✕

Troppi errori, troppo inglese e troppa Giuseppina: il “Napoleon” di Ridley Scott diventa un caso in Francia

Il biopic interpretato da Joaquin Phoenix, che avrebbe lasciato la sala durante la prima a Parigi, riapre il rapporto mai totalmente risolto dei francesi con Bonaparte. E sulle incongruenze storiche, come la presenza dell’imperatore alla decapitazione di Maria Antonietta, il regista risponde agli studiosi: “Che ne sapete? Eravate lì?”
3 minuti di lettura

In attesa del giudizio del pubblico, che dal 22 novembre potrà vedere in sala la versione di Ridley Scott della vita di Napoleone Bonaparte interpretato dal premio Oscar Joaquin Phoenix, in Francia è già polemica.

Non sorprende che le 2 ore e 39 minuti di Napoleon abbiano scontentato parte dei critici e degli storici che lo hanno visto in anteprima. Definito pieno di errori, il biopic esalterebbe una figura discutibile interpretata da un attore, Phoenix, che sarebbe troppo vecchio per incarnare la prima parte della vita dell’imperatore. “Un film di un regista inglese molto anti-francese”, “ambizioso”, "c’è troppa Giuseppina”, sono alcuni dei commenti a caldo dopo la visione. E c’è chi si spinge a dichiarare che non basta indossare un bicorno per diventare Napoleone, sebbene proprio il 19 novembre andrà all’asta uno dei suoi cappelli originali per il quale qualcuno è disposto a sborsare tra i 600mila e gli 800mila euro.

'Napoleon', Joaquin Phoenix imperatore per Ridle…

In attesa del giudizio del pubblico, che dal 22 novembre potrà vedere in sala la versione di Ridley Scott della vita di Napoleone Bonaparte interpretato dal premio Oscar Joaquin Phoenix, in Francia è già polemica.

Non sorprende che le 2 ore e 39 minuti di Napoleon abbiano scontentato parte dei critici e degli storici che lo hanno visto in anteprima. Definito pieno di errori, il biopic esalterebbe una figura discutibile interpretata da un attore, Phoenix, che sarebbe troppo vecchio per incarnare la prima parte della vita dell’imperatore. “Un film di un regista inglese molto anti-francese”, “ambizioso”, "c’è troppa Giuseppina”, sono alcuni dei commenti a caldo dopo la visione. E c’è chi si spinge a dichiarare che non basta indossare un bicorno per diventare Napoleone, sebbene proprio il 19 novembre andrà all’asta uno dei suoi cappelli originali per il quale qualcuno è disposto a sborsare tra i 600mila e gli 800mila euro.

'Napoleon', Joaquin Phoenix imperatore per Ridley Scott - trailer

Lo sgarbo di Phoenix alla prima di Parigi

Il film, costato quasi 200 milioni di dollari, cerca di unire in una sola linea narrativa le battaglie, dalla Rivoluzione francese all’esilio a Sant’Elena, e la vita sentimentale del politico corso concentrandosi in particolare sull’amore per la prima moglie Giuseppina, interpretata da Vanessa Kirby. Ne esce il ritratto di “un piccolo tiranno petulante”, così lo definisce Phoenix che ha accompagnato la prima mondiale a Parigi diventando una delle prime grandi star di Hollywood ad apparire dopo la fine dello sciopero degli attori. E non è sfuggita la sua uscita dalla sala durante la prima mondiale, un gesto visto come uno sgarbo che non è piaciuto ai critici francesi.

Il Napoleone in inglese

Un’antipatia per Napoleone – a duecento anni dalla sua morte la Francia non sembra ancora essersi riconciliata con una figura divisiva, ancora oggetto di lodi per la sua maestria bellica e di critiche per i milioni di morti delle sue campagne – che potrebbe diventare antipatia anche per il suo protagonista e che si affianca ad alcune stroncature apparse già sulla stampa francese.

A partire dall’utilizzo della lingua inglese, stupisce che persino l’attore francese Tahar Rahim sia stato costretto a recitare in inglese il ruolo di Paul Barras, una delle menti del Direttorio. Quasi tutti poi concordano nel trovare impossibile la presenza dell’imperatore alla decapitazione di Maria Antonietta.

Tutti gli errori di “Napoleon”

Sul magazine Le Point lo storico Patrice Gueniffey, autore della biografia Bonaparte e del libro Napoléon et de Gaulle. Deux héros français, definisce Napoleon dal punto di vista della ricostruzione storica “del tutto negativo”. “Ridley Scott finisce nel dare vita alla vecchia caricatura di Napoleone nata dopo la sua caduta e alimentata dal nemico inglese dopo il Congresso di Vienna”, così Gueniffey che poi se la prende con il sorriso poco seduttivo di Phoenix, ben diverso da quello che Madame de Staël raccontava avesse il corso.

Per Jean-Cristophe Buisson, de Le Figaro Magazine, al biopic mancano troppe cose. “La campagna d’Italia e soprattutto quella di Francia, la sua più bella campagna militare, si passa in un attimo dalla fuga di Mosca all’abdicazione”. Ma poi ne elogia la potenza visiva, perfetta per chi vuole provare a vedere cosa fosse quell’epoca. Per sapere però chi fosse Napoleone, Buisson consiglia di far riferimento ai tanti libri.

"Non tornò in Francia per Josephine, lei era già morta”

Gli errori più evidenti, almeno per Pierre Branda, storico della Fondation Napoléon, riguarderebbero il rapporto con Giuseppina. “Napoleone non tornò dall’Egitto per lei ma per prendere il potere; la data del divorzio è anticipata di due anni e infine, l’errore più grande, Napoleone non tornò dall’Isola d’Elba per Giuseppina perché al suo ritorno nel marzo 1815 lei era morta già da tempo, ovvero da maggio 1814”.

La risposta di Scott: “Che ne sapete? Eravate lì?”

Critiche alle quali, in un’intervista rilasciata alla radio France Inter il regista Scott ha risposto spiegando: “Esistono 100mila libri e scritti sul tema. Il cinema è una storia visiva. Sulla veridicità storica, rispondo agli storici: ‘Cosa ne sapete? Eravate lì?’”.

Per l’agenzia Afp il film è “ossessionato dalla guerra e dalla brutalità ed è uscito proprio mentre i conflitti infuriano due secoli dopo”. “La dittatura implica uno spargimento di sangue", ha spiegato Ridley Scott durante un’intervista collettiva rilasciata a Parigi. Spargimento che grazie al grande investimento di Apple si vedrebbe tutto soprattutto in quella che viene definita l’epica scena della battaglia di Austerlitz, dove Napoleone spara con i cannoni contro la cavalleria nemica che annega sul fondo di un lago ghiacciato.

I precedenti illustri e il sogno di Spielberg

A pesare sul film ci sono poi anche i suoi precedenti illustri: da un lato le sette ore del Napoleone cult di Abel Gance, del 1927, entrate nei principali manuali della storia del cinema, dall’altro il fantasma del film mai realizzato da Stanley Kubrick. Il regista di 2001: Odissea nello spazio sognava di girare un grandioso Napoleone ma non riuscì a portare a termine il progetto prima della sua morte, avvenuta nel 1999. Rimane però la sceneggiatura, diventata oggetto di culto al punto che Steven Spielberg ha recentemente annunciato di voler produrre una serie a partire da quello script.

Leggi i commenti