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Gaza, i tank israeliani accerchiano al-Shifa. L’intelligence Usa: “È lì la base di Hamas”

Dure critiche del segretario generale dell’Onu Guterres e di diversi Paesi occidentali, che chiedono al governo di Israele il cessate il fuoco immediato e l’apertura del valico di Kerem Shalom per permettere l’ingresso degli aiuti umanitari
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Tel Aviv — L’ospedale al-Shifa, il più grande di Gaza City, è circondato dai carri armati dell’esercito israeliano. Le operazioni militari per prenderne il controllo sono entrate nella fase cruciale e, forse, decisiva. I medici che sono ancora dentro riferiscono di combattimenti in corso ed esplosioni nei dintorni. E ora non è più solo Israele a sostenere che sotto gli ambulatori e le sale operatorie ci siano i rifugi dei miliziani responsabili del massacro del 7 Ottobre. Dagli Stati Uniti, infatti, arriva la stessa indicazione. «Abbiamo informazioni che confermano che Hamas e la Jihad islamica palestinese usano alcuni ospedali della Striscia di Gaza, tra cui al-Shifa e la rete di tunnel sottostante, per le loro operazioni militari, come nascondiglio per gli ostaggi, e probabilmente anche per immagazzinare armi», ha detto John Kirby, portavoce delle Consiglio nazionale di sicurezza della Casa Bianca. «È un comportamento che si configura come crimine di guerra».

Kirby ha rilascia…

Tel Aviv — L’ospedale al-Shifa, il più grande di Gaza City, è circondato dai carri armati dell’esercito israeliano. Le operazioni militari per prenderne il controllo sono entrate nella fase cruciale e, forse, decisiva. I medici che sono ancora dentro riferiscono di combattimenti in corso ed esplosioni nei dintorni. E ora non è più solo Israele a sostenere che sotto gli ambulatori e le sale operatorie ci siano i rifugi dei miliziani responsabili del massacro del 7 Ottobre. Dagli Stati Uniti, infatti, arriva la stessa indicazione. «Abbiamo informazioni che confermano che Hamas e la Jihad islamica palestinese usano alcuni ospedali della Striscia di Gaza, tra cui al-Shifa e la rete di tunnel sottostante, per le loro operazioni militari, come nascondiglio per gli ostaggi, e probabilmente anche per immagazzinare armi», ha detto John Kirby, portavoce delle Consiglio nazionale di sicurezza della Casa Bianca. «È un comportamento che si configura come crimine di guerra».

Kirby ha rilasciato queste dichiarazioni ai giornalisti che erano a bordo dell’Air Force One in volo verso San Francisco dove il presidente Biden partecipa al summit dei leader Asia-Pacifico. Ha detto che tali informazioni «provengono da una varietà di fonti di intelligence, anche americane», per specificare che i dati in loro possesso non sono semplicemente i report dei servizi israeliani. E anche se ha aggiunto che gli Stati Uniti «non vogliono vedere uno scontro a fuoco in un ospedale dove persone innocenti, indifese e malate stanno semplicemente cercando di ottenere le cure mediche», e che dunque non sono favorevoli nemmeno agli attacchi «dall’alto», gli analisti leggono l’uscita di Kirby come tacito via libera all’operato dei soldati dell’Idf, impegnati da giorni in combattimenti nei pressi, e anche dentro, le strutture sanitarie di Gaza dove si segnalano morti tra i pazienti. Ricevendo per questo le dure critiche del segretario generale dell’Onu Guterres e di diversi Paesi occidentali, che chiedono al governo di Israele il cessate il fuoco immediato e l’apertura del valico di Kerem Shalom per permettere l’ingresso degli aiuti umanitari.

Forse non è un caso, quindi, che subito dopo le parole di Kirby, il ministro della difesa di Gaza, controllato da Hamas, ha fatto sapere che al-Shifa è effettivamente circondato dai tank. «Ci sono sparatorie ed esplosioni attorno al complesso ospedaliero», ha detto all’emittente Al Jazeera uno dei dottori. «Non possiamo andarcene, temiamo un raid israeliano». Hamas ha negato le accuse americane, mentre il suo portavoce in Libano, Osama Hamdan, dice che la battaglia è ancora all’inizio. «La fase successiva sarà più grande e più intensa». Gli Hezbollah libanesi hanno rivendicato tre attacchi contro l’esercito israeliano dal sud del Libano. Come si apprende dalla tv al -Manar del Partito di Dio, i combattenti libanesi hanno sparato contro caserme e postazioni militari dell’Idf nelle località di Birket Risha, Marj e a Ruwaysat al Alam nelle contese Fattorie di Shebaa. Ci sono almeno due feriti israeliani, e altri tre sono registrati a Tel Aviv a causa di razzi lanciati dalla Striscia. Uno dei tre, un ragazzo di 20 anni, è in gravi condizioni.

Sul campo le truppe dello Stato ebraico, dopo aver sostanzialmente preso il Nord della Striscia, hanno in pugno diverse istituzioni governative di Hamas: oltre al parlamento, il comando della polizia e la facoltà di ingegneria, «utilizzata la produzione e lo sviluppo di armamenti». Occupata anche la residenza del governatore.

Il bilancio dei vittime del conflitto, calcolato dalle autorità locali palestinesi, è stato aggiornato a 11.451 persone morte nella Striscia di Gaza e in Cisgiordania dal 7 ottobre ad oggi, mentre i feriti sono 31.700. Medici Senza Frontiere, che ha dei chirurghi che lavorano dentro al-Shifa, denuncia spari contro la propria sede, non lontana dall’ospedale. La direzione dell’Al-Rantisi, un altro ospedale, ha comunicato che a causa delle bombe «sono stati evacuati i pazienti, gli sfollati e il personale medico».

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