il governo di Israele aveva reso pubblico a luglio.

Nel filmato, Tsurkov parla in ebraico (con sottotitoli in arabo) per circa quattro minuti. Fa riferimenti alla guerra in corso a Gaza, il che dimostra che il video è stato registrato dopo l’attacco di Hamas del 7 ottobre.

La donna, che presumibilmente è stata costretta a recitare un testo dettatole dai rapitori, afferma di aver lavorato per il Mossad e la Cia in Siria e in Iraq. “Sono stata rapita sette mesi fa. Ho servito lo Stato di Israele. Finora non è stato fatto nulla per liberarmi”, conclude.

Il video è circolato anche su canali social vicini a Kataib Hezbollah, la milizia irachena sostenuta dall’Iran che secondo Israele sarebbe responsabile del rapimento. I miliziani hanno sempre smentito un loro coinvolgimento nella vicenda.

Tsurkov studia all’Università di Princeton, negli Stati Uniti; era entrata in Iraq - presumibilmente con passaporto russo - per fare ricerca per il dottorato. Sua sorella Emma ha scritto su X (già Twitter) che vedere in vita Elizabeth è “un’ottima notizia e un passo importante” negli sforzi per riportare a casa l’ostaggio.

Il consigliere alla Comunicazione del primo ministro iracheno Mohammed Shia' Al Sudani, ha detto all’agenzia francese Afp che le forze di sicurezza irachene continuano a seguire il caso.

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