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Scuola colpita in un raid, decine di vittime. Biden: “Una nuova Anp per governare Gaza”

Accuse a Israele per l’attacco su un edificio dell’Unrwa. L’Idf: “Indaghiamo”. Il presidente Usa lancia il suo progetto: “Riunificare Striscia e Cisgiordania”
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GERUSALEMME — La telecamera del telefono riprende il ballatoio insanguinato di un edificio che porta i segni di un attacco recente. Un primo cadavere, un uomo, con le braccia aperte, per terra. Poco più in là altri due corpi, uno è un ragazzino. La telecamera si muove frenetica, entra in una stanza, persone senza vita. Se ne contano venti, in tutto. C’è anche un neonato. Tende e coperte lordate di rosso, una donna che urla, bambini con in braccio altri bambini, polvere di calcinacci. Pianti.

Il filmato, che gira sui social network e la cui autenticità non è verificabile con fonti indipendenti, dura meno di due minuti. I profili palestinesi che lo hanno postato (utenti e media che hanno giornalisti all’interno della Striscia) sostengono che sia la scuola al-Fakhoura, gestita dall’Agenzia delle Nazioni Unite per i rifugiati palestinesi (Unrwa), e che il palazzo sia stato bersagliato da un raid aereo israeliano tra la notte di venerdì e la mattina di sabato. La scuola ospita centinaia d…

GERUSALEMME — La telecamera del telefono riprende il ballatoio insanguinato di un edificio che porta i segni di un attacco recente. Un primo cadavere, un uomo, con le braccia aperte, per terra. Poco più in là altri due corpi, uno è un ragazzino. La telecamera si muove frenetica, entra in una stanza, persone senza vita. Se ne contano venti, in tutto. C’è anche un neonato. Tende e coperte lordate di rosso, una donna che urla, bambini con in braccio altri bambini, polvere di calcinacci. Pianti.

Il filmato, che gira sui social network e la cui autenticità non è verificabile con fonti indipendenti, dura meno di due minuti. I profili palestinesi che lo hanno postato (utenti e media che hanno giornalisti all’interno della Striscia) sostengono che sia la scuola al-Fakhoura, gestita dall’Agenzia delle Nazioni Unite per i rifugiati palestinesi (Unrwa), e che il palazzo sia stato bersagliato da un raid aereo israeliano tra la notte di venerdì e la mattina di sabato. La scuola ospita centinaia di sfollati a Jabalia, Gaza Nord, nel campo profughi che prima della guerra contava 80 mila persone. Per l’intelligence militare israeliana, roccaforte di quattro battaglioni di Hamas.

Il direttore dell’Unwra, Philippe Lazzarini, scrive su X di aver ricevuto «immagini terrificanti della scuola», con «decine di persone uccise e ferite» e chiede a Israele l’immediato cessate il fuoco. Peter Lerner, portavoce delle forze armate dello Stato ebraico (Idf), replica così: «Non posso confermare che questo incidente sia dell’Idf, ma stiamo facendo indagini». Alla fine di una giornata strattonata da notizie diffuse da interlocutori non sempre attendibili, di certo ci sono solo i morti. Tanti.

Almeno 50, secondo il ministero della Salute di Gaza controllato da Hamas, che parla di altre 32 vittime «appartenenti alla famiglia di un uomo chiamato Abu Habal» in un secondo attacco sempre a Jabalia. In attesa di capire quando la caccia a Hamas travolgerà il Sud dei due milioni di palestinesi stipati in condizioni igienico-sanitarie drammatiche. E dove forse - lo sostiene un canale tv israeliano - si nascondono Yahya Sinwar e Mohammed Deif, la mente e il braccio del 7 Ottobre.

È in questa situazione, con lo Stato ebraico che si sta attirando addosso le critiche di gran parte della comunità internazionale, che il presidente americano firma un editoriale-manifesto sul Washington Post per rendere chiaro a tutti quale sia la linea della Casa Bianca, dopo più di quaranta giorni di conflitto e 12.300 vittime, secondo il conteggio delle autorità della Striscia. «Ho il cuore spezzato dalle immagini che arrivano da Gaza sulla morte di migliaia di civili, inclusi bambini», scrive Biden. «Gaza non deve mai più essere usata come piattaforma per il terrorismo. Non ci deve essere alcuno spostamento forzato dei palestinesi da Gaza, nessuna rioccupazione, nessun assedio o blocco e nessuna riduzione del territorio».

Il presidente americano specifica nel dettaglio quale debba essere il punto di caduta dello scontro in atto: «Mentre ci battiamo per la pace, Gaza e la Cisgiordania dovrebbero essere riunite sotto un’unica struttura di governo, in definitiva sotto un’Autorità Palestinese rinnovata, mentre lavoriamo tutti per una soluzione a due Stati». Dove è la parola «rinnovata» a caricarsi del significato politico più forte. Rinnovata con o senza Abu Mazen?

Biden lancia anche la sfida agli estremisti israeliani nei territori occupati. Per scoraggiarne la violenza in Cisgiordania, gli Stati Uniti sono pronti a emettere divieti di concessione del visto «contro gli estremisti che attaccano i civili». E sul problema del crescente antisemitismo, aggiunge: «Le famiglie ebree temono di essere prese di mira a scuola, mentre indossano simboli della loro fede per strada. Allo stesso tempo, troppi musulmani americani, arabi americani e palestinesi americani, e tante altre comunità, sono indignati e feriti, temendo la rinascita dell’islamofobia e della sfiducia che abbiamo visto dopo l’11 settembre».

Sul campo, dato che ai giornalisti non è consentito entrare nella Striscia se non embedded con l’esercito, è complicato verificare anche i fatti più semplici. Si sbatte sempre contro due versioni opposte. Accade persino per l’evacuazione dell’ospedale al-Shifa. Centinaia di pazienti ieri se ne sono andati a piedi verso Sud, dentro sono rimasti pochi medici e chi è troppo malato per il trasferimento. I media arabi dicono che è stata ordinata dall’Idf senza preavviso, la replica delle forze armate è di senso opposto: «Abbiamo solo accolto la richiesta del direttore sanitario».

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