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Lotta contro il fentanyl: accordo tra Cina e Usa, passo verso il disgelo

(afp)
Intesa al vertice di San Francisco tra Biden e Xi. Pechino pronta a perseguire i trafficanti Washington in cambio eliminerà una serie di sanzioni imposte al regime di Xi
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SAN FRANCISCO — Fermare la strage del Fentanyl, che ogni giorno uccide più di 180 americani con le overdose. Questo potrebbe diventare il primo passo verso la riconciliazione tra Usa e Cina, o quanto meno la gestione responsabile della loro competizione, se come anticipato i presidenti Biden e Xi firmeranno l’accordo per contrastare il traffico degli oppiacei sintetici, nel bilaterale di oggi a margine del vertice dell’Apec.

Il Fentanyl, come spiega la Drug Enforcement Administration del Dipartimento alla Giustizia, era stato sviluppato nel 1959 e legalmente approvato dalla Food and Drug Administration come analgesico e anestetico. È cinquanta volte più potente dell’eroina e cento volte della morfina. Negli ultimi anni è diventato il prodotto favorito dei narcotrafficanti, anche per i problemi con la coltivazione dell’oppio in Paesi come l’Afghanistan. I precursori chimici vengono realizzati in larga parte in Cina e poi venduti in Messico, dove i cartelli li trasformano nella droga c…

SAN FRANCISCO — Fermare la strage del Fentanyl, che ogni giorno uccide più di 180 americani con le overdose. Questo potrebbe diventare il primo passo verso la riconciliazione tra Usa e Cina, o quanto meno la gestione responsabile della loro competizione, se come anticipato i presidenti Biden e Xi firmeranno l’accordo per contrastare il traffico degli oppiacei sintetici, nel bilaterale di oggi a margine del vertice dell’Apec.

Il Fentanyl, come spiega la Drug Enforcement Administration del Dipartimento alla Giustizia, era stato sviluppato nel 1959 e legalmente approvato dalla Food and Drug Administration come analgesico e anestetico. È cinquanta volte più potente dell’eroina e cento volte della morfina. Negli ultimi anni è diventato il prodotto favorito dei narcotrafficanti, anche per i problemi con la coltivazione dell’oppio in Paesi come l’Afghanistan. I precursori chimici vengono realizzati in larga parte in Cina e poi venduti in Messico, dove i cartelli li trasformano nella droga che poi vendono negli Stati Uniti. Secondo i dati dei Centers for Disease Control and Prevention, nel 2011 c’erano state circa 2.600 overdose mortali in America, ma nel 2021 sono salite a oltre 68mila, ossia 186 al giorno.

Una strage. Peggio del Vietnam, o di qualsiasi altro conflitto combattuto dagli Usa dopo la Seconda Guerra Mondiale. Parlando con Repubblica dopo l’arresto del boss Matteo Messina Denaro, l’ex direttore dell’Fbi Louis Freeh aveva lanciato l’allarme, perché le famiglie mafiose stanno esportando questo flagello anche in Italia.

Le vittime in America sono concentrate in larga parte tra la popolazione bianca che ha perso lavoro, reddito e peso sociale negli ultimi decenni, alimentando il fenomeno che il premio Nobel Angus Deaton e sua moglie Anne Case hanno definito le “Death of Dispear”, le morti per disperazione. Ciò ha generato anche un risentimento e una reazione politica, cavalcata soprattutto da Donald Trump nella campagna presidenziale del 2016.

Ovviamente negli Usa c’è un grave problema di domanda delle droghe, ma fermare l’offerta è una parte essenziale del piano per contrastare l’epidemia degli oppiacei. Perciò Biden ha deciso di affrontare la questione, anche in vista delle elezioni del prossimo anno, considerando che Trump e gli altri candidati repubblicani come DeSantis e Haley propongono il blocco navale e l’invio dell’esercito Usa in Messico per combattere i narcos. L’accordo con Xi, secondo Bloomberg e altri media che lo hanno anticipato, prevede che la Cina perseguirà la produzione e l’esportazione dei precursori, in cambio dell’eliminazione delle sanzioni imposte da Washington contro l’Istituto di Scienze Forensi di Pechino, accusato di collaborare alla repressione degli Uiguri nello Xinjiang.

Potrebbe rappresentare un primo passo per riavviare la collaborazione, concentrandosi su un’emergenza concreta di interesse comune. Poi si tratterà di vedere con quanta serietà la Cina perseguirà i trafficanti, e dove i narcos cercheranno di spostare la produzione degli oppiacei sintetici.

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