Messico, trovato morto il primo magistrato non binario dell’America Latina. Dubbi sulla ricostruzione della polizia: “Una bugia di Stato”
di Daniele MastrogiacomoC’è un duplice omicidio che ha scosso in profondità il Messico. È avvenuto lunedì scorso in una zona residenziale di Aguascalientes, cittadina dello Stato centrale di Coahuila. Non è opera delle classiche gang al servizio dei Cartelli. Uno dei tanti assassinii che punteggiano la scia di sangue del grande Paese nordamericano. La morte di Jesús Ociel Baena Saucedo, 38 anni, e del suo compagno Dorian Daniel Nieves Herrera, di 32, trovati entrambi con profonde ferite in tutto il corpo nella loro casa, segna la fine dell’icona che ha trasformato profondamente i diritti civili in Messico.
Saucedo era un magistrato ed era la prima persona non binaria a ricoprire il ruolo di giudice elettorale in tutta l'America Latina. Saucedo è stato anche il primo cittadino a ottenere un certificato di nascita non binario, un passaporto su cui è trascritta una terza identità e una tessera elettorale che nella cas…
C’è un duplice omicidio che ha scosso in profondità il Messico. È avvenuto lunedì scorso in una zona residenziale di Aguascalientes, cittadina dello Stato centrale di Coahuila. Non è opera delle classiche gang al servizio dei Cartelli. Uno dei tanti assassinii che punteggiano la scia di sangue del grande Paese nordamericano. La morte di Jesús Ociel Baena Saucedo, 38 anni, e del suo compagno Dorian Daniel Nieves Herrera, di 32, trovati entrambi con profonde ferite in tutto il corpo nella loro casa, segna la fine dell’icona che ha trasformato profondamente i diritti civili in Messico.
Saucedo era un magistrato ed era la prima persona non binaria a ricoprire il ruolo di giudice elettorale in tutta l'America Latina. Saucedo è stato anche il primo cittadino a ottenere un certificato di nascita non binario, un passaporto su cui è trascritta una terza identità e una tessera elettorale che nella casella del genere indica una X. Traguardi importanti in un Paese come il Messico, il più cattolico dell’intera America Latina, dove pesa ancora molto una cultura non inclusiva e dove i crimini d’odio sono frequentissimi: tra il 2019 e il 2022 ci sono stati 305 atti di violenza.
Dopo essere andato via di casa giovanissimo si è tuffato nel Diritto. Ha studiato Giurisprudenza, è stato eletto presidente della società studentesca per la sua capacità di comunicare e denunciare le difficili condizioni in cui vivevano molti studenti queer. Pagò un duro prezzo per aver fatto coming out: subì minacce, aggressioni, accuse pubbliche e private.
Molto amato sui social, vantava un seguito fuori e dentro l’università. Poi il salto nelle istituzioni, come supervisore elettorale dell’allora Istituto Elettorale Federale, e infine nella giustizia quando diventa il primo magistrato non binario del Messico.
Era un punto di riferimento della comunità Lgbt, si è battuto per la piena libertà dei diritti civili, ha influito sulle sentenze della giustizia, ha contribuito a far depenalizzare l’aborto anche in un Paese come il Messico. Ma ha ottenuto di più: ha fatto riconoscere il genere non binario. Ufficialmente. All’anagrafe e nei certificati elettorali.
“Le persone che si definiscono non binarie sono quelle che rompono con la visione dicotomica di cosa si intende per uomo e donna”, spiegava in una recente intervista “Nel mio caso non mi definisco uomo e non mi sento donna. La mia attuale identità mi fa sentire libero, mi fa sviluppare la mia personalità. Perché è la rottura di questa dicotomia, la libertà di indossare abiti maschili e femminili, senza dover rendere conto alla pressione sociale, a rendermi finalmente quello che sono”.
Negli ultimi mesi aveva subito sempre più minacce e per questo aveva chiesto una protezione che non è arrivata. La polizia ora parla di un omicidio-suicidio consumato nell’ambito della coppia ma troppi sono convinti che ci sia una terza mano assassina. Decine di migliaia di persone hanno accompagnato i due feretri ricoperti dalla bandiera arcobaleno durante il funerale che si è tenuto ad Aguascalientes, mentre in migliaia hanno manifestato a Città del Messico per chiedere giustizia, esponendo cartelli con la scritta “omicidio passionale, bugia nazionale”.