Newsom, il candidato dem perfetto che piace anche a Xi. Biden potrebbe preferirlo alla vice Harris
dal nostro inviato Paolo Mastrolilli e dal nostro corrispondente Gianluca ModoloSAN FRANCISCO – PECHINO – I più maliziosi l’hanno letta come un’investitura formale, per il 2028 o anche per l’anno prossimo, nel caso in cui per qualsiasi motivo il presidente Biden decidesse di rinunciare a ricandidarsi alla Casa Bianca. Anche se così non fosse, però, Joe è stato piuttosto chiaro durante il ricevimento offerto agli altri leader dell’Apec: "Voglio parlarvi del governatore della California Newsom. Voglio ringraziarlo. È stato un grande governatore. A dire la verità, potrebbe essere qualunque cosa volesse. Può anche avere il posto che io sto cercando". Traduzione: potrebbe benissimo candidarsi al mio posto, anche subito. Naturalmente poi Biden ha aggiunto elogi per la sua vice, Kamala Harris, ma senza la stessa enfasi, lasciando intendere di avere una preferenza.
SAN FRANCISCO – PECHINO – I più maliziosi l’hanno letta come un’investitura formale, per il 2028 o anche per l’anno prossimo, nel caso in cui per qualsiasi motivo il presidente Biden decidesse di rinunciare a ricandidarsi alla Casa Bianca. Anche se così non fosse, però, Joe è stato piuttosto chiaro durante il ricevimento offerto agli altri leader dell’Apec: "Voglio parlarvi del governatore della California Newsom. Voglio ringraziarlo. È stato un grande governatore. A dire la verità, potrebbe essere qualunque cosa volesse. Può anche avere il posto che io sto cercando". Traduzione: potrebbe benissimo candidarsi al mio posto, anche subito. Naturalmente poi Biden ha aggiunto elogi per la sua vice, Kamala Harris, ma senza la stessa enfasi, lasciando intendere di avere una preferenza.
All’inizio di questo ciclo elettorale, quando era plausibile che Joe decidesse di fare il presidente di transizione e passare il testimone alla prossima generazione, Gavin Newsom sembrava un candidato naturale alla Casa Bianca. Meglio di Harris, che come vice non ha confermato tutte le aspettative esistenti su di lei, e anche di altri potenziali concorrenti come la governatrice del Michigan Whitmer, quello dell’Illinois Pritzker, o quello del Maryland Moore. Quando però Biden ha annunciato l’intenzione di ricandidarsi, il governatore della California ha subito rinunciato, affermando che il presidente doveva essere la scelta unitaria del partito. Il capo della Casa Bianca lo ha apprezzato, facendone il suo principale surrogato nella campagna elettorale, al punto di mandarlo ai dibattiti tra i repubblicani per difenderlo.
Newsom di sicuro si candiderà nel 2028, o almeno pochi dubitano che lo farà, anche se per i democratici è sempre difficile conquistare la Casa Bianca partendo da uno stato liberal come la California, vista con sospetto nel Midwest, nel Sud, e in generale nel cuore rurale dell’America. Magari però potrebbe subentrare subito, se Biden si facesse da parte per qualsiasi motivo, tipo l’età, la salute o la scarsa popolarità, visti i sondaggi che ora lo danno perdente anche contro Nikki Haley, oltre a Trump e De Santis.
Newsom intanto si prepara per questo potenziale futuro, continuando anche a lavorare per diventare il nuovo migliore amico americano del leader cinese Xi. Prima di fare il governatore era stato sindaco di San Francisco, e quindi ha avuto una presenza e un ruolo importante durante il vertice dell’Apec. L’altra sera ha incontrato il presidente e gli ha regalato una maglia della squadra di basket dei Golden State Warriors, con il nome "Xi" sulla schiena. Il leader cinese, nelle foto dell’evento, ha un sorrisone che difficilmente si vede sulla sua faccia. Nel video dell’evento Xi chiede: "Sarei forte se la indossassi?". E il governatore risponde senza esitazione: "Sì, l'Mvp", cioè il miglior giocatore in campo. Newsom era già andato a Pechino qualche settimana fa ed era stato ricevuto proprio da Xi. Ora sta consolidando il rapporto, non solo per l’ovvio ruolo che ha avuto nel vertice Apec come governatore della California, ma anche come aspirante candidato alla Casa Bianca.