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Le truppe Usa in Iraq e Siria sono state attaccate 55 volte nell’ultimo mese

La base aerea Usa di al-Asad in Iraq. REUTERS/John Davison/File Photo

 (reuters)
Feriti 59 soldati tra il 17 ottobre e il 14 novembre. Il Pentagono parla di “impronte iraniane”
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Gli attacchi contro le truppe degli Stati Uniti dispiegate in Siria e Iraq sono aumentati dopo l’inizio della guerra tra Israele e Hamas, arrivando a 55 nel periodo tra il 17 ottobre e il 14 novembre. L’ha reso noto martedì la viceportavoce del Pentagono Sabrina Singh.

Di questi attacchi, 28 sono stati sferrati in Iraq e 27 in Siria. I soldati americani feriti sono stati 59, ma sono tutti rientrati in servizio. Non ci sono stati morti. Gli americani sono stati comunque in grado di sventare la maggior parte degli attacchi grazie ai loro sistemi di difesa aerea.

Il Pentagono non ha fornito ulteriori dettagli sulla natura di questi attacchi o sui loro responsabili, ma ha parlato di “impronte iraniane”. La Repubblica Islamica dell’Iran arma numerose milizie nella regione - oltre ai gruppi in Siria e Iraq, gli Houthi in Yemen, Hezbollah in Libano e la stessa Hamas - e le usa nella sua guerra per procura contro Israele e gli Stati Uniti.

Teheran ha smentito di essere coinvolta negl…

Gli attacchi contro le truppe degli Stati Uniti dispiegate in Siria e Iraq sono aumentati dopo l’inizio della guerra tra Israele e Hamas, arrivando a 55 nel periodo tra il 17 ottobre e il 14 novembre. L’ha reso noto martedì la viceportavoce del Pentagono Sabrina Singh.

Di questi attacchi, 28 sono stati sferrati in Iraq e 27 in Siria. I soldati americani feriti sono stati 59, ma sono tutti rientrati in servizio. Non ci sono stati morti. Gli americani sono stati comunque in grado di sventare la maggior parte degli attacchi grazie ai loro sistemi di difesa aerea.

Il Pentagono non ha fornito ulteriori dettagli sulla natura di questi attacchi o sui loro responsabili, ma ha parlato di “impronte iraniane”. La Repubblica Islamica dell’Iran arma numerose milizie nella regione - oltre ai gruppi in Siria e Iraq, gli Houthi in Yemen, Hezbollah in Libano e la stessa Hamas - e le usa nella sua guerra per procura contro Israele e gli Stati Uniti.

Teheran ha smentito di essere coinvolta negli attacchi.

Washington ha circa 2500 soldati in Iraq e circa 900 soldati in Siria, impegnati a prevenire la rinascita dell’organizzazione jihadista dello Stato Islamico. Dallo scoppio della guerra tra Israele e Hamas gli Stati Uniti hanno intensificato la propria presenza militare nell’area schierando anche due delle loro portaerei nel Mediterraneo Orientale, la Eisenhower e la Ford.

Il segretario alla Difesa Lloyd Austin e il segretario di Stato Antony Blinken avevano messo in conto un’escalation dei tentativi di colpire le truppe Usa in Medio Oriente dopo l’attacco di Hamas a Israele del 7 ottobre.

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