Cina-Usa, oggi il vertice Biden-Xi a San Francisco. Casa Bianca: “Riportiamo alla normalità le comunicazioni”
dal nostro corrispondente Gianluca ModoloPECHINO - Ancora poche ore e ad una quarantina di chilometri da San Francisco, nella villa di campagna che fu set negli anni Ottanta della soap opera Dynasty, andrà in scena il vertice dell’anno. Il primo faccia a faccia tra i leader delle due superpotenze mondiali da quando Xi Jinping e Joe Biden si incontrarono al G20 di Bali dello scorso anno. Un colloquio che, come ha sottolineato il presidente statunitense alla vigilia, deve servire a riportare le comunicazioni tra Stati Uniti e Cina alla “normalità”. Nonostante le molte divergenze. La cosa più importante per entrambi sarà garantire che le relazioni sino-americane, estremamente tese, rimangano sotto controllo.
“Per essere in grado di alzare il telefono e parlare tra di noi in caso di crisi. Essere in grado di assicurarsi che i nostri militari abbiano ancora contatti tra loro", ha detto Biden ai giornalisti alla Casa Bianca prima di partire per il vertice Apec (Asia-Pacific Economic Cooperation) dove incontrerà Xi. "Non stiamo ce…
PECHINO - Ancora poche ore e ad una quarantina di chilometri da San Francisco, nella villa di campagna che fu set negli anni Ottanta della soap opera Dynasty, andrà in scena il vertice dell’anno. Il primo faccia a faccia tra i leader delle due superpotenze mondiali da quando Xi Jinping e Joe Biden si incontrarono al G20 di Bali dello scorso anno. Un colloquio che, come ha sottolineato il presidente statunitense alla vigilia, deve servire a riportare le comunicazioni tra Stati Uniti e Cina alla “normalità”. Nonostante le molte divergenze. La cosa più importante per entrambi sarà garantire che le relazioni sino-americane, estremamente tese, rimangano sotto controllo.
“Per essere in grado di alzare il telefono e parlare tra di noi in caso di crisi. Essere in grado di assicurarsi che i nostri militari abbiano ancora contatti tra loro", ha detto Biden ai giornalisti alla Casa Bianca prima di partire per il vertice Apec (Asia-Pacific Economic Cooperation) dove incontrerà Xi. "Non stiamo cercando un decoupling dalla Cina, ma stiamo cercando di cambiare le relazioni in meglio".
A che ora e dove si vedranno Biden e Xi
Secondo tre alti funzionari dell’amministrazione Usa citati dall’Associated Press, i due leader si incontreranno a Filoli Estate, villa in stile georgiano con giardini rinascimentali all’inglese ad una quarantina di chilometri a sud di San Francisco. L’inizio dei colloqui è previsto alle 10.45, ora locale, quando in Italia saranno le 19.45 e in Cina già notte fonda. L’incontro potrebbe durare diverse ore.
I due leader sono arrivati in città ieri pomeriggio accolti da centinaia di manifestanti che si sono allineati lungo il percorso del loro corteo, sventolando bandiere cinesi, taiwanesi e tibetane e cartelli sia di sostegno sia di opposizione al leader cinese. Manifestanti pro e contro la Cina si sono riuniti anche vicino al Moscone Center, sede degli incontri del vertice Apec.
I temi dell’incontro
La lista dei temi in agenda è molto lunga. Ma già si intravedono segnali di cooperazione. Ieri Bloomberg annunciava l’imminente accordo sul fentanyl, mentre questa mattina Pechino e Washington - i due più grandi inquinatori del pianeta - hanno annunciato il lancio di un gruppo di lavoro in vista della Cop28 che si concentrerà su transizione energetica, metano, economia circolare ed efficienza delle risorse, emissioni di carbonio, concordando di "perseguire gli sforzi per triplicare la capacità di energia rinnovabile a livello globale entro il 2030”. Il clima, come sempre, resta il terreno dove le due superpotenze riescono ad andare in qualche modo d’accordo. L’annuncio fa seguito agli incontri tra i due inviati per il clima, Xie Zhenhua e John Kerry, avvenuti una decina di giorni fa in California.
Biden e Xi dovrebbero poi annunciare un accordo che ripristinerebbe i colloqui nell'ambito del cosiddetto Accordo consultivo militare marittimo. L'accordo è utilizzato dalle marine e dalle forze aeree degli Stati Uniti e dell'Esercito Popolare di Liberazione per migliorare la sicurezza nei cieli e in mare.
Il nodo militare
Quello del ripristino delle comunicazioni militari è argomento che sta molto a cuore agli Usa, per evitare incidenti soprattutto nel Pacifico. Le comunicazioni ad alto livello vennero interrotte nell’estate dello scorso anno dopo la visita a Taiwan dell’allora speaker della Camera Usa Nancy Pelosi. Taiwan rimane probabilmente la questione più delicata, anche in vista delle elezioni presidenziali del prossimo gennaio sull’isola. Xi rimarcherà le solite linee rosse da non superare affinché la situazione non sfugga di mano. Chiederà a Biden rassicurazioni e di continuare ad attenersi alla politica dell’unica Cina e metterà in guardia dal sostegno che a Pechino percepiscono come una volontà di sostenere l’indipendenza dell’isola.
In agenda anche l’intelligenza artificiale, i conflitti in Ucraina e in Medio Oriente.
Il leader cinese spingerà su temi come i dazi, chiedendo a Biden che non ne vengano applicati di nuovi. Cercherà di evitare controlli Usa ancora più severi sulle esportazioni di semiconduttori e altre tecnologie chiave. La priorità del leader cinese è la sua economia in crisi: la stabilizzazione delle relazioni con Washington permetterebbe a Xi di concentrarsi meglio sulle sfide interne. Deve continuare a corteggiare e rassicurare il business Usa. A questo servirà la cena con gli imprenditori statunitensi, che sborseranno diversi bigliettoni verdi per partecipare (dai 2mila ai 40mila, secondo il New York Times).
Cosa ci si aspetta dal vertice
Gli analisti non si aspettano risultati sconvolgenti dall’incontro tra i due leader. Ma non significa certo che l’incontro non sia di straordinaria importanza. Frutto di un lavoro delle diplomazie che va avanti da mesi. Dopo l’incidente del presunto pallone spia a febbraio, le tensioni si sono attenuate a maggio, dopo che Wang Yi, il capo della diplomazia cinese, ha incontrato a Vienna il consigliere per la sicurezza nazionale degli Stati Uniti Jake Sullivan. Nei quattro mesi successivi, il segretario di Stato Blinken, quello al Tesoro Yellen, l'inviato americano per il clima Kerry e il segretario al commercio Raimondo hanno visitato la Cina e incontrato i più alti funzionari cinesi. A ottobre, il leader della maggioranza del Senato Chuck Schumer ha guidato una delegazione bipartisan del Senato in Cina, diventando il primo membro del Congresso a visitare il Paese in oltre quattro anni. E qualche settimana fa Xi ha accolto pure il governatore della California Newsom.