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Il passo indietro di Musk per arginare la fuga degli inserzionisti da X: “Bandito dal social chi invoca il genocidio”

Chi utilizzerà parole come “decolonizzazione” o frasi come “dal fiume al mare” verrà sospeso dall’ex Twitter. La mossa dopo che Ibm, Apple e altre Big tech hanno interrotto le campagne pubblicitarie per il sostegno dell’imprenditore a un post antisemita
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NEW YORK – La parola “decolonizzazione” e frasi come “dal fiume al mare” usate per invocare l’eliminazione dello Stato di Israele e la creazione dello Stato palestinese, dal fiume Giordano al Mediterraneo, sono state bandite dalla piattaforma social X. Chi le utilizzerà verrà sospeso. Lo ha annunciato Elon Musk, che ha avviato una clamorosa giravolta per non affossare la compagnia.

Dopo aver sdoganato per mesi, in nome della libertà d’espressione, account suprematisti, nazi e antisemiti, e aver lanciato e condiviso messaggi contro gli ebrei, il miliardario sudafricano proprietario di Twitter, diventato ora X, ha annunciato la nuova policy del social: gli utenti che ricorreranno a questi termini e altri “eufemismi simili” che richiamano al genocidio, verranno sospesi.

NEW YORK – La parola “decolonizzazione” e frasi come “dal fiume al mare” usate per invocare l’eliminazione dello Stato di Israele e la creazione dello Stato palestinese, dal fiume Giordano al Mediterraneo, sono state bandite dalla piattaforma social X. Chi le utilizzerà verrà sospeso. Lo ha annunciato Elon Musk, che ha avviato una clamorosa giravolta per non affossare la compagnia.

Dopo aver sdoganato per mesi, in nome della libertà d’espressione, account suprematisti, nazi e antisemiti, e aver lanciato e condiviso messaggi contro gli ebrei, il miliardario sudafricano proprietario di Twitter, diventato ora X, ha annunciato la nuova policy del social: gli utenti che ricorreranno a questi termini e altri “eufemismi simili” che richiamano al genocidio, verranno sospesi.

“Gli appelli alla violenza estrema - ha scritto Musk ai suoi più di 160 milioni di follower - sono contro i termini previsti dal servizio e porteranno alla sospensione”. In un altro post, in risposta a un utente che definiva il termine “decolonizzazione” come la versione liberal della “jihad”, “guerra santa”, il miliardario ha detto chiaramente che “sì, decolonizzazione fa riferimento al genocidio ebreo, ed è inaccettabile per qualsiasi persona ragionevole”. E poi, in un altro messaggio: “A rischio di sembrare scontato, chiunque invocherà il genocidio di qualsiasi gruppo verrà sospeso dalla piattaforma”.

La svolta è dettata dalle pressioni ricevute e soprattutto dai problemi finanziari che ha scatenato la linea suprematista di Musk. Molti inserzionisti, tra cui big come Ibm, Disney e Apple, hanno sospeso le campagne pubblicitarie sulla piattaforma. Nessuna compagnia vuole vedere il proprio brand associato a post violenti. I conti di X sono in rosso da mesi, il valore del social, acquistato l’anno scorso da Musk per 44 miliardi di dollari cash, è crollato del 57 per cento. Linda Yaccarino, la top manager chiamata a frenare la fuga degli inserzionisti, ha invocato un cambio di direzione prima che sia troppo tardi. Così il miliardario è stato costretto a rivedere le sue posizioni complottiste, molto popolari nell’ultra-destra.

La svolta è avvenuta due giorni dopo l’ultimo caso che ha travolto Musk: il proprietario di X aveva dato ragione a un utente che aveva accusato gli ebrei di diffondere l’odio verso i bianchi. “Hai detto la pura verità”, aveva commentato. L’hashtag “DeathtoMuslim”, morte ai musulmani, e i negazionisti dell’Olocausto hanno fatto il boom di interazioni. La Casa Bianca aveva definito “ripugnante” il commento. Più di centocinquanta rabbini e attivisti avevano chiesto a Apple, Google, Amazon e Disney di togliere la pubblicità da X. Ibm è stata la prima, seguita da Apple e Disney. Altre ci stanno pensando.

Musk ha capito che doveva cambiare linea. Resta da capire fino a che punto. Su X c’è un personaggio molto popolare che invoca spesso il genocidio degli ebrei: l’imam Sayyid Ali Khamenei, leader supremo dell’Iran, seguito da un milione di follower. Stando alle nuove regole, il suo account potrebbe venire sospeso.

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