✕

Le Maldive scelgono la Cina, il giuramento del nuovo presidente

(afp)
La vittoria dell’ex sindaco di Malè sancisce un cambiamento nelle alleanze internazionali dell’arcipelago che passerà ad avere rapporti sempre più stretti con Pechino a scapito dell’India
1 minuti di lettura

Mohamed Muizzu ha giurato oggi come nuovo presidente dell’arcipelago delle Maldive, insieme al suo vice, Hussain Mohamed Latheef. La coppia ha trionfato al ballottaggio dello scorso 30 settembre, vincendo contro il presidente uscente Ibrahim Mohamed Solih. Muizzu aveva già ottenuto la maggioranza dei voti durante il primo turno delle elezioni, quando aveva preso il 46 per cento. Al ballottaggio ha prevalso con il 53 per cento.

Il tema centrale della campagna elettorale è stata la politica estera. Secondo la maggior parte degli analisti la vittoria di Muizzu, ex sindaco di Malè, provocherà importanti cambiamenti nel posizionamento delle Maldive a livello internazionale. Muizzu è infatti considerato favorevole ad un avvicinamento con la Cina, mentre il suo predecessore ha sempre coltivato stretti rapporti con Nuova Delhi. L'elezione era quindi vista come un vero e proprio referendum su quale potenza regionale avrebbe avuto la maggiore influenza sull'arcipelago dell'Oceano Indiano che, …

Mohamed Muizzu ha giurato oggi come nuovo presidente dell’arcipelago delle Maldive, insieme al suo vice, Hussain Mohamed Latheef. La coppia ha trionfato al ballottaggio dello scorso 30 settembre, vincendo contro il presidente uscente Ibrahim Mohamed Solih. Muizzu aveva già ottenuto la maggioranza dei voti durante il primo turno delle elezioni, quando aveva preso il 46 per cento. Al ballottaggio ha prevalso con il 53 per cento.

Il tema centrale della campagna elettorale è stata la politica estera. Secondo la maggior parte degli analisti la vittoria di Muizzu, ex sindaco di Malè, provocherà importanti cambiamenti nel posizionamento delle Maldive a livello internazionale. Muizzu è infatti considerato favorevole ad un avvicinamento con la Cina, mentre il suo predecessore ha sempre coltivato stretti rapporti con Nuova Delhi. L'elezione era quindi vista come un vero e proprio referendum su quale potenza regionale avrebbe avuto la maggiore influenza sull'arcipelago dell'Oceano Indiano che, in virtù del suo posizionamento, è un partner strategico dal punto di vista commerciale. Le Maldive si trovano infatti a cavallo di una delle rotte navali più trafficate del mondo.

Il successo elettorale del nuovo presidente è basato su una campagna contro l'enorme peso politico ed economico dell'India nelle Maldive. Muizzu ha sfruttato un sentimento di insofferenza sempre più presente nella nazione a maggioranza musulmana. L’India ha persino un proprio contingente militare schierato sul territorio di Malè, anche se il numero di truppe di Delhi nelle Maldive non è noto. Secondo i critici la segretezza dell'accordo stipulato in passato tra l'India e il governo di Solih è sospetta. Esistono dubbi anche sul ruolo e i compiti dell’esercito indiano dislocato alle Maldive. È certo che i soldati utilizzano due elicotteri donati dall'India e assistono nel salvataggio di persone bloccate o vittime di calamità in mare. "Non vogliamo alcuno stivale militare straniero sul suolo maldiviano. L'ho promesso al popolo delle Maldive e manterrò la mia promessa fin dal primo giorno", ha detto il nuvo presidente.

Durante la campagna Muizzu ha promesso che caccerà i militari e che riequilibrerà i rapporti commerciali, cercando di ridimensionare il peso di Nuova Delhi. La Cina, nel frattempo, ha deciso di investire centinaia di milioni di dollari nelle Maldive sotto forma di prestiti e sovvenzioni per infrastrutture e progetti di sviluppo. Secondo alcuni analisti, però, per Muizzu potrebbe essere difficile mantenere tutte le promesse fatte durante la campagna elettorale. Le Maldive, infatti, rimangono profondamente legate all’India che è coinvolta nelle finanze e nel commercio del Paese. Anche per quanto riguarda i prestiti infrastrutturali cinesi potrebbero esserci dei problemi. Malè ha infatti contratto debiti molto consistenti nei confronti di Pechino, alcuni dei quali scadono tra un paio d'anni.

Leggi i commenti